In mezzo al guado. Per l’economia globale si è aperta una fase interlocutoria che sta spaccando a metà gli analisti divisi tra chi pensa che il ciclo di crescita sia in pausa e chi, invece, è convinto che abbia ancora un buon potenziale di crescita. La confusione è palpabile e deriva dall’andamento degli ultimi due trimestri con una chiusura del 2018 di forte correzione e apertura del 2019 di forte ripresa, e questo senza che i fondamentali macroeconomici fossero cambiati di una virgola. Dove sta la verità? Si cresce o ci si ferma? Secondo l’analisi di Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management, se si guardano i leading indicators, ovvero i previsori dei dati reali di crescita, il quadro appare fosco, soprattutto per Usa ed Europa, ma lo scenario è ancora costruttivo perché sono sostanzialmente solidi i dati sul mercato del lavoro americano.

Questa fase di incertezza però ha fatto crescere la prudenza negli investitori area euro che sono sempre più tentati dalla liquidità come parcheggio, nonostante gli scarsi rendimenti. Per Delitala i mercati sono tenuti in equilibrio da una serie di dinamiche contrastanti: da un lato un quadro macroeconomico incerto e, dall’altro, la reazione volitiva della politica monetaria in Usa e fiscale in Cina che alimentano la speranza di poter superare la debolezza congiunturale. Ad allontanare i timori di una svolta verso la recessione ci hanno pensato le banche centrali che con la scelta di mantenere i tassi bassi per tutto l’anno hanno riportato l’orologio indietro al 2015. La direzione presa dalla politica monetaria a livello globale unita al buon andamento dei mercati azionari nel primo trimestre 2019 fanno ben sperare Philipp Vorndrann, Capital Market Strategist di Flossbach Von Storch, secondo il quale i timori di una recessione imminente sono scomparsi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Lo scenario di investimento attuale vede: tassi bassi, inflazione quasi scomparsa, e una crescita rallentata. In gergo si chiama Goldilocks economy e secondo i manuali di economia è il terreno ideale per chi investe in azioni, meno per chi punta sulle obbligazioni. Ma l’incertezza è il vero fattore chiave di questo secondo trimestre 2019 e in fasi come queste, dove sono tante le variabili imprevedibili per chi è a caccia di un rendimento e di protezione, la scelta migliore è puntare su un prodotto bilanciato che dia al gestore la massima flessibilità nelle scelte di investimento.
I bilanciati flessibili sono i prodotti del risparmio gestito che hanno questa caratteristica: investono una parte del patrimonio in azioni, potendo variare la quota da un minimo del 10% fino a un massimo del 90%, e una parte in obbligazioni e sono in grado di offrire rendimenti stabili nel tempo e decorrelati rispetto alla direzionalità dei mercati (Categoria Morningstar: Bilanciati Flessibili).

La Top 5 dei fondi bilanciati flessibili

ProdottoRendimento 3yRendimento YTD
Rothschild Valor Eur Classe C12,05%22,55%
Igm Fondo di Fondi Flessibile A11,95%5,00%
Sidera Funds - Equity Global Leaders B Acc8,89%6,76%
Vontobel Fund II - Vescore Global Risk Diversification B EUR7,83%12,24%
Pharus SICAV - Trend Player Class Q EUR Acc7,55%10,46%
Nella tabella, i migliori fondi bilanciati a gestione flessibile ordinati per rendimento a tre anni. Dati in euro aggiornati a maggio 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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