I mercati finanziari sembrano i nuovi protagonisti di una delle sequenze infinite di The Revenant dove l’Orso dà battaglia a Leonardo Di Caprio con una violenza che ricorda da vicino le zampate del 2008 e riporta alla luce perfino le cicatrici del 2001. L’Orso è qui. E come in ogni choc di Borsa che si rispetti, la difesa di scuola è, come sempre, “volare verso la qualità”, ovvero fly to quality, per indicare la strada agli investitori che hanno paura verso beni rifugio.
Le mete tradizionali sono i Bund tedeschi e i T-Bond americani, ma anche l’oro: comprando questi titoli, ritenuti sicuri, i grandi investitori tradizionalmente si riparano dai rischi geopolitici, finanziari o di altra natura. E’ così anche questa volta?

Analizzando la situazione macroeconomica, le Borse sono tornate ai livelli di ottobre 2014 bruciando un anno e mezzo di guadagni, perché sono al centro di una tempesta perfetta fatta da un miscela di ingredienti: il petrolio sotto i 30 dollari (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim), un debito stellare e Paesi emergenti in frenata dopo anni di crescita (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim).
A dimostrazione che la tempesta è in atto, lo spread, ovvero il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco è ritornato sui livelli dell’estate scorsa a 146 punti base, col tasso sul titolo decennale del Tesoro in rialzo all’1,67%, e risvegliando vecchie paure che sembravano un lontano ricordo.

Ma a preoccupare di più in questa fase è il livello di debiti: l’allarme lo ha lanciato la Banca dei regolamenti internazionali sottolineando come il debito, pubblico e privato, su scala globale sia volato dai 31.400 miliardi del 2006 ai 49.100 miliardi del 2015 di cui ben 3.000 miliardi fanno capo al solo settore petrolifero. Un tale livello, secondo la Banca dei regolamenti, minaccia il sistema finanziario.
Così nasce la fuga dal rischio, come questi giorni, e tutti corrono a comprare il Bund tedesco o il Treasury americano e scappano dai Paesi emergenti. In Europa, la tempesta ha un elemento in più: le banche.

Gli occhi di tutti sono puntati al ruolo salvifico della politica monetaria delle banche centrali e, in particolare sulla Bce di Mario Draghi, anche se c’è chi scommette che la Fed di Janet Yellen farà marcia indietro perché il 30% dell’economia globale viaggia con tassi negativi. Ma i mercati sembrano voler dire che nemmeno Draghi e il suo Quantitative Easing atteso per marzo (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim), questa volta potranno ridare fiducia, dando ragione a George Soros che aveva previsto un nuovo 2008 (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim).


IDEE DI INVESTIMENTO

Per capire se i mercati europei hanno la forza di reagire alla tempesta, gli occhi sono puntati sul consiglio della Banca centrale europea che si tiene il 10 marzo. Non sarà facile per Draghi trovare le misure giuste. Per Erick Nielsen, capo economista globale di Unicredit, la Bce è in un pasticcio perché deve indebolire l’euro in modo più durevole. Una strada, secondo Jp Morgan è abbassare ancora i tassi, un’altra il rafforzamento degli acquisti mensili del Qe dagli attuali 60 miliardi.
Per chi ha un’ottica di investimento di lungo periodo e ha un portafoglio in perdita, in queste fasi di mercato l’unica difesa è l’attesa cercando di dominare l’emotività (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim). Per chi, invece, è a caccia di buone occasioni, le correzioni sono la fase ideale per entrare a prezzi stracciati, a piccole dosi con un Piano di Accumulo del Capitale (PAC).

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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