Se c’è una parola che descrive in un attimo chi sia Elon Musk, fondatore di Tesla e di Space X, è visionario. Le sue idee hanno sempre precorso i tempi negli ultimi 25 anni: dalla prima banca online fino alle celle solari passando per l’auto elettrica e i razzi spaziali con destinazione Marte. L’ultima trovata di Musk è nel settore sanitario e ha, come sempre, una forte componente tecnologica. La società Neuralink, fondata nel 2017 da Musk per sviluppare sistemi che possano mettere in connessione i Big data dai computer alle persone, è pronta a fare i primi trapianti di cervello per riportare a camminare le persone paralizzate. I test sono già stati effettuati su un ratto al quale è stata registrata l’attività cerebrale attraverso l’impianto chirurgico di elettrodi su neuroni e sinapsi.

Adesso Neuralink è pronta a chiedere l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) americana per avviare studi clinici sull’uomo già dal 2020. L’obiettivo è praticare quattro fori da 8 millimetri nel cranio dei pazienti paralizzati e inserire impianti che consentano loro di controllare computer e smartphone usando i loro pensieri. Sembra Matrix, ma è quasi realtà. Tanto che Neuralink ha raccolto oltre 150 milioni di dollari dagli investitori, di  cui 100 milioni dall’amministratore delegato Musk, su questa che è già stata definita la scommessa cibernetica del secolo, la prima almeno, e non è detto che il risultato finale sia una vittoria. Molto spesso, infatti, i test sui roditori non danno gli stessi risultati sugli esseri umani. Per questo nella fase di sperimentazione è possibile che Neuralink faccia un passaggio intermedio con test sulle scimmie prima di passare agli uomini.

La strada presa da Musk è però segnata. Il biohacking che è basato sulla sperimentazione biologica su sé stessi, attraverso la modifica genetica o l’uso di farmaci o impianti tecnologici come i chip, semplicemente per migliorare le qualità o per ridare capacità al proprio corpo, è già un business. Secondo il Gartner Report del 2018 è uno dei trend tecnologici digitali destinati a cambiare il mondo, esattamente come la blockchain e l’intelligenza artificiale, e generare un valore di oltre 2,3 miliardi di dollari entro il 2025 toccando diversi settori: tecnologia, salute, difesa, sport e alimentazione. Il biohacking è la prossima frontiera della tecnologia, forse quella più estrema.

IDEE DI INVESTIMENTO

Filosofi e appassionati di fantascienza hanno a lungo immaginato come potrebbe essere mettere il turbo al cervello delle persone e spingerlo fino alla possibilità di leggere i pensieri di qualcun altro. Ma si trattava di teorie. Adesso ci sono società che stanno lavorando seriamente a rendere possibile questo sogno. Tra i visionari c’è sicuramente Thomas Reardon, Ceo e co-fondatore della startup di neuroscienze CTRL-Labs fondata nel 2015, che realizza interfacce cervello-macchina, ovvero dispositivi che traducono l’attività mentale in azione digitale, esterni al cervello. Molte aziende sono interessate a questa tecnologia e tra queste c’è Facebook, ad esempio, che ha rivelato un sistema sperimentale di digitazione del pensiero l’anno scorso. L’obiettivo finale è una linea diretta con il cervello umano, che è ancora tecnicamente difficile e potenzialmente pericoloso, fatta con un semplice cinturino con elettrodi. Il biohacking è all’interno del megatrend di lungo periodo che abbraccia diversi campi della tecnologia come l’intelligenza artificiale e la robotica. «Il settore della tecnologia è diversificato e redditizio con tanti temi come 5G, blockchain, cloud computing, machine learning solo per fare qualche esempio e genera interessanti opportunità nel lungo peirodo», ha detto Anjali Bastianpillai, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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