A 14 anni di distanza la Cina è di nuovo al centro del mondo per un evento sportivo globale. Il 4 febbraio 2022 è attesa l’apertura dei Giochi Olimpici Invernali che arrivano dopo le Olimpiadi estive del 2008. Quattordici anni fa la Cina aveva colto l’occasione per dimostrare di poter reggere il confronto con le grandi potenze globali. Oggi tutto è cambiato e la Cina non ha più così tanto da dimostrare.

Nel 2008 la Cina aveva appena superato la Germania diventando la terza economia più grande del mondo. Il suo prodotto interno lordo era ancora inferiore a quello del Giappone ed era solo un terzo delle dimensioni dell’economia statunitense.

Oggi, il PIL cinese è tre volte più grande di quello giapponese e chiude costantemente al primo posto a livello globale. Secondo le previsioni di Bloomberg Economics, se il presidente cinese Xi Jinping sarà in grado di realizzare le riforme per stimolare la crescita, la Cina potrebbe superare gli Stati Uniti già nel 2031.

Dal 2008 a oggi il mondo è cambiato. Tre settimane dopo la cerimonia di chiusura del 2008 a Pechino, Lehman Brothers dichiarò bancarotta, innescando una crisi finanziaria globale che ha colpito le economie di tutto il mondo, inclusa la Cina. Si stima che nel 2008 circa 20 milioni di lavoratori migranti cinesi abbiano perso il lavoro, spingendo il governo a introdurre un pacchetto di incentivi da circa 630 miliardi di dollari.

La Cina e il Covid-19

Oggi siamo di fronte a un’altra crisi globale, un altro cigno nero, la pandemia da Covid-19 che proprio dalla Cina è partita per raggiungere tutto il mondo. Eppure la Cina non si è fermata: la crescita del PIL nel 2021 è stata dell’8,1%, ben due punti sopra l’obiettivo del governo fissato al 6% e nonostante la grave crisi immobiliare scoppiata nel Paese dopo il caso Evergrande.

La Cina che ha imboccato la strategia dello “zero Covid-19” con lockdown mirati dove e quando serve, non smette di correre. Questo nonostante le nuove regole di mercato imposte dal Governo di Pechino e il caso Didi che fanno immaginare un futuro più lento per le aziende tecnologiche più promettenti del Paese.

L’argomento è stato anche approfondito da Federica De Giorgis e Mattia Rossetti del team Financial Advisory di Ersel in un podcast dedicato. Argomento è la Cina, maggiore contributore della crescita globale, con un focus sulla crisi del settore immobiliare e sulla disputa con gli Stati Uniti nei settori hightech e fintech.

IDEE DI INVESTIMENTO

L’avvio delle Olimpiadi invernali cinesi riaccende i riflettori del mondo sul Paese che da tempo è diventato il dubbio amletico dei grandi investitori. Per puntare sulla Cina bisogna credere nel salto di qualità dell’economia, secondo l’analisi di T. Rowe Price. Non ci si basa più sulla crescita demografica – le nascite sono in calo da tempo – ma su un Paese più istruito e tecnologicamente al passo, se non più vanti, dell’Occidente.

Il vantaggio risiede nei bassi costi dell’innovazione: su questo la Cina non ha rivali, se non all’interno della stessa Asia, anche grazie all’eccesso alle materie prime. Per T. Rowe Price la transizione energetica, la mobilità intelligente ed elettrica e l’informatica sono i tre pilatri che guideranno la Cina nei prossimi 10 anni.

Secondo l’analisi di Schroders, l’inflazione è la vera incognita che incombe sulle azioni cinesi insieme con le varianti del virus, mentre non ci sono dubbi che nella seconda parte del 2022 le prospettive macroeconomiche in Cina miglioreranno.

Per investire sulla Cina con un orizzonte di lungo termine, scopri sulla piattaforma Online SIM i portafogli modello per pianificare e gestire i tuoi investimenti. Il nostro team di esperti è sempre a tua disposizione.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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