I Piani Individuali di Risparmio, noti come PIR, rappresentano una delle soluzioni più interessanti per chi desidera investire nel medio lungo periodo beneficiando di vantaggi fiscali. Ma conviene investire in PIR nel 2025? In questo articolo analizziamo come funzionano i PIR, quali sono le differenze tra fondi ordinari e alternativi, i benefici fiscali, i principali rischi e i migliori fondi attualmente disponibili sul mercato.

Investimenti PIR: cosa sono?

I PIR sono strumenti di investimento introdotti in Italia nel 2017 con l’obiettivo di indirizzare il risparmio delle famiglie verso l’economia reale, in particolare verso le piccole e medie imprese italiane. Si tratta di fondi comuni di investimento (non ETF) che rispettano una specifica normativa per accedere a un regime fiscale agevolato.

La normativa prevede che almeno il 70% del portafoglio sia investito in strumenti emessi da aziende italiane o europee con stabile organizzazione in Italia, di cui il 25% in PMI non quotate sul FTSE MIB. Il restante 30% può essere investito liberamente.

PIR ordinario e PIR alternativo: quale scegliere?

Nel 2020 il legislatore ha introdotto una nuova tipologia: i PIR alternativi. Ecco le principali differenze:

  • PIR ordinari: investono prevalentemente in strumenti finanziari quotati e sono adatti a un pubblico più ampio, con soglie d’ingresso contenute (massimo 40.000 euro all’anno e 200.000 euro complessivi).
  • PIR alternativi: rivolti a investitori con orizzonte di lungo periodo e maggiore propensione al rischio, prevedono un investimento minimo di 10.000 euro e offrono accesso a strumenti illiquidi come private equity, venture capital, mini bond e fondi chiusi.

Nel 2025 la scelta tra PIR ordinari e alternativi dipende dal profilo dell’investitore: i primi sono ideali per una gestione patrimoniale più prudente, i secondi per chi mira a diversificare su asset class meno correlate ai mercati tradizionali.

Come funzionano i fondi PIR?

I fondi PIR funzionano come fondi comuni di investimento a gestione attiva. L’investitore acquista quote del fondo che rispetta i vincoli previsti dalla normativa PIR. Se le quote vengono detenute per almeno 5 anni e non si superano i limiti di investimento, i rendimenti, sia plusvalenze sia dividendi, sono completamente esenti da imposte.

È importante affidarsi a gestori professionali e scegliere fondi con track record consolidato, attenzione alla selezione di PMI italiane e una gestione del rischio efficace.

Come investire in PIR?

Investire in un fondo PIR è semplice e accessibile:

  1. Aprire un conto presso un intermediario abilitato come una banca, una SIM o una piattaforma online come Online SIM.
  2. Sottoscrivere un fondo PIR ordinario o alternativo scegliendo tra le proposte disponibili, tenendo conto dei propri obiettivi di investimento, orizzonte temporale e profilo di rischio.
  3. Monitorare l’investimento nel tempo, ricordando che il beneficio fiscale è legato al mantenimento per almeno 5 anni.

Vantaggi fiscali dei PIR

Il principale motivo per cui i PIR sono tornati al centro dell’attenzione nel 2025 è il vantaggio fiscale:

  • Esenzione totale da imposte su plusvalenze e dividendi dopo 5 anni di detenzione continuativa.
  • Nessuna imposta di successione sul patrimonio investito in PIR.
  • Incentivi per l’economia reale, con potenziale impatto positivo sul tessuto imprenditoriale italiano.

Questi vantaggi rendono i PIR uno strumento fiscalmente efficiente per piani di accumulo a medio-lungo termine.

Investimenti PIR: rischi

Nonostante i vantaggi, è importante considerare anche i rischi associati ai PIR:

  • Rischio di mercato: i fondi PIR sono soggetti alle oscillazioni dei mercati finanziari e alla volatilità delle PMI.
  • Rischio di illiquidità: in particolare nei PIR alternativi, la presenza di asset non quotati può rendere più difficile disinvestire rapidamente.
  • Rischio normativo: eventuali modifiche legislative future potrebbero alterare il regime fiscale o i requisiti di composizione del portafoglio.

Una corretta diversificazione e la scelta di gestori esperti sono essenziali per mitigare questi rischi.

Rendimenti PIR: cosa aspettarsi nel 2025

Nel 2025 le aspettative di rendimento per i fondi PIR dipendono da diversi fattori:

  • Performance delle PMI italiane, influenzate da inflazione, tassi d’interesse e crescita economica.
  • Gestione attiva dei fondi, in grado di selezionare titoli con potenziale di crescita e valutazioni interessanti.
  • Stabilità politica e regolamentare, che favorisce l’attrattività del mercato italiano.

Storicamente, i PIR hanno offerto rendimenti competitivi nei periodi di ripresa economica. Tuttavia, è fondamentale mantenere un orizzonte temporale adeguato (5-10 anni) per beneficiare appieno delle potenzialità dello strumento.

I migliori fondi PIR oggi

Ecco alcuni fondi PIR che nel 2025 si distinguono per performance, gestione e qualità del portafoglio. Sono tutti nella categoria Azionari Italia.

La top 10 dei PIR nel 2025

ProdottoRendimento YTDRendimento 5Y
Schroder ISF Italian Equity C Acc EUR20,11%18,58%
EGI - Leadersel PMI Classe B Euro19,44%---
Arca Azioni Italia18,41%16,85%
Anima Iniziativa Italia Y16,60%21,54%
AcomeA PMItalia ESG Classe A1 Eur15,69%8,44%
Eurizon Azioni Pmi Italia15,63%12,36%
Mediolanum Flessibile Futuro Italia PIR14,56%15,38%
Eurizon PIR Italia Azioni PIR Eur12,35%14,95%
Arca Economia Reale Equity Italia Classe PIR3,78%6,62%
Anima crescita Italia3,65%5,83%
Nella tabella, i migliori PIR per rendimento nel 2025. Fonte: Elaborazione Online Sim su dati Morningstar. Dati aggiornati ad agosto 2025.

IDEE DI INVESTIMENTO

I PIR rappresentano, anche nel 2025, un’opportunità interessante per gli investitori retail italiani. Offrono vantaggi fiscali unici e consentono di contribuire al finanziamento dell’economia reale. Tuttavia, richiedono un’attenta selezione e una visione di lungo termine.

Sul sito Online SIM è possibile aprire un conto PIR.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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