Il conto alla rovescia per l’elezione del presidente americano sta per terminare e i mercati guardano già a cosa accadrà dopo che il nome sarà uscito dalle urne. Trump o Biden poco importa a questo punto perché le elezioni Usa hanno sempre delle conseguenze per chi investe, ma potrebbero non essere immediatamente chiare ai mercati.

Secondo l’analisi di Axa Investment Managers, Wall Street non fa il tifo per alcun candidato, e in parte i mercati scontano già la prospettiva peggiore: un “pareggio”, ovvero una vittoria di misura di uno dei due sfidanti contestata dall’altro come accadde nel 2000 con la sfida Bush-Gore. Trump ha un vantaggio su Biden agli occhi delle Borse perché il suo effetto sui mercati nel primo anno dalla precedente elezione (2016) ha portato a un rialzo del 5,6% dell’indice Standard & Poor’s 500 rappresentativo del mercato americano, mentre l’ultimo presidente democratico Barack Obama, eletto nel 2012, nel primo anno di elezioni aveva provocato un rialzo del 4,5% dello stesso indice.

Trump o Biden poco importa anche per Morgan Stanley secondo cui il rischio peggiore è un governo spaccato che non sia in grado di prendere decisioni in un momento così difficile per l’economia e, soprattutto, di incidere con una politica fiscale che sia vantaggiosa per le imprese. Un punto fermo in questa fase di mercato è la politica monetaria della FED che secondo il consensus degli analisti di Bloomberg non cambierà direzione chiunque sia il presidente. E questo fa ben sperare le Borse che continueranno a essere sostenute da una grande liquidità.

Secondo l’analisi di Philipp Vorndran, Thomas Lehr e Walter Sperb di Flossbach von Storch AG nel lungo termine sia Trump, sia Biden non saranno in grado di cambiare i principali driver del mercato dei capitali. In particolare:

  • non potranno intervenire sulla politica della banca centrale, che rimarrà espansiva per lungo tempo, se non addirittura per sempre (requisito imprescindibile visti i livelli di indebitamento);
  • gli stimoli fiscali non scompariranno, date le conseguenze del coronavirus sull’economia statunitense. E infine, ma non meno importante;
  • il conflitto con la Cina continuerà probabilmente con la stessa intensità, a prescindere da chi siederà alla Casa Bianca in futuro.

Tutto cambia per restare uguale, sembra essere l’analisi condivisa dei gestori che sono abituati a guardare all’impatto della politica sugli investimenti nel lungo termine. Secondo James McCann, Senior Global Economist, Aberdeen Standard Investments la vera sfida del prossimo presidente è uscire rapidamente dalla fase di stallo sul Congresso e introdurre ulteriori stimoli fiscali facendosi forte del dato sulla crescita del PIL americano nel terzo trimestre che ha evidenziato la forza del rimbalzo economico registrato dopo il lockdown.

Ora che i contagi sono di nuovo in aumento e che il Congresso non riesce a trovare un accordo su un altro pacchetto di stimoli, questi dati positivi non dureranno a lungo. Anche per Colin Moore, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments l’impegno sulla politica fiscale è destinato a fare la differenza nel breve provocando effetti a lungo termine su tutto il mercato americano, soprattutto in questa fase di grande volatilità dovuta alla pandemia.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per un investitore di lungo termine il risultato delle elezioni americane può dare delle indicazioni sulla direzione che nel prossimo anno prenderà l’economia USA e quali settori potranno avvantaggiarsi.

Secondo Axa Investment Investment Managers, una vittoria di Trump probabilmente avvantaggerebbe il settore energetico e gli high yield, penalizzando l’hi-tech; mentre l’elezione di Biden darebbe un impulso a tutti i segmenti di Wall Street legati alla globalizzazione a partire proprio da quelli rappresentati nel Nasdaq.

Per Edmond de Rothschild Asset Management i mercati hanno già scontato una vittoria di Biden aspettandosi anche che i Democratici, che hanno già la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, rivendichino il controllo del Senato. Molti osservatori ritengono che il risultato sia scontato, ma la sorpresa elettorale del 2016 suggerisce prudenza. In caso di vittoria dei Democratici, diversi settori guadagneranno da un cambio di rotta che va verso la sostenibilità: finanziario, energie alternative, trasporti, edilizia e agricoltura.

Chiunque vinca, secondo il consensus dei gestori, il settore healthcare sarà uno dei favoriti anche in vista dell’arrivo di un vaccino contro il COVID-19 che potrebbe arrivare su larga scala nella primavera del 2021 e, secondo l’analisi di Pictet asset management, nel medio lungo termine sarà un fattore determinante per i mercati, più del nuovo presidente.

Una revisione del portafoglio in vista di un grande cambiamento politico che incide a livello globale è sempre consigliata e si può tenere conto dell’opportunità di ripensare il proprio investimento di lungo termine in chiave ESG.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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