Se tre indizi fanno una prova, gli investitori dovrebbero tenere bene a mente tre avvenimenti chiave di questo inizio di settembre 2020:

  1. La Federal reserve (FED) ha cambiato il suo obiettivo di inflazione: non sarà più il 2% fisso ma il 2% “in media nel tempo”. Cosa significa? La revisione di questo obiettivo lascia alla FED la possibilità di tagliare ancora i tassi a prescindere dall’inflazione per non mettere in pericolo il vero obiettivo del post pandemia: il raggiungimento della massima occupazione e la crescita economica.
  2. La Banca centrale europea (BCE) ha deciso di continuare gli acquisti di obbligazioni dei Paesi UE, grazie al programma per l’emergenza pandemica Pepp fino a giugno 2021 ma potrebbe spingersi oltre e andare avanti fino a quando l’emergenza da coronavirus non sarà terminata, usando la massima flessibilità di tempo, asset class e Paesi su cui investire.
  3. La Germania ha lanciato il suo primo green bond – valore 6,5 miliardi di euro – che presenta un rendimento negativo (-0,46% quasi l’1% in meno rispetto al Bund) e entro il 2020 si prepara a lanciare una seconda emissione di durata più lunga.

Questi tre indizi sono la prova che l’era dei tassi sotto zero e dei rendimenti negativi sulle obbligazioni, perfino quelle green che sono il nuovo asset su cui tutti puntano, non fa più nessuna paura e, anzi, rappresenta un’occasione. Secondo i Edward Al-Hussainy, analista senior tassi d’interesse e valute di Columbia Threadneedle Investments, è probabile che nei prossimi mesi i tassi d’interesse diventeranno negativi negli Stati Uniti in alcune economie occidentali, che scenderanno in territorio ancor più negativo in altri Paesi e gli investitori sono invitati a prendere nota: il grande rally del mercato obbligazionario è ben lontano dall’aver esaurito il suo corso.

Si tratta di una “nuova normalità” per il mercato con cui gli investitori obbligazionari hanno in parte già fatto i conti: i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi a dieci anni e giapponesi a cinque anni, per esempio, offrono già rendimenti negativi ma sono ancora attraenti perché assolvono al primo comandamento del mercato obbligazionario: proteggere il portafoglio dai rischi. Bund e titoli di debito giapponesi, infatti, continuano a essere liquidi e danno fiducia al mercato.
C’è poi un altro fattore da tenere presente: negli ultimi 5 anni i tassi d’interesse sono scesi, mentre i rendimenti di capitale degli investitori obbligazionari sono aumentati e hanno offerto delle buone plusvalenze quando il mercato azionario scendeva. Cosa accadrà nei prossimi 3-5 anni? Secondo il consensus dei gestori questo trend proseguirà con il calo dei tassi d’interesse sotto zero.

IDEE DI INVESTIMENTO

La svolta della politica monetaria americana è il fattore guida verso un’era di tassi sotto zero. Se questo scenario diventerà reale per gli investitori devono considerare una revisione del proprio portafoglio obbligazionario tenendo presente che:

  • Obbligazioni e azioni potrebbero scendere di prezzo contemporaneamente e questo vuol dire che le strategie di diversificazione tradizionale da sole non sono più sufficienti;
  • A causa del rallentamento della crescita economica globale, misure politiche non convenzionali adottate dalle banche centrali e dai Governi saranno un sostegno per il debito pubblico dei Paesi con massicci acquisti obbligazionari;
  • l’inflazione resta un elemento da monitorare: un suo aumento ha un impatto negativo sia sugli asset obbligazionari sia azionari se non è accompagnato da una ripresa del PIL globale;
  • i corporate bond dei Paesi sviluppati e in particolare area euro sono meglio posizionati grazie ai programmi di riacquisto da parte delle banche centrali e a differenza dei titoli di Stato non hanno rendimento negativo;
  • i tassi negativi in America porterebbero a un ridimensionamento del dollaro contro euro e questo fattore non darebbe fiato solo all’Europa, ma anche alle economie dei Paesi emergenti.

Per una revisione attenta del proprio portafoglio in un’ottica di lungo termine questo è il momento di attuare un check-up di portafoglio e scoprire come migliorare il proprio investimento.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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