Se si mette l’orologio indietro a luglio 2019 e si guarda il grafico dei rendimenti azionari, il dato indica un massimo storico. Tra la fine di luglio e agosto è arrivata la correzione, poi il mercato azionario è ripartito e ora è arrivato di nuovo intorno ai massimi: l’indice Msci World che misura l’andamento delle azioni globali è di nuovo intorno a 2.200 punti, un livello simile a quello che ha portato alla correzione di luglio e anche alla correzione di settembre 2018.

È arrivato il momento di una pausa? La risposta non è facile perché lo schema classico di interpretazione dei dati non dà più risposte precise. «La prova è che le Borse hanno continuato a salire nonostante l’escalation delle tensioni geopolitiche nel Golfo, i rischi di una Brexit disordinata, l’indebolimento dei dati economici e le revisioni al ribasso delle stime sugli utili societari da parte degli analisti in tutti i principali mercati» sottolinea Maya Bhandari, gestore di portafoglio Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. «Il tutto in un contesto di crescenti attriti commerciali tra gli Stati Uniti e gran parte del resto del mondo».

Per questa ragione, la maggior parte dei gestori azionari è prudente e riserva una buona quota di portafoglio alla liquidità in attesa di risposte più chiare. Ad aggravare l’incertezza è arrivata la nuova impennata del prezzo del petrolio – e delle materie prime in generale con l’oro sempre protagonista – dopo gli attacchi a due siti petroliferi in Arabia saudita che, di fatto, dimezzano la produzione di greggio del Paese e hanno fatto riaccendere la guerra del barile tra Usa e Iran. Nello stesso tempo i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi sensibilmente. Sono tutti segnali di un mercato sconnesso in un momento in cui l’economia globale continua a subire gli effetti della guerra commerciale USA-Cina, mentre le banche centrali hanno messo in campo una politica di salvataggio fatta di potenti stimoli monetari

Secondo l’analisi degli strategist di Pictet Asset Management, in un contesto come quello attuale, il faro che deve guidare un investitore azionario è dato dagli utili aziendali. “La crescita degli utili societari dovrebbe rallentare fino ad arrestarsi quest’anno dopo un 2018 stellare e sebbene prevediamo che le banche centrali allentino la loro politica monetaria per porre fine al rallentamento economico, difficilmente offriranno il tipo di stimolo che il mercato sta attualmente scontando”.

IDEE DI INVESTIMENTO

Guardando agli utili societari, il mercato europeo sta guadagnando l’interesse dei gestori, grazie alla stabilizzazione dei profitti societari e al crollo dei rendimenti obbligazionari. “Il premio al rischio azionario – una stima del rendimento che le azioni forniscono in più rispetto a un tasso privo di rischi – in Germania è salito oltre 9 punti percentuali per la prima volta in assoluto” sottolineano gli strategist di Pictet. “Anche le valutazioni per i mercati emergenti paiono interessanti, soprattutto in Asia, e anche i titoli giapponesi hanno spazio di manovra per salire del 20% nel medio termine”. La selezione e la ricerca del valore sono le altre due variabili che un investitore azionario deve tenere in considerazione in questo momento.

Per puntare sulle azioni con una scelta di valore, va fatta una scelta di stile di gestione. Ci sono fondi azionari globali che utilizzano uno stile value (Categoria Morningstar Internazionali Large Cap Value) e che offrono la miglior diversificazione sulle Borse internazionali.

La Top 5 dei fondi azionari globali a stile Value

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Invesco Funds SICAV - Global Focus Equity Fund Z Accumulation EUR24,82%5,47%
DWS Invest CROCI World ESG TFC 22,83%4,36%
Franklin Mutual Global Discovery Fund I (acc) EUR21,06%7,15%
AXA Rosenberg Glb Eq Alpha A USD Acc20,51%4,78%
Artisan Global Value I USD Acc20,49%6,48%
Nella tabella i migliori fondi azionari globali a stile value ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati a settembre 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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