L’elezione di Joe Biden alla presidenza americana segna una svolta importante sulla strada della politica globale a favore del clima. Il cambio della guardia alla guida degli Stati Uniti arriva proprio alla vigilia del 2021 che è definito un anno chiave per le misure a favore di un Pianeta più verde in previsione dell’appuntamento di COP26. Appena insediato, Biden ha subito riaperto il dibattito su un’America green, chiedendo praticamente a ogni agenzia del governo federale di tenere conto del suo piano per ricostruire le infrastrutture del Paese grazie alle energie rinnovabili.

L’America, dopo quasi 5 anni di politica contraria ad ogni azione a favore del clima e dopo l’uscita dall’Accordo di Parigi 2015, sta rispondendo positivamente. I grandi sostenitori a livello istituzionale del piano di Biden si sono uniti, producendo il rapporto Climate 21 che sottolinea l’opportunità per Biden di far avanzare la transizione verso una società a basse emissioni di carbonio. Il rapporto suggerisce a Biden una strategia per organizzare la sua agenda sui cambiamenti climatici e sottolinea come il percorso non sarà semplice.

Biden prevede di investire 2 mila miliardi di dollari in quattro anni in energia pulita, trasporti a basse emissioni di carbonio, efficienza energetica e infrastrutture. L’obiettivo è la generazione di energia elettrica a zero emissioni entro il 2035 e un’economia a zero emissioni entro il 2050, creando milioni di posti di lavoro nuovi.

Biden deve tuttavia affrontare due grandi ostacoli:

  • il primo è che molte delle sue proposte più ambiziose – in particolare aumentare drasticamente la spesa per le energie pulite – richiederanno un’azione del Congresso che è molto diviso sul tema;
  • il secondo sono le grandi diversità tra gli Stati americani che hanno portato il Senato ad accantonare qualsiasi discussione sulla questione climatica perché politicamente scivolosa, soprattutto sul tema del reperimento dei fondi necessari a realizzare il piano.

I punti chiave della svolta verde del piano Biden sono:

  • Infrastrutture: creare milioni di posti di lavoro ricostruendo le fatiscenti infrastrutture americane – da strade e ponti a spazi verdi e sistemi idrici, reti elettriche e banda larga universale – per gettare nuove basi per una crescita sostenibile, competere nell’economia globale, resistere agli impatti del cambiamento climatico e migliorare la salute pubblica, compresi l’accesso all’aria e all’acqua pulita;
  • Industria automobilistica: creare 1 milione di nuovi posti di lavoro nell’industria automobilistica americana, modificando le catene di fornitura automobilistiche nazionali e le infrastrutture automobilistiche, per vincere la sfida sull’auto elettrica;
  • Trasporti: fornire, a ogni città americana con oltre 100.000 residenti, opzioni di trasporto pubblico ad alta qualità e a emissioni zero, attraverso investimenti federali flessibili (reti ferroviarie leggere, miglioramento delle linee di trasporto e autobus esistenti e installazione di infrastrutture per pedoni e ciclisti);
  • Settore energetico: puntare sull’elettricità pulita per realizzare un settore energetico privo di inquinamento da carbonio entro il 2035, creando nuova occupazione;
  • Case: intervenire su almeno 4 milioni di edifici esistenti per renderli resistenti agli agenti atmosferici, stimolare la costruzione di 1,5 milioni di case e unità abitative sostenibili, favorire la catena di produzione di elettrodomestici efficienti con sconti diretti in contanti e finanziamenti a basso costo per aggiornare ed elettrificare gli elettrodomestici, installare finestre più efficienti.
  • Innovazione: offrire drastiche riduzioni dei costi nelle tecnologie per l’energia pulita, tra cui lo stoccaggio delle batterie, le tecnologie per le emissioni negative, l’idrogeno rinnovabile e il nucleare avanzato, assicurando che queste nuove tecnologie siano prodotte in America.
  • Agricoltura: creare posti di lavoro in agricoltura, resilienza e conservazione rispettose del clima, riducendo la fuoriuscita di sostanze tossiche e prevenendo i danni ambientali locali.
  • Giustizia ambientale: garantire che la giustizia ambientale sia un punto chiave nelle scelte sul dove, come e con chi costruire il cambiamento rurale, urbano e sociale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il Presidente americano Joe Biden ha confermato che la sua amministrazione aderirà nuovamente all’accordo di Parigi 2015 sul clima e questa decisione non richiede l’approvazione del Congresso. Si tratta di una mossa importante che allinea il futuro degli Stati Uniti a quello dei altri grandi aree geografiche che hanno già deciso di impegnarsi verso un futuro a zero emissioni (UE, Cina, Giappone e Corea del Sud) e riporta in vita le misure che erano state annunciate nel 2015 dall’amministrazione Obama per raggiungere l’obiettivo di Parigi, ovvero una riduzione del 26-28% delle emissioni di gas serra entro il 2025 rispetto ai livelli del 2005.

Secondo l’analisi di Morgan Stanley, la svolta Usa è sicuramente una buona notizia per gli investitori ESG ma il processo di trasformazione sarà lento e troverà ostacoli soprattutto sul fronte delle energie alternative.

Un’analisi di BlackRock Investment Institute pone inoltre l’accento sulla divisione all’interno del Governo, anche se non ci sono dubbi che ora l’America avrà una maggiore attenzione alla sostenibilità che però dovrà essere sostenuta da leggi.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

1 Commento

  1. Avatar
    4 Dicembre 2020 a 18:03 — Rispondi

    posso/possiamo dirlo 😉 ?

    meno male : ottimo stato-di-cose per Futuro !

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