Il menù dei fondi attenti al clima si è notevolmente ampliato negli ultimi mesi e continuerà a crescere tanto più aumenterà lo sforzo dei gestori patrimoniali nel riorientare il capitale verso investimenti più rispettosi dell’ambiente. Nel 2020, secondo un’analisi di Morningstar dal titolo Investing in Times of Climate Change, è emerso un ampio consenso sulla necessità di affrontare il rischio climatico nei portafogli di investimento.

L’impegno per un gruppo di 73 asset manager, che rappresentano più di un terzo del patrimonio gestito a livello globale, è stato sancito con la firma della Net Zero Asset Managers Initiative. Questa impegna i gestori a sostenere l’obiettivo di zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 o prima e anche a sostenere investimenti allineati con l’obiettivo zero.

La transizione verde verso un’economia a basse emissioni di carbonio

La transizione verde è un’opportunità di investimento. Gli asset manager stanno sviluppando rapidamente nuove soluzioni di gestione del rischio, lanciando prodotti innovativi e riorganizzando quelli esistenti per aiutare gli investitori a decarbonizzare i loro portafogli e investire in soluzioni verdi. Ma i gestori hanno davvero il potere di influenzare i governi affinché affrontino il problema del cambiamento climatico?

Secondo un’analisi di Aviva Investors gli investitori azionari sfruttano da molto tempo la loro influenza per promuovere cambiamenti positivi nelle società. Questo comportamento invece è molto meno comune tra i titolari e gli emittenti di debito. Un rapporto del 2017 della rete per i Principi ONU per l’investimento responsabile ha evidenziato che il 58% dei firmatari non interagiva con emittenti sovrani.
Adesso le cose potrebbero cambiare per una serie di fattori:

  • L’aumento del debito sovrano emesso attraverso obbligazioni verdi. Secondo dati Refinitiv, le emissioni di obbligazioni sostenibili hanno raggiunto un record di 544,3 miliardi di dollari nel 2020, più del doppio rispetto all’anno precedente, con il debito sovrano che ne rappresenta poco più di un quarto.
  • Una relazione sempre più stretta tra i fattori ESG, il rischio e i prezzi delle obbligazioni sovrane. Sempre più investitori sovrani si stanno rendendo conto che le questioni ambientali e sociali possono avere un impatto sostanziale sulle valutazioni, in particolare nei paesi emergenti.
  • Una maggiore attenzione ai fattori ESG da parte delle autorità di regolamentazione sta fornendo ai grandi investitori un incentivo a integrarli nell’analisi del credito sovrano mainstream, creando un quadro più strutturato e approfondito.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il mercato dei green bond, le obbligazioni verdi, è maturo per una rapida espansione, soprattutto in considerazione del fatto che diversi Paesi prevedono grandi progetti infrastrutturali “verdi”. Il debito sostenibile dovrebbe costituire circa un terzo del recovery fund da 750 miliardi di euro dell’UE nei prossimi cinque anni.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, alcune ipotesi suggeriscono che potrebbero emettere la loro prima obbligazione verde, forse in vista del vertice COP26 di novembre 2021. Secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments, il Covid-19 ha profondamente cambiato l’idea di investimento sostenibile in infrastrutture.

I mercati dei capitali hanno registrato un livello record di emissioni di social bond per la raccolta di fondi destinati a questi progetti. Morningstar stima che i patrimoni dei fondi sostenibili europei abbiano superato per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari. Solo nel terzo trimestre del 2020 hanno raccolto più di 50 miliardi di euro. L’emissione di obbligazioni con destinazione specifica dei proventi, in primo luogo green bond, social bond e sustainability bond, è senz’altro un buon barometro delle tendenze dell’investimento ambientale e sociale.

Le soluzioni per investire

Per investire sul cambiamento climatico attraverso obbligazioni verdi ci sono fondi obbligazionari che specificatamente dichiarano questo obiettivo. Non c’è una categoria di fondi dedicata a questo asset. Online Sim ha selezionato i migliori fondi obbligazionari globali che hanno più del 90% del portafoglio investito specificatamente in green bond:

  • CSIF (Lux) Bond Green Bond Global Blue Classe FBH Eur Acc è un obbligazionario globale in euro e rende l’1,42% a un anno (dati Morningstar aggiornati a maggio 2021). Partito ad aprile 2019 in portafoglio ha diverse emissioni green statali (Olanda, Irlanda, Germania, Belgio).
  • AXA World Funds – Planet Bonds Classe E EUR Acc è un obbligazionario globale in euro e rende l’1,39% a un anno (dati Morningstar aggiornati a maggio 2021). Partito nel 2015 investe il 100% del portafoglio green bond emessi da governi, istituzioni e società con sede in qualsiasi parte del mondo.
  • BNP Paribas Green Bond Classe Classic Eur Acc è un obbligazionario globale in euro e rende lo 0,14% a un anno (dati Morningstar aggiornati a maggio 2021). Partito nel 2017 investe il 94% del portafoglio in green bond emessi da governi, istituzioni e società con sede in qualsiasi parte del mondo.

Per puntare sul cambiamento climatico con la massima diversificazione di portafoglio Online Sim offre la possibilità di investire in un portafoglio modello sul cambiamento climatico che ha un rendimento annualizzato del 24,09% (dati aggiornati ad maggio 2021) ed è costruito in collaborazione con Main Street Partners, boutique finanziaria inglese specializzata in ESG.

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Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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