L’escalation della guerra tra Russia e Ucraina, e lo spettro sussurrato tra i denti di un possibile terzo conflitto mondiale, hanno fatto impennare la volatilità sui mercati. Oltre che hanno reso l’Europa più vulnerabile. Le sanzioni imposte dall’UE alla Russia – condivise anche dalla Svizzera che ha abbandonato la sua storica neutralità – hanno affossato il rublo. La Borsa di Mosca è stata costretta a restare chiusa. Le opportunità per la Russia di usare le sue riserve di oro e in valuta straniera sono limitate.

A protezione dei depositi e dei risparmi delle famiglie russe è scesa in campo la Banca centrale russa che ha aumentato i tassi di interesse al 20%. Ma la volatilità ha invaso pesantemente i mercati, in particolare in Europa, sia nel segmento obbligazionario sia in quello azionario. Restano ben presenti il rischio inflazione con i prezzi dell’energia alle stelle. Il petrolio ha quasi raggiunto i 100 dollari al barile e per Goldman Sachs potrebbe toccare presto i 130 dollari al barile. Inevitabili sono i problemi di approvvigionamento del gas a causa di un conflitto che potrebbe durare anni.

I mercati hanno reagito al conflitto domando il panico delle prima ora. Non c’è dubbio però che il panorama degli investimenti sia diventato più rischioso e che l’Europa sia il punto più caldo nello scacchiere geopolitico.

Gestire il rischio del conflitto

La gestione del rischio è l’elemento chiave nell’asset allocation. Ecco alcuni punti chiave nell’analisi di gestori e analisti:

  • A soffrire di più è senza dubbio la Russia. L’impatto delle sanzioni, se fossero tutte applicate, potrebbe far crollare il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese del 20%. Nel secondo trimestre 2022, a parità di scenario, il calo dovrebbe attestarsi al 3,5% secondo l’analisi di Jp Morgan. In particolare, con le sanzioni la Russia non può più fare affidamento sulle riserve valutarie della Banca centrale. Oltre che all’avanzo delle partite correnti che ha difeso il Paese dalla frenata economica dovuta al virus, dall’aumento dell’inflazione – nel 2022 dovrebbe arrivare al 10% – e dai tassi di interesse elevati.
  • La Banca Centrale Europea (BCE) ha le armi spuntate. Secondo l’analisi di AXA Investment Managers, la BCE ha un ruolo chiave in Europa per attutire le conseguenze del conflitto che ha come prima ricaduta l’aumento dell’inflazione e dei prezzi dell’energia. Ma lo spazio di manovra per adattarsi a questo choc geopolitico tramite la politica monetaria sembra particolarmente ristretto. Non è da escludere un aumento dei tassi UE entro dicembre 2022.
  • L’Europa rischia di più. Secondo l’analisi di Amundi, anche se l’Europa è la più colpita dalle tensioni geopolitiche non c’è il rischio di una recessione. Le pressioni inflazionistiche automaticamente si intensificheranno con l’aumento dei prezzi delle materie prime, facendo crescere il rischio di stagflazione e complicando le azioni della BCE.
  • Nervi saldi e occhi puntati sul lungo termine. Con il contesto sul fronte ucraino ancora tutto da definire, secondo Pictet Asset Management servono cautela, prontezza di reazione e dinamicità tattica che risultano ancora una volta cruciali sui mercati finanziari. A conforto di un atteggiamento costruttivo e non di liquidazione del portafoglio, Pictet segnala che i premi di rischio azionario sono in grado di assorbire un discreto impatto da cattive notizie.

IDEE DI INVESTIMENTO

In un’ottica di lungo periodo, un approccio prudente all’asset allocation sulle attività rischiose è una regola d’oro in queste fasi di mercato. Secondo l’analisi di Amundi, le azioni, e in particolare il segmento Value hanno potenzialità migliori. Secondo l’analisi di NN Investment, le azioni europee tendono a reagire in modo esagerato alle tensioni geopolitiche, ma sono i titoli ciclici i primi a riprendersi e a sovraperformare se la crescita si conferma solida e i tassi in aumento.

Per proteggersi dal conflitto la massima diversificazione di portafoglio è la strategia giusta per giocare in difesa. Questo è il momento per calcolare il proprio rischio di portafoglio e adottare una strategia di attesa prudente. Un ottimo strumento per mettere in atto questa strategia è il Piano di Accumulo (PAC) che offre diversi vantaggi:

  • Facile e accessibile per pianificare il futuro. Basta un conto corrente per aprire un Piano di Accumulo di capitale. Il PAC è adatto ai diversi bisogni della pianificazione familiare a lungo termine e aiuta ad avere una disciplina di investimento.
  • Doma la volatilità. Il PAC consente un ingresso graduale sul mercato che offre l’opportunità di mediare in caso di volatilità al ribasso, ma anche al rialzo: se il mercato sale bruscamente non si ottengono tutti i guadagni che si avrebbero investendo l’intero importo subito, vale lo stesso ragionamento in caso di discesa.
  • Diversifica il rischio. Il PAC offre una protezione in più grazie al fatto che il denaro in un fondo d’investimento è investito in modo da diversificare il rischio grazie a una gestione professionale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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