Il conflitto Russia-Ucraina ha cambiato lo scenario nella gestione dell’inflazione. I mercati guardano alle banche centrali e alle loro mosse. E’ evidente però che Banca Centrale Europea (BCE) e Banca centrale americana (FED) non possono agire allo stesso modo e con le medesime tempistiche. In Europa, i margini di manovra sono più ampi, in America la strada è ormai segnata. Vediamo quali sono i punti chiave per le banche centrali in questa fase di mercato e le conseguenze per chi investe secondo le analisi di abrdn, AcomeA SGR, AXA Investment Managers, Columbia Threadneedle Investments,  Flossbach von Storch, La Financière de l’Echiquier, Intermonte, Payden&Rygel Italia, Pictet Asset Management.

I punti chiave per le banche centrali

  • La Bce è aperta tutte le mosse.
    La fine del Quantitative Easing (QE) che sembrava imminente, secondo il consensus dei gestori arriverà non prima della fine del terzo trimestre 2022. Ma ogni decisione della BCE dipende dall’evoluzione dello scenario di guerra.
  • Tassi di interesse nodo cruciale.
    Se l’uscita dal QE da parte della BCE è decisa non è così scontato che i tassi nell’area euro vengano alzati entro fine anno. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve si appresta invece a iniziare un ciclo di rialzi ampiamente annunciato. Una decisione che non fermerà l’impennata dei prezzi energetici e tassi d’interesse più elevati sommati a costi energetici più alti sarebbero sgraditi ai consumatori e sono segnali di una recessione.
  • FED strada segnata con inflazione al record da 40 anni.
    La FED tira dritta verso una serie di rialzi dei tassi. Il consensus del mercato al momento è di circa 6 rialzi dei tassi nel 2022. Allo tesso tempo, però, continua la lunga fase di salari reali negativi dal momento che non riescono a tenere il passo dell’inflazione e questo può impattare sulla crescita nei prossimi mesi.
  • Per la FED dilemma crescita.
    Se nel breve la FED ha vita facile perché deve agire solo sul fronte inflazione, tra qualche mese potrebbe essere di fronte al dilemma di politica monetaria: cosa privilegiare, inflazione o crescita? In vista di un possibile rallentamento dell’economia Usa.
  • Ritorna l’attenzione sulla politica fiscale nell’area euro.
    Il conflitto in Ucraina e la pressione sui prezzi energetici porteranno le autorità fiscali a prendere decisioni a sostegno di imprese e famiglie.

IDEE DI INVESTIMENTO

C’è il rischio di uno scenario di stagflazione, ovvero inflazione al rialzo e crescita ferma. In questo caso sono favoriti asset difensivi: oro, commodity e real estate investment trust (REIT). L’azionario rallenta e i titoli di Stato mostrano risultati meno chiari e la performance dipende dalla duration e dal rendimento di partenza.

In queste fasi di mercato incerte o di passaggio tra uno scenario e l’altro, la scelta migliore è effettuare un check-up di portafoglio per valutare se è correttamente diversificato in base al proprio profilo di rischio e all’obiettivo di investimento.

check-up

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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