C’è uno studio dal titolo Chasing The ESG Factor, rilasciato a luglio 2021, che agita i sonni degli investitori convinti che investire in modo sostenibile produrrà per sempre rendimenti più elevati nel lungo termine. Lo studio è firmato dai ricercatori Abraham Lioui, professore di finanza e esperto di strategia di investimento della EDHEC Business School, e Andrea Tarelli, ricercatore dei Dipartimento di Matematica per le Scienze economiche, finanziarie ed attuariali dell’Università Cattolica di Milano.

Secondo la tesi dei due accademici, la sovraperformance degli investimenti sostenibili non durerà in eterno. Il mercato ESG sta raggiungendo la maturità e potrebbe diventare una vittima del proprio successo. Questo non vuol dire che gli investimenti ESG non fanno bene, semplicemente hanno perso la spinta di sovraperformance che, secondo lo studio Chasing The ESG Factor, era quantificabile in un 1% all’anno.

Non è la prima volta che gli analisti di modelli matematici pongono il tema della maturità del mercato ESG. Secondo quanto riporta il Financial Times, la società Refinitiv che fornisce dati finanziari a livello globale, aveva già preannunciato un punto di svolta nella sovraperformance degli investimenti ESG relativamente al prodotti specializzati nel climate change. Un altro studio di Morgan Stanley Capital Index dimostra esattamente il contrario.

Secondo l’analisi di Morningstar riportata dal Financial Times, i risultati del documento della EDHEC Business School suggeriscono che, poiché gli asset si sono concentrati sui titoli con le credenziali ESG più forti, la sovraperformance prevista per questi titoli è diminuita negli ultimi anni. Questa non è una sorpresa perché è una legge del mercato. In termini pratici, secondo Morningstar, poiché i fondi ESG offrono un’asset allocation ben diversificata e ben documentata – per esempio favoriscono titoli di alta qualità – ci si può ragionevolmente aspettare che il risparmio gestito ESG continui a sovraperformare il mercato per lunghi periodi.

Il dibattito sul premio e sulla sovraperformance degli investimenti ESG è aperto. I dati sul differenziale di costi pagati in più per acquistare determinati asset green, il cosiddetto greenium che riguarda le obbligazioni verdi, per esempio, mostrano che con la maturità questi asset diventano più convenienti e redditizi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Al momento il punto di riferimento nella misurazione delle performance dell’investire sostenibile è lo studio rilasciato a febbraio 2021 dal titolo ESG and Financial Performance. Questo è stato condotto dal NYU Stern Center for Sustainable Business, in collaborazione con Rockefeller Asset Management.

Il meta-studio ha esaminato la relazione tra le attività ambientali, sociali e di governo societario (ESG) nelle organizzazioni e la loro performance finanziaria analizzando più di 1.000 ricerche e documenti relative al periodo 2015-2020.

La ricerca indica sei punti chiave:

  • Il miglioramento delle prestazioni finanziarie grazie ai fattori ESG diventa più evidente su orizzonti temporali più lunghi.
  • L’integrazione ESG come strategia di investimento ha prestazioni migliori rispetto agli approcci di screening negativo.
  • Gli investimenti ESG offrono protezione dai ribassi, soprattutto durante una crisi sociale o economica.
  • Le iniziative di sostenibilità nelle aziende sembrano portare a migliori prestazioni finanziarie grazie a fattori di mediazione come una migliore gestione del rischio e una maggiore innovazione.
  • Gestire un futuro a basse emissioni di carbonio migliora le prestazioni finanziarie.
  • La divulgazione ESG senza una strategia di accompagnamento non guida la performance finanziaria.

In particolare:

  • i ricercatori hanno trovato una relazione positiva tra ESG e performance finanziaria nel 58% degli studi aziendali incentrati su metriche operative o prezzo delle azioni con il 13% che mostra un impatto neutro, il 21% risultati contrastanti e solo l’8% mostra una relazione negativa.
  • Se si guarda alla performance corretta per il rischio, nel 59% dei casi gli ESG hanno mostrato prestazioni simili o migliori rispetto agli approcci di investimento convenzionali, mentre solo il 14% ha riscontrato risultati negativi.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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