L’Unione Europea e la Cina hanno firmato a fine 2020 il Comprehensive Agreement on Investment (CAI), un accordo bilaterale per gli investimenti che offre alle imprese dei paesi membri dell’Unione europea un’apertura più ampia al mercato cinese. Il CAI sarà riesaminato e approvato dal Congresso nazionale del popolo in Cina e dai parlamenti dei paesi dell’UE e l’intero processo potrebbe durare circa un anno prima che l’accordo entri definitivamente in vigore, con ogni probabilità alla fine del 2021.
Lo scopo principale del CAI, oltre a ridurre le barriere agli investimenti bilaterali, è quello di promuovere iniziative di sviluppo sostenibile con particolare attenzione agli standard ambientali e al diritto del lavoro. L’accordo in tempi di pandemia è un aiuto alla crescita per le aziende cinesi ed europee.

Gli investimenti diretti esteri cinesi nell’UE sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, diretti principalmente alle aree strategiche delle infrastrutture e dell’alta tecnologia. Secondo i dati della Commissione europea, i flussi cumulativi di investimenti cinesi nell’UE ammontano a quasi 120 miliardi di euro. Ma gli investimenti dell’Ue in Cina nello stesso periodo sono stati ancora più elevati e ammontano a oltre 140 miliardi di euro e si concentrano nel settore manifatturiero, con l’industria automobilistica tedesca come principale investitore.

Sul fronte cinese l’accordo avrà soprattutto un impatto significativo sulla legislazione del diritto del lavoro (divieto del lavoro forzato con la ratifica da parte della Cina delle convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro, sicurezza sul lavoro, responsabilità sociale delle imprese).

I vantaggi sul fronte europeo sono tutti legati alla liberalizzazione degli investimenti sul mercato cinese per le imprese dell’UE. Il CAI prevede infatti l’eliminazione di restrizioni quantitative, limiti di capitale o requisiti di joint venture in diversi settori.

Ecco i principali vantaggi:

  • Nel settore automobilistico, dove le aziende tedesche sono in prima fila, la Cina ha accettato di eliminare i requisiti di joint venture e di concedere l’accesso al mercato per i nuovi veicoli energetici.
  • Nel settore sanitario la Cina ha promesso di eliminare i requisiti di joint venture per aprire ospedali privati ​e questa area di business interessa in particolare la Francia.
  • L’accesso al mercato da parte dell’UE in altri settori sarà più facile (ricerca e sviluppo scientifico, servizi di telecomunicazione e cloud, servizi informatici, trasporto marittimo internazionale e trasporto aereo).
  • L’accordo inoltre punta a migliorare la parità di condizioni per le imprese dell’UE, ovvero mira a garantire che le imprese statali cinesi agiscano secondo criteri commerciali e la Cina fornirà parità di accesso agli organismi di definizione delle norme per gli investitori dell’Ue.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il CAI ha una forte componente di sostenibilità, concentrandosi su tutte le componenti fondamentali della sigla ESG e in particolare sulla E legata a regole più stringenti su ambiente e lotta al cambiamento climatico, sulla S e sulla G che regolano a livello sociale e di governance i diritti dei lavoratori.

Il CAI segna un altro punto a favore degli investimenti ESG che sono ormai la strada maestra per le grandi società di gestione.

In termini di rendimenti, secondo un’analisi di Fidelity International relativa al 2020, gli investimenti ESG si sono dimostrati più resistenti negli choc, battendo i benchmark di mercato sia sul fronte azionario, sia su quello obbligazionario.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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