A tre anni dalla Cop 21 di Parigi, i grandi della Terra si sono dati appuntamento a Katowice in Polonia per Cop 24, la Conferenza sul clima che è attesa come un punto di svolta per l’ambiente e gli investimenti sostenibili. Il luogo scelto non è certo il più adatto a ispirare valori ambientali positivi – è uno dei centri dell’Europa dell’Est dedicato alle miniere di carbone – e forse serviva uno scenario come questo per muovere le decisioni degli Stati membri di Cop 24.
Dal 2015 a oggi, infatti, la situazione clima non è migliorata, anzi, il 2018 è stato uno degli anni più caldi da sempre e la concentrazione media di CO2 ha superato le 410 parti per milione (ppm), il valore più alto degli ultimi 800.000 anni. La fotografia l’ha scattata l’ultimo report del World meteorogical organization (Wmo), che conferma come le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto dei livelli record nel mondo: nel 2017 le concentrazioni di biossido di carbonio (CO2) hanno raggiunto le 405,5 parti per milione (ppm), mentre erano a 403,3 ppm nel 2016 e a 400,1 ppm nel 2015. Siamo infatti in grado di ricostruire la storia del clima fino a 800.000 anni fa estraendo carote di ghiaccio lunghe anche chilometri in Groenlandia o in Antartide e analizzando la composizione delle bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio. Per molte migliaia di anni i livelli di CO2 in atmosfera sono oscillati tra 170 e 280 parti per milione: le cose hanno iniziato a cambiare molto velocemente con l’inizio dell’era industriale. Arrivati al 2013, i sistemi di monitoraggio hanno iniziato a mostrare valori pari o superiori a 400 ppm.

Nessuna azione politica e industriale fatta finora indica una prossima inversione di questa tendenza che è il fattore determinante del cambiamento climatico, dell’innalzamento del livello del mare, dell’acidificazione degli oceani e di un aumento del numero e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi. Per questo Katowice è importante: qui si devono definire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi che entrerà in pieno vigore nel 2020, quando ogni Stato dovrà mettere in azione tutti i meccanismi di riduzione di Co2 dichiarati. Si tratta, in pratica di definire un libro guida che ha anche l’obiettivo di indicare come allocare le risorse finanziarie per sostenere i paesi emergenti e in via di sviluppo e aiutarli a diminuire le proprie emissioni e contenere l’innalzamento della temperatura del Pianeta entro 1,5 gradi centigradi.

Il tempo è il vero nemico per fermare, secondo le parole di David Attenborough, naturalista e divulgatore scientifico britannico, il crollo della civiltà e del mondo naturale che sono all’orizzonte. Le parole di Attenborough, scelto come portavoce delle istanze di migliaia di messaggi ricevuto dalle Nazioni Unite (ONU), sono state il messaggio di apertura a Katowice dove è stato ribadito come quella attuale sia l’ultima generazione che può fermare i cambiamenti climatici. Studi recenti mostrano, infatti, che i 20 anni più caldi mai registrati sono stati negli ultimi 22 anni e i primi quattro negli ultimi quattro anni. Attenborough ha esortato tutti a utilizzare il nuovo chatbot ActNow delle Nazioni Unite, progettato per fornire alle persone il potere e le conoscenze necessarie per intraprendere azioni personali contro i cambiamenti climatici.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ognuno può fare la sua parte per invertire la rotta del cambiamento climatico. Una delle possibilità è scegliere di investire a prova di ambiente puntando su fondi comuni ESG che adottano un approccio sostenibile agli investimenti. In una gestione di portafoglio ESG (Environmental, Social and Governance) si guarda ad un uso razionale delle risorse in tutto il processo di investimento, senza sacrificare i profitti e gli interessi di chi investe. L’investimento sostenibile è adatto a chi ha un orizzonte temporale di lungo termine.

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Note

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