La Cina sembra essersi messa alle spalle il virus e il rallentamento economico da Covid-19: le esportazioni stanno crescendo a due cifre e le vendite al dettaglio sono tornate a livelli precedenti alla pandemia. La vita quotidiana nelle città cinesi è quasi tornata alla normalità e il Paese da cui è partito il contagio vuole ripartire anche se, secondo calcoli di Bloomberg, la maggioranza delle famiglie cinesi ha perso il 60% del proprio reddito a causa del virus. Eppure, soprattutto grazie alle manovre di stimolo fiscale introdotte nel Paese, la ripresa c’è e si vede nelle previsioni sul Prodotto interno lordo (PIL) che nel 2020 dovrebbe crescere dell’1,9% secondo le stime di Moody’s (la crescita era stata del 6,1% nel 2019).

Il ritorno della Cina, secondo il team mercati emergenti di Raiffeisen Capital Management, si deve alle esportazioni che sono aumentate del 10,5% in media su base annua, soprattutto grazie alle vendite di materiale sanitario e apparecchiature elettromedicali, mentre lo stop ai viaggi dei cinesi ha fatto aumentare i consumi interni, in primo luogo di beni di lusso che prima venivano acquistati all’estero. Accanto alla ripresa dei consumi, i nuovi stimoli fiscali che sono attesi da parte del governo cinese serviranno a rilanciare il settore delle infrastrutture e delle telecomunicazioni 5G che sono la vera sfida del Paese. La rinascita della Cina è un segnale che il nuovo modello economico della cosiddetta “doppia circolazione” voluto del Partito comunista cinese funziona.

In pratica, in questa nuova economia cinese è il mercato interno il pilastro principale e questo permette di resistere a choc esterni; nello stesso tempo la spinta delle esportazioni contente alla Cina di guadagnarsi un posto di rilievo nell’economia globale a discapito prima di tutto degli Stati Uniti.
In tutto questo, secondo l’analisi di Raiffeisen Capital Management, le porte restano aperte verso i capitali esteri che intendono investire in Cina, così come resta aperto il duello con gli Usa in attesa delle elezioni presidenziali di novembre 2020 e adesso il Governo cinese ha inaugurato un altro fronte di discussione con l’Unione europea che non è più così sicura di volere i cinesi come alleati sulla strada di una nuova economia post Covid-19.

IDEE DI INVESTIMENTO

La decisione del Governo cinese per uccidere economicamente il virus è stata di adottare misure fiscali per aiutare gli imprenditori piuttosto che i lavoratori. Secondo l’analisi di Moody’s, questa scelta nel lungo termine potrebbe essere penalizzante, perché circa un terzo dei lavoratori urbani cinesi sono migranti che operano nei settori dei servizi (costruzione, consegna, produzione e ristorazione) con salari bassi. Nel corso della pandemia questi lavoratori sono rimasti disoccupati senza assegno di sussistenza e la situazione per loro non è ancora tornata alla normalità. Fa ben sperare nella ripresa del Paese il tasso di disoccupazione urbana della Cina che è sceso al 5,6% in agosto (il massimo è stato toccato a febbraio con il 6,2%). Secondo l’analisi di Pictet Asset Management la Cina ha un ulteriore arma a suo favore: la banca centrale del Paese non ha ancora un vero e proprio programma di Quantitative easing (QE) come altre principali banche centrali dei mercati emergenti (India, Corea, Turchia, Russia, Brasile), anche se sono stati introdotti diversi meccanismi di rifinanziamento per fornire ampia liquidità al mercato interbancario, sostenendo in questo modo l’attività del credito bancario e l’economia reale. Per Pictet Asset Management almeno la metà delle principali banche centrali dei mercati emergenti, Cina compresa, allenterà ulteriormente la politica monetaria nei prossimi mesi e questo è un segnale a favore della crescita.

Per investire sulla ripresa cinese la scelta migliore è puntare sui mercati emergenti con un fondo obbligazionario che diversifica il portafoglio su tutti i Paesi.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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