Dopo anni trascorsi a guardare le immagini di succulenti piatti di cibo, di meravigliosi abiti e scarpe alla moda e di pezzi di design da esporre nelle proprie abitazioni su Instagram, adesso è arrivato il momento di fare “click” per acquistare direttamente sulla App le cose che finora si erano solo guardate. La gratificazione istantanea dell’oggetto desiderato è la leva che Mark Zuckerberg, papà di Facebook e di Instagram, vuole usare per conquistare definitivamente il pubblico più giovane, la Generazione Z, che sta entrando nel mondo del lavoro e guiderà insieme ai Millennials i consumi del futuro. Per questo Instagram sta testando da alcune settimane una funzionalità per lo shopping online chiamata Checkout e ha scelto alcuni partner di moda (Nike e Revolve) per farlo.

In Checkout – per ora in test solo negli Stati Uniti – le persone saranno in grado di acquistare direttamente su Instagram, piuttosto che essere indirizzate al sito Web dell’azienda o a una piattaforma di acquisti online. E questa è la prima dichiarazione di guerra digitale alle aziende della moda e del lusso, per esempio, che stanno adottando tutte una strategia di e-commerce in-house che punta sulla gestione diretta delle vendite online, anche creando alleanze tra marchi diversi. Per questo, anche se non ci sono ancora dettagli chiari, in una prima fase è ipotizzabile che Instagram punti alla vendita di marchi più commerciali e vicini ai giovani, lasciando stare le griffe. Ma fino a quando?

Sembra invece molto chiaro il modello di e-commerce che sta nascendo e con il quale da ora in poi tutti dovranno fare i conti. Ed è un meccanismo molto naturale che porta le persone a seguire un brand e gli influencer che ritengono più affini per lo stile di vita (moda, design, cibo e viaggi). Tanto che, ormai, è la norma che alcuni influencer – per esempio, Chiara Ferragni per la moda e Clio make up per i cosmetici, pioniere del settore – siano in grado di lanciare propri prodotti.
Per Facebook che da tempo punta su Instagram per aumentare i ricavi si tratta di una nuova linea di business da sviluppare accanto alla pubblicità e c’è da scommettere che, dopo Instagram, anche Messenger e WhatsApp potrebbero essere coinvolte in questa corsa alla conquista dei nuovi consumatori.

IDEE DI INVESTIMENTO

I consumatori utilizzano sempre più la tecnologia digitale per qualcosa di più della semplice spesa. C’è una rivoluzione nel modo in cui i consumatori accedono all’intrattenimento e ai media, per esempio. Il 38% dei consumatori globali guarda in streaming film e serie tv almeno giornalmente e, tra i consumatori della Generazione Z, il dato è superiore al 50% secondo la ricerca Global Consumer Insights Survey 2019 di PwC, che valuta il comportamento, le abitudini e le aspettative di oltre 21.000 consumatori online in 27 Paesi. Dalla ricerca di PwC emerge anche che i social media sono ormai una parte importante delle abitudini di acquisto e che gli annunci che consentono ai consumatori di interagire con un brand sono ora classificati come la terza forma di pubblicità più efficace e, tra i Millennials, questa è la forma più popolare di pubblicità, che supera anche gli annunci televisivi tradizionali. Ma c’è di più. Più l’esperienza di acquisto diventa facile e immediata, più i consumatori spenderanno. Lo studio di PwC rileva che il 61% dei consumatori bombardati da una moltitudine di scelte è influenzato dai social media per i propri acquisti, mentre meno del 20% dichiara di acquistare un prodotto dopo il consiglio di una celebrità o di un influencer. A contare ancora molto, invece, solo le opinioni di familiari e amici quando si tratta di vacanze: quasi il 50% del campione analizzato da PwC sceglie la propria destinazione in base ai consigli di viaggio. Moda, cibo, viaggi sono i settori su cui Instagram punta per il lancio del suo e-commerce e all’orizzonte c’è già un competitor agguerrito, secondo l’analisi di Accenture, che vede in YouTube e nei suoi video un canale ideale per attirare i nuovi consumatori all’acquisto diretto.

Per investire sui nuovi consumi media esistono fondi azionari specializzati (Categoria Morningstar: Azionari Settore Beni e Servizi di consumo):

La Top 10 dei fondi azionari che investono sui beni di consumo

ProdottiRendimento 3yRendimento YTD
LO Funds - Global Prestige Classe P EUR Acc15,46%15,86%
LO Funds - Global Prestige PA Classe P USD Acc15,45%15,86%
Robeco Global Consumer Trends Equities E €15,30%17,76%
Invesco Consumer Trend Fund Classe R Usd Acc15,15%16,02%
Invesco Consumer Trend Fund Classe E (acc) Eur14,25%16,07%
UBS (Lux) Equity Fund - Asian consumption (USD) P-acc13,58%13,71%
NN (L) Prestige & Luxe Classe X13,16%16,46%
Morgan Stanley Global Brands Classe A USD12,76%14,54%
Morgan Stanley Global Brands Classe A EUR12,71%14,52%
Parvest Consumer Innovators Classe Classic EUR Acc11,93%14,33%
Nella tabella i migliori fondi azionari che investono sui beni di consumo ordinati per rendimento a tre anni. Dati in euro aggiornati a marzo 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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