Il megatrend di investimento legato allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale (AI) continua a spostare in avanti i suoi confini. Gli investitori avevano fatto appena in tempo a conoscere e comprendere il termine machine learning, ovvero la capacità delle macchine di imparare in modo automatico, che già devono fare i conti con un nuovo termine: machine teaching, ovvero l’insegnamento automatico delle macchine. Ad introdurre questa nuova parola è stata Microsoft che vuole insegnare a droni e robot a muoversi nel prossimo futuro. No, il produttore del software non prevede di fare entrare in classe i robot, ma vuole creare dei software che aiutino le persone, ingegneri e chimici a insegnare alle macchine come comportarsi e dove andare nel massimo rispetto delle condizioni di sicurezza.

Il trend del machine teaching per Microsoft è cominciato nel 2017 e ha portato l’azienda ad acquisire una società chiamata Bonsai che produce questo tipo di software. Accanto a Bonsai hanno lavorato negli ultimi due anni i tecnici di Microsoft e adesso, secondo quanto riporta Bloomberg, il software dopo una fase di test che è durata circa sei mesi adesso è pronto per essere utilizzato dalle società industriali. Il primo test sarà con la compagnia Delta Air Lines che vuole migliorare il processo di gestione dei bagagli, ma che Royal Dutch Shell Plc sta provando il software per controllare le apparecchiature di perforazione, mentre Schneider Electric SE sta vedendo come funziona con i controlli elettrici di riscaldamento e raffreddamento per edifici.

Microsoft ha in programma di utilizzare il software anche per i droni che controllano le linee elettriche e le turbine eoliche e per le operazioni di emergenza in situazioni in cui le condizioni non sono sicure per i soccorritori umani come, per esempio, i terremoti o le inondazioni. Secondo quanto ha dichiarato il CEO di Microsoft, Satya Nadella, saranno quasi 200 aziende le aziende che utilizzeranno questo software nei prossimi mesi. Il punto di forza del machine teaching sono le persone che devono insegnare alle macchine in una fusione perfetta tra il potere dell’esperienza umana e la tecnologia dell’intelligenza artificiale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il tema della robotica si conferma in forte espansione strutturale. Al contempo, le evidenti discrepanze nella valutazione dei vari segmenti in mercati diversi offrono opportunità allettanti per gli investitori secondo l’analisi di Peter Lingen, gestore del fondo Pictet – Robotics Classe HR Eur il più longevo prodotto azionario specializzato sul questo segmento presente sul mercato italiano (+30,8% il rendimento da gennaio a dicembre 2019) insieme con Candriam Equities L Robotics & Innovative Technology Classe C Eur Acc (+35,63% da gennaio a dicembre 2019) che ha due anni di vita e a CS (Lux) Global Robotics Equity Classe BH Eur Acc (+21,22% da gennaio a dicembre 2019) che ha 4 anni di vita. Ma la schiera dei fondi specializzati sull’intelligenza artificiale comincia a crescere e a uscire dai confini dell’azionario anche in Italia. Tra gli ultimi nati c’è il fondo bilanciato Anima Investimento Robotica&Intelligenza Artificiale 2024 che è stato lanciato ad agosto 2019. «In generale le società tecnologiche sembrano più interessanti al di fuori dell’Europa. Il divario di valutazione fra semiconduttori, software e industria crea tuttora interessanti opportunità» ha commentato Lingen. «Prevediamo nuove operazioni di fusioni e acquisizioni nel campo della robotica e un ulteriore consolidamento nel segmento dei semiconduttori, in particolare nel caso di società con un’elevata esposizione ad aree strategiche per il settore».

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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