La conferma di Jerome Powell alla guida della FED per i prossimi 4 anni ha rassicurato i mercati. Anche se però hanno fretta e chiedono un’azione decisa. Jerome Powell non sembra intenzionato a intraprendere una decisa azione di rialzo dei tassi almeno fino a giugno 2022. Va però avanti con il tapering, ovvero un ritorno alla normalità dell’economia americana senza il sostegno della banca centrale. Questo rende le Borse nervose e fa alzare i rendimenti dei bond: entrambe le situazioni non sono favorevoli per chi investe.

Vediamo alcuni fattori da tenere d’occhio secondo le analisi di AcomeA SGR, Axa Investment Managers e Schroders.

  • Lo scenario di rischio per gli investitori è cambiato: siamo di fronte a un ciclo economico amplificato, ma più breve. L’inflazione più alta condiziona le scelte di investimento, la stretta monetaria sarà più aspra del previsto e, considerati i livelli di debito, un rallentamento della crescita tale da sfociare in una fase di recessione deflazionistica.
  • I mercati obbligazionari sono i più colpiti e hanno visto un rapido aumento dei rendimenti dei bond a breve scadenza nei Paesi sviluppati. Questo potrebbe essere un segnale del fatto che gli investitori ritengono che le Banche centrali del mondo sviluppato siano già in ritardo sul problema inflazione.
  • I mercati azionari sono più vulnerabili e, in particolare, lo sono alcuni titoli azionari più legati a un incremento dei tassi d’interesse. Tra i più a rischio ci sono sicuramente le azioni di molte aziende innovative che però sono oggi in perdita e non produrranno verosimilmente utili ancora per diversi anni. Al contrario, un approccio value e attivo, focalizzato su aziende e settori più maturi, che già oggi producono robusti flussi di cassa, potrà beneficiare di un cambio della politica monetaria.
  • La conferma dell’avvio imminente del tapering è una buona notizia per i mercati emergenti e, in particolare, per le valute dei questi mercati che potranno apprezzarsi rispetto al dollaro.

IDEE DI INVESTIMENTO

Da alcune settimane l’aggettivo “transitoria” domina nei commenti di gestori e analisti associato alla parola “inflazione”. Condizionando così le scelte di investimento. Le decisioni prese dalla FED di Powell – sì al tapering no ad un aumento dei tassi immediato – e quello della BCE confermano questo scenario. La Presidente della BCE, Christine Lagarde, è convinta che le punte di inflazione in aumento spariranno nel 2022.

In questo scenario una buona scelta è costruire una buona diversificazione di portafoglio per poter far fronte a tutte le situazioni di mercato.

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NOTE

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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