Il governatore della Banca centrale giapponese (BOJ) Haruhiko Kuroda ritiene che quasi due decenni di deflazione scoraggino le attività di assunzione di rischio tra imprese e famiglie, con conseguente prolungata stagnazione economica. Acquistando centinaia di miliardi di dollari di obbligazioni ogni anno, la BOJ mantiene bassi i tassi di interesse, stimolando così l’attività economica, l’investimento in attività più rischiose e aumentando la domanda nella speranza di alimentare pressioni inflazionistiche. Con la conferma di Kuroda alla guida dell’istituto centrale – è in sella dal marzo 2013 – la musica in Giappone non dovrebbe cambiare per i prossimi 4 anni.

L’obiettivo, dunque, resta sempre il raggiungimento di un tasso di inflazione al 2%, una politica monetaria fortemente espansiva, e un piano di acquisto delle obbligazioni governative sempre agressivo. Tutte queste misure hanno contribuito a sostenere la politica economico finanziaria del premier giapponese, Shinzo Abe, la cosiddetta Abenomics, che ha favorito il deprezzamento dello yen sul dollaro per incentivare l’export giapponese. La fase di espansione economica del Paese del Sol Levante – coincisa con l’inizio del secondo mandato di Abe, nel dicembre 2012 – è  la seconda più lunga dalla fine del dopoguerra. «Il PIL giapponese registra un’espansione da sette trimestri consecutivi e ha messo a segno il periodo migliore da sedici anni a questa parte», ha scritto Daisuke Nomoto, responsabile azioni giapponesi di Columbia Threadneedle nel suo outlook 2018 sul mercato giapponese.  «Il PIL nominale del Giappone sta raggiungendo un nuovo massimo a 549.000 miliardi di yen, il record dell’ultimo ventennio».

Il dato va aggiornato perché a marzo sono otto i trimestri di espansione consecutivi del PIL, con una crescita 2017 dell’1,6%. Nonostante questo, la Boj è ancora lontana dal raggiungimento del suo obiettivo di inflazione al 2% e a questo di deve aggiungere che la crescita dei prezzi continua a rimanere stazionaria. Per questo la nomina di Kuroda, al secondo mandato e non accadeva dal 1964, non ha stupito il mercato. Anche perché il premier Abe vuole evitare dubbi e insicurezze da parte dei mercati in merito al vasto programma di alleggerimento quantitativo in corso nel paese. La riconferma di Kuroda, il cui primo mandato scade l’8 aprile 2018, deve ottenere l’approvazione del parlamento giapponese.

IDEE DI INVESTIMENTO

Quando la Banca del Giappone ha ridotto gli acquisti di titoli di stato a gennaio, alcuni grandi investitori lo hanno preso come un segno di ridimensionando imminente del massiccio programma di stimolo monetario. La BOJ però non ha cambiato strategia il Giappone resta il più grande creditore del mondo, secondo dati Bloomberg, con un portafoglio di circa 3.200 miliardi di dollari di obbligazioni, il 44% in più della Germania e quasi il doppio rispetto alla Cina continentale; e le potenzialità di crescita del Giappone restano invariate guidate dagli utili societari. Per Craig Burelle, Analista nella ricerca di strategie macro di Loomis Sayles & Company, affiliata di Natixis IM, si aspetta una crescita dell’1% per il 2018 con una traiettoria progressivamente più stabile per l’inflazione.

I migliori fondi azionari large cap Giappone

ProdottoRendimento 5yRendimento YTD
Comgest Growth Japan JPY Acc20,42%6,28%
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Jpm - Japan Equity D (acc) - Usd16,41%4,77%
BL-Equities Japan B JPY16,08%1,55%
Invesco Funds - Invesco Japanese Value Equity Fund C Accumulation JPY15,88%0,99%
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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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