Dopo cinque anni consecutivi di perdite, il 2016 è stato senza ombra di dubbio un anno d’oro per le materie prime. Il Bloomberg Commodity Index è salito dell’11% e per gli analisti la corsa non è ancora finita. Citigroup, che per prima aveva previsto fine del ciclo delle materie prime nel 2012, ora prevede che la maggior parte delle commodities nel 2017 continuerà la sua corsa. Tanto che persino Goldman Sachs, sempre molto scettica a riguardo, da novembre del 2016 ha cambiato idea e consiglia una posizione di sovrappeso per questa classe di attivi per la prima volta in più di quattro anni.
Lo zinco è stato migliore interprete del 2016 (+60%), e in generale i metalli industriali hanno fatto un salto in avanti nel terzo trimestre dell’anno che si è appena chiuso con il rame che è salito del 13%, il miglior risultato dal 2010.

Cosa spinge questi guadagni? Secondo gli analisti dietro la grande corsa alle materie prime c’è la speculazione euro-dollaro e la decisione degli hedge fund, i cosiddetti fondi speculativi, che hanno più che triplicato la loro posizione rialzista sul rame, per esempio. Si tutti i metalli poi spicca l’oro che ha messo a segno il miglior risultato annuale dal 2011. Anche in questo caso, secondo un sondaggio Bloomberg con i principali analisti mondiali analisti mondiali la corsa dell’oro è destinata a durata nel 2017 con un rialzo atteso del 13%.

Il petrolio può correre fino a 60 dollari nel 2017

Accanto ai metalli preziosi c’è il petrolio, altra grande scommessa del 2017 per i gestori hedge. Se si guardano le previsioni deel 2016 e si confrontano con quelle del 2017 non è cambiato nulla per i money manager: l’oro nero resta un affare.
Nel 2016 il prezzo del Brent è salito del 56% e quello del Wti del 45% e ha messo a segno il miglior irsultato dal 2009. Dopo l’accordo concluso a fine novembre, in base al quale la maggior parte dei membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec) ed altri 11 produttori inizieranno a ridimensionare la propria produzione a partire da questo mese, il prezzo dovrebbe ripartire assestandosi in un range medio tra 55 e 61 dollari nel corso del 2017 con punte fino a 70 dollari.

I più ottimisti sono gli analisti di Bank of America-Merrill Lynch che stimano un prezzo medio 2017 del Brent di 61 dollari al barile, con un massimo di 70 dollari verso l’estate. La ragione? L’Arabia Saudita e gli altri Paesi del Golfo taglieranno la produzione di greggio in base a quanto stabilito, ma secondo gli analisti americani la Russia e altri Paesi potrebbero solo congelarla sui livelli attuali o ridurla in misura modesta. Per Deutsche Bank il prezzo medio 2017 potrebbe essere 58 dollari al barile, mentre Barclays e Sociètè Gènèrale stimano una media di 55 dollari al barile.

IDEE DI INVESTIMENTO

Un’analisi di Quincy Krosby, strategist di Prudential Financial, le commodities sono un asset da tenere in portafoglio nel 2017 sia per una ripresa del dollaro e dell’economia americana, sia per una riversa degli investimenti della Cina verso e materie prime. Ad alimentare la prospettiva rialzista, soprattutto sull’oro, è il rischio di tensioni geopolitiche su più fronti nel 2017: una possibile guerra commerciale e lo sfilacciamento del rapporto tra Stati Uniti e Cina, l’avvio dell’uscita complicata del Regno Unito dall’Unione europea, e le elezioni in programma in Francia, Germania e Paesi Bassi.

Note

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