Dopo un maggio nero e la ripresa di giugno, in questa fase di mercato prevale da parte dei gestori un atteggiamento tattico. La ripresa della guerra commerciale Usa-Cina ha scosso la fiducia e il rischio politico, anche se è una variabile passeggera, continua a essere un problema da gestire e potrebbe scatenare un’altra forte ondata di volatilità. Eppure, se torniamo indietro di un mese esatto e guardiamo le variabili macroeconomiche nulla è cambiato: la crescita globale è moderata, il differenziale tra Paesi emergenti più veloci e Paesi sviluppati è lo stesso di sei mesi fa, l’inflazione resta contenuta anche grazie al ritorno delle politiche accomodanti delle banche centrali. E allora perché il rischio aumenta? A cambiare rispetto a un mese fa è stato il sentiment di mercato: gestori e analisti temono l’effetto concreto su consumatori e PIL della guerra commerciale e guardando al 2020 le previsioni sono di una decrescita, non proprio felice.

Secondo Pascal Blanqué, Group Chief Investment Officer, e Vincent Mortier, Deputy Group Chief Investment Officer di Amundi i rischi di una battaglia aspra e prolungata tra Usa e Cina non sono destinati a scomparire a breve perché sono il riflesso di una lotta di potere sulla scena geopolitica tra vecchi e nuovi imperi. «Siamo anche consapevoli del lato imprevedibile del protezionismo e non ci sembra che esso sia già scontato dalle quotazioni degli attivi rischiosi», dicono i gestori di Amundi. «Secondo noi questo tira e molla in cui si alterneranno toni aggressivi e momenti di riconciliazione proseguirà, con ulteriori picchi di volatilità sui mercati».

Secondo il sentiment degli analisti di Bloomberg, è troppo presto per un taglio dei tassi da parte della FED e, probabilmente, i mercati si sono sbilanciati troppo nello scontare un intervento. Secondo l’analisi di J.P. Morgan Asset Management, tenuto conto di valutazioni che sono diventate meno allettanti, in particolare per gli attivi più rischiosi, le prospettive del settore del reddito fisso sono sensibilmente peggiori rispetto all’inizio dell’anno ed è quindi meglio restare su titoli di qualità sull’obbligazionario.

IDEE DI INVESTIMENTO

In un momento così delicato come quello attuale, secondo il consensus dei gestori, è il caso di adottare delle strategie per proteggere i portafogli in caso di un peggioramento della situazione e di effettuare delle prese di beneficio laddove gli investitori abbiano conseguito i guadagni che si erano prefissati, visto che ora il profilo rischio/rendimento appare asimmetrico: i rischi saranno maggiori e i rendimenti attesi più bassi.

Questo è il momento per calcolare il proprio rischio di portafoglio e adottare una strategia di attesa prudente. Un ottimo strumento per mettere in atto questa strategia è il Piano di accumulo (PAC) che offre diversi vantaggi

  • Facile e accessibile per pianificare il futuro. Basta un conto corrente per aprire un Piano di accumulo di capitale. E’ uno strumento adatto ai diversi bisogni della pianificazione familiare a lungo termine e aiuta ad avere una disciplina di investimento.
  • Doma la volatilità. Il PAC consente un ingresso graduale sul mercato che offre l’opportunità di mediare in caso di volatilità al ribasso, ma anche al rialzo: se il mercato sale bruscamente non si ottengono tutti i guadagni che si avrebbero investendo l’intero importo subito, vale lo stesso ragionamento in caso di discesa.
  • Diversifica il rischio. Il PAC offre una protezione in più grazie al fatto che il denaro in un fondo d’investimento è investito in modo da diversificare il rischio grazie a una gestione professionale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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