Da alcune settimane sul mercato è tornato lo spauracchio dell’inflazione: se dovesse aumentare i prezzi delle azioni potrebbero reagire sfavorevolmente. A preoccupare è soprattutto l’America dove le aspettative di inflazione a cinque anni, misurate dalla differenza di rendimento tra i titoli del Tesoro USA nominali e protetti dall’inflazione, sono rimbalzate bruscamente dai loro minimi pandemici e sono arrivate al 2,5%, il livello più alto dal 2008.

In generale, l’inflazione se è moderata è un fattore positivo per le azioni perché è associata alla crescita economica, che vuol dire utili in aumento per le aziende un rialzo dei prezzi delle azioni. Ma se l’inflazione aumenta troppo velocemente diventa un fattore negativo.

Secondo l’analisi di Schroders, le azioni hanno sovraperformato l’inflazione il 90% delle volte quando era bassa (inferiore al 3% in media) e in aumento e questa è esattamente la situazione in cui ci troviamo oggi. Ma quando l’inflazione diventa alta (sopra il 3% in media) e in continuo aumento, le azioni soffrono.

Non tutti i settori reagiscono allo stesso e, secondo l’analisi di Schoders, ci sono alcuni comparti che potrebbero performare se l’inflazione decollasse, a patto che abbiano la capacità di trasferire i maggiori costi sui consumatori finali.

I settori che possono battere l’inflazione

Tra i settori con una protezione più alta contro l’inflazione ci sono:

  • Il settore energetico, che comprende le compagnie petrolifere e del gas. Queste aziende hanno battuto l’inflazione il 71% delle volte in passato e hanno fornito un rendimento annuo reale del 9% in media. I ricavi dei titoli energetici sono naturalmente legati ai prezzi dell’energia, una componente chiave degli indici di inflazione. Quindi, per definizione, si comportano bene quando l’inflazione aumenta.
  • I fondi comuni di investimento immobiliare (REIT azionari) possono fornire protezione. Hanno sovraperformato l’inflazione il 67% delle volte in passato e hanno registrato un rendimento medio reale del 4,7%. I REIT azionari possiedono attività immobiliari e forniscono una copertura parziale dall’inflazione attraverso la trasmissione degli aumenti dei prezzi nei contratti di locazione e dei prezzi degli immobili.

Tra i settori con una protezione media contro l’inflazione ci sono:

  • Il settore finanziario perché i flussi di cassa tendono a concentrarsi nel breve termine. Ma un’inflazione elevata può essere dannosa, soprattutto per le banche, perché erode il valore attuale dei prestiti esistenti che verranno rimborsati in futuro.
  • Le utilities mostrano un tasso di protezione del 50%. In quanto monopoli, dovrebbero essere in grado di trasferire gli aumenti dei costi sui consumatori per mantenere i margini di profitto ma la regolamentazione a cui sono sottoposto lo impedisce. Di solito i titoli sono scambiati al ribasso rispetto ad altri settori quando l’inflazione decolla e i prezzi delle obbligazioni scendono.
  • L’oro è un bene rifugio ma le aziende dei metalli preziosi hanno battito inflazione solo il 47% delle volte in passato e hanno registrato un rendimento medio reale dell’8% in contesti di inflazione elevata e in aumento.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il rischio inflazione al momento è monitorato sul mercato americano dove il piano di rilancio da 1.900 miliardi di dollari del presidente Biden ha risvegliato i prezzi. Secondo l’analisi di Edmond de Rothschild AM adesso si apre una partita tra inflazione contro volatilità che rende le azioni più rischiose rispetto al recente passato pur in un contesto che resta molto positivo per gli attivi rischiosi.

La ripresa dell’inflazione ha diverse conseguenze per chi investe:

  • Sul fronte azionario potrebbe arrivare uno stop al rialzo anche sei i gestori sono convinti che il recupero dei settori ciclici sia destinato a proseguire.
  • Sul fronte obbligazionario soffrono maggiormente le obbligazioni statali mentre high yield e asset più rischiosi come i mercati emergenti restano solidi.

La ripresa dell’inflazione aumenta il rischio per chi investe. In questa fase è bene verificare la diversificazione di portafoglio non guardando solo al rendimento, con una verifica dell’orizzonte temporale scelto in base ai propri obiettivi e la costruzione di un’allocazione di portafoglio bilanciata potenziata.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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