Il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale americana (FED) e dalla Banca centrale europea (BCE) porta con sé il rialzo dei rendimenti dei bond. Oggi la diversificazione in prodotti obbligazionari è più interessante rispetto a sei mesi fa. Il dilemma, secondo l’analisi di T. Rowe Price, è trovare la soluzione giusta che possa dare performance senza esporsi troppo al rischio tasso.

Ma non c’è solo questo. Diversificare il portafoglio obbligazionario è un esercizio più difficile in un momento in cui il rischio di inflazione al rialzo è più forte dei timori di un imminente recessione. Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, entro i prossimi tre trimestri, il sentiero dei tassi potrebbe raggiungere un livello di neutralità (circa lo 0-0,5% in termini reali ovvero circa il 3% nominale in America). Questo rappresenta un limite: la storia insegna che quando la FED si spinge oltre questo livello, quasi sempre l’economia è destinata ad una recessione.

Secondo l’analisi di NN Investments, dopo anni di attuazione di politiche ultra accomodanti, negli ultimi mesi le banche centrali hanno aumentato rapidamente i tassi. Questo come se l’economia stesse entrando in un regime di inflazione elevata, ma per ora non è chiaro se sia effettivamente così. Il rischio è che le loro azioni spingano l’economia in recessione, nel qual caso probabilmente dovranno ridurre i tassi di nuovo a zero e lo scenario sui bond potrebbe cambiare nuovamente.

Lo scenario dei bond

In questo scenario bisogna tenere presente che:

  • le obbligazioni nominali che finora erano considerate meno importanti come copertura dal rischio azionario, per molti investitori alla ricerca di protezione diventeranno utili.
  • le obbligazioni inflation linked che possono rispondere in maniera positiva sia a un calo del ciclo economico sia a una fiammata dell’inflazione restano un asset chiave. Il valore delle cedole e dei pagamenti alle scadenze aumenta in funzione della misura dell’inflazione e questo dà ai bond inflation linked un vantaggio rispetto ai nominali.

IDEE DI INVESTIMENTO

All’interno di un portafoglio ben diversificato non può mancare una componente obbligazionaria. Ma è ancora il caso di puntare sulle emissioni obbligazionarie che legano le proprie performance alle aspettative sull’inflazione?

Secondo l’analisi di Gamma Capital Markets, sono ancora una buona idea a patto di selezionare molto bene la durata delle obbligazioni che non deve superare i 5 anni. E a patto di puntare sui Paesi giusti: a livello geografico, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada e Svezia sono i più grandi emittenti di debito pubblico inflation linked.

La selezione di una singola obbligazione è un esercizio complicato ma ci sono fondi obbligazionari specializzati che investono con la massima diversificazione. Come investono i migliori fondi sulla piattaforma di Online SIM.

  • Fidelity Global Inflation Linked Bond Fund Classe A (acc) Usd è un obbligazionario internazionale che investe in titoli legati all’inflazione globale, ai tassi di interesse e ai mercati del credito. La strategia è attiva sulla curva dei rendimenti, rotazione di settore, scelta dei titoli, gestione del valore relativo e gestione della duration. Il comparto investe in via primaria in obbligazioni e titoli a breve e può anche investire in derivati. Partito nel 2008 da inizio anno rende il 2,89% (dati Morningstar aggiornati a luglio 2022).
  • AXA WF Global Inflation Short Duration Bonds Classe A (H) Acc EUR è un obbligazionario misto che investe a livello globale su obbligazioni indicizzate all’inflazione con una scadenza breve. Partito nel 2016 perde lo 0,86% da inizio anno (dati Morningstar aggiornati a luglio 2022).
  • Pimco Global Low Duration Real Return Fund Classe E Eur (Hedged) è un obbligazionario altre specializzazioni che investe in titoli a reddito fisso emessi da società o governi di paesi sviluppati di tutto il mondo. Tali titoli sono legati a un indice dei prezzi, favorendo la protezione contro l’inflazione. Partito nel 2014 perde l’1,52% da inizio anno (dati Morningstar aggiornati a luglio 2022).

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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