Il vento sui mercati azionari è cambiato da febbraio 2018. Adesso tira una brezza tiepida e le Borse hanno smesso di mettere a segno nuovi record al rialzo, con una correzione che in un trimestre ha fatto perdere in media il 7% alle Borse dai valori massimi di fine gennaio. La correzione dei mercati e il conseguente ritorno della volatilità hanno risvegliato l’interesse verso i fondi obbligazionari e la ricerca di strumenti alternativi alle azioni che possano essere una buona scelta di lungo periodo. Per questo si è risvegliato l’appetito per le obbligazioni convertibili che, secondo un’analisi di Nicolas Delrue, investment specialist convertible bonds di Union Bancaire Privée (UPB), sono un asset valido quando la volatilità è in aumento, i tassi ai minimi e le economie in crescita, anche se lenta, con gli occhi sempre puntati alle manovre delle banche centrali.

Negli ultimi vent’anni, sia in Europa sia negli Stati Uniti, secondo UPB, le obbligazioni convertibili sono sistematicamente finite in territorio positivo, a volte addirittura battendo i titoli azionari, quando le obbligazioni ordinarie hanno registrato rendimenti sistematicamente negativi.  «Con il ciclo economico che sta diventando “maturo” emergono nuove sfide», ha precisato Delrue. «E per loro natura le obbligazioni convertibili hanno tradizionalmente offerto agli investitori benefici di lungo termine, tra cui rendimenti analoghi a quelli azionari, minor volatilità e perdite ridotte».

I tre punti chiave che rendono le obbligazioni convertibili un asset appetibile in questa fare di mercato:

  1. Le obbligazioni convertibili, grazie alla componente azionaria, aumentano di valore con l’aumentare dei tassi di interesse compensando l’effetto negativo della componente obbligazionaria che invece soffre con i tassi in rialzo;
  2. Il momento di ingresso, ovvero il market timing, in un’obbligazione convertibile che è meno importante rispetto alle asset class;
  3. Un incremento nel lungo periodo della volatilità può spingere una rivalutazione delle opzioni in portafoglio.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

I bond convertibili sono tornati. Secondo un’analisi di Morningstar dedicata ai portafogli che investono nei Global convertible bond, in 10 anni hanno segnato un +5,5% (annualizzato). E dopo un 2017 in lieve discesa (-0,37% in media), le performance da gennaio sono in ripresa. In particolare, secondo Jasper van Ingen, senior Portfolio Manager di NN Investment Partners, le obbligazioni convertibili possono assorbire da un minimo del 30% fino a un massimo del 60% della performance dei titoli azionari sottostanti. Le obbligazioni convertibili hanno un rapporto asimmetrico con la volatilità: beneficiano maggiormente di un aumento del prezzo delle azioni sottostanti rispetto a quanto perdono in seguito a un calo dello stesso valore. Cosa significa? Una forte volatilità dei titoli è positiva per queste obbligazioni.

Ecco i migliori fondi obbligazionari convertibili (Categoria Morningstar: Obbligazionari Convertibili Globale):

La Top 10 dei fondi obbligazionari convertibili

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
BlueBay Funds - BlueBay Global Investment Grade Convertible Bond Fund B - USD19,06%---
Franklin Global Convertible Securities Fund Classe A (acc) Usd7,03%3,01%
Franklin Global Convertible Securities Fund Classe A (acc) Eur6,73%2,89%
Franklin Global Convertible Securities Fund Classe A (dis) Eur6,71%2,88%
Lazard Convertible Global R5,17%5,41%
Polar Capital Funds PLC - Polar Capital Global Convertible Fund R Income4,44%0,77%
Credit Suisse (Lux) AgaNola Global Convertible Bond Fund classe B Usd2,74%2,65%
Calamos Global Funds PLC - Calamos Global Convertible Fund Class A USD Inc2,35%2,32%
Westwood Investment Funds Plc - Westwood Strategic Global Convertibles Fund F USD Acc Non-Hedged1,40%---
Mediolanum BB Convertible Strategy Collection L Class A Units1,21%-2,89%
Nella tabella, i migliori fondi obbligazionari convertibili ordinati per rendimento da gennaio a maggio 2018. Fonte: Morningstar. Dati in euro.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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