La correzione sul mercato azionario ha dato il via alla fuga dai fondi azionari: il record dei deflussi c’è stato a febbraio con oltre 30,6 miliardi di disinvestimenti nella sola prima settimana secondo i dati di Epfr Global, ma il trend è continuato anche a marzo. Secondo dati di Bank of America Merrill Lynch (BofA) l’avversità al rischio a marzo ha portato a 19,9 miliardi di dollari di riscatti sui fondi azionari e ha riaperto la corsa all’oro, che ha registrato una raccolta netta di 1,5 miliardi di dollari di dollari, e ai bond che hanno raccolto 1,8 miliardi di dollari.

L’analisi di mercato conferma che a trarre beneficio dalla fuga dall’azionario sono stati i bond, in particolare i governativi con scadenza 10 anni e quelli esposti alle valute forti come euro, yen e sterlina in prima linea. Secondo dati BofA accanto alla ricerca di investimenti definiti “sicuri” prosegue il riscatto dei bond high yield dove il rischio è cambiato e rallenta l’investimento verso i corporate bond investment grade soprattutto per le preoccupazioni sulle società Usa considerate le più promettenti fino a pochi mesi fa.

La fuga dagli azionari ha toccato però le società tecnologiche e i paesi emergenti che restano i lidi verso cui cercare rendimento con un rischio maggiore rispetto al passato. Il ritorno verso i bond dopo anni in cui la caccia al rendimento era tutta riposta sul mercato azionario ha riportato interesse verso i fondi obbligazionari emergenti in valuta e l’aumento generalizzato della volatilità ha rimesso al centro il processo di selezione dei prodotto giusto in questa fase di mercato che presuppone un cambiamento di approccio al rischio.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per tornare a investire sui fondi obbligazionari secondo un’analisi Morningstar bisogna essere pronti a mettere in portafoglio una gamma più ampia possibile di settori del reddito fisso e a diversificare tra obbligazioni governative globali, ad alto merito creditizio e obbligazioni societarie ad alto rendimento, i cosiddetti high yield. E, in particolare, sul settore obbligazionario governativo, bisogna essere pronti a guardare ai mercati emergenti e ai fondi specializzati che guardano all’inflazione, con approccio che guardi anche a valute diverse dall’euro.

Nick Gartside, gestore del JPMorgan Funds – Global Bond Opportunities Fund mette in guardia e sfata alcuni miti tipici del mercato obbligazionario, ecco quali:

  • L’inflazione è morta. Questa affermazione è vera a metà. Gli investitori obbligazionari si sono sentiti molto a loro agio in un contesto caratterizzato da un’inflazione contenuta ma potrebbero avere sorprese nel 2018. Gli indicatori dell’inflazione a breve termine hanno cominciato a risalire e questo particolarmente in America. Le politiche monetarie andranno di conseguenza.
  • La politica quest’anno comprometterà i mercati. Finora non è stato così, sembra inutile preoccuparsi troppo del rischio politico. Ci sono 84 elezioni in programma nel 2018 in tutto il mondo – all’incirca una ogni quattro giorni – ma rispetto alle votazioni degli ultimi anni che hanno catalizzato l’attenzione dei media, queste sembrano essere molto meno destabilizzanti e niente di ciò che è possibile prevedere potrebbe avere un impatto significativo sulle dinamiche di crescita/inflazione.
  • Il credito è una bolla. L’opinione di consenso è che per le obbligazioni societarie la festa sia finita e i rendimenti siano destinati a vacillare. Ma gli indicatori operativi per le aziende sembrano solidi: la leva finanziaria è in calo, la copertura degli interessi in rialzo nelle obbligazioni europee ad alto rendimento e si sta verificando una solida crescita della redditività e dei ricavi sia negli Stati Uniti che in Europa.
  • Tutti i mercati emergenti sono uguali. Non è così: la dispersione tra i mercati emergenti non è mai stata più grande, come evidenziato dai rendimenti e dai tassi d’interesse. I tassi d’interesse dell’indice sul debito dei Mercati Emergenti in valuta locale ammonta al 6%, ma l’Argentina sta registrando oltre il 16%, mentre l’Ungheria appena l’1,2%. La differenziazione rappresenta il fattore chiave per sfruttare le opportunità ed evitare i rischi.

In passato gli investitori potevano ottenere un reddito costante del 5-6% dai propri investimenti obbligazionari, oggi la situazione è molto diversa: per guadagnare bisogna essere estremamente selettivi. Un fondo obbligazionario globale è il miglior strumento per diversificare al massimo il portafoglio (Categoria Morningstar: Obbligazionari Globali euro):

I migliori fondi obbligazionari globali in euro per rendimento a tre anni

ProdottoRendimento 3yRendimento 1y
Dorico Bond Fund EUR R0,75%-0,89%
JPM Global Government Bond A (acc) EUR0,36%0,70%
Pegaso Capital Strategic Bd Ret EUR0,32%-0,94%
Groupama Oblig Monde I-0,23%-0,03%
Saga Select Tactical Bond A-0,31%-2,66%
Fagus Multimanager International Bond-0,40%0,09%
Fundquest Bond Opportunities P A/I-0,44%1,12%
White Fleet IV Londinium Glbl Bds A EUR-0,71%-1,60%
Fonditalia Core Bond R-0,79%-1,65%
UniFavorit: Renten A-1,61%-1,81%
Nella tabella, i migliori fondi obbligazionari globali ordinati per rendimento da aprile 2015 a aprile 2018. Fonte: Morningstar Direct. Dati % in euro. Il rendimento a tre anni è annualizzato.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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