Nell’ultimo decennio le aziende hanno dovuto adattarsi all’ingresso della generazione Millennial nel mondo del lavoro e dei consumi. Adesso sta emergendo con forza l’investitore Millennial, che, secondo una ricerca di McKinsey, deve risparmiare il doppio se vuole ottenere i risultati dei suoi genitori. Per l’industria del risparmio la sfida è conquistare questo segmento di clientela nativa digitale che con lo smartphone e la consuetudine degli acquisti online ha già modificato l’economia decretando la crisi delle grandi catene retail di abbigliamento, dei media e del settore trasporti e vacanze.

Questa nuova generazione di investitori sta guidando il cambiamento delle società d’investimento con un’ondata di nuove tecnologie e prodotti che soddisfano le loro esigenze. Cosa vogliono? Piattaforme sofisticate che siano potenti e convenienti e che rendano il mondo un posto migliore. I Millennials, infatti, la generazione che è cresciuta in un momento di crescente preoccupazione per il clima e di recessione economica. Adesso che hanno superato i 30 anni e sono dentro le aziende anche con ruoli di leadership, vogliono imporre una mentalità nuova anche in chiave di investimento.

L’incontro tra le nuove generazioni di investitori e l’industria del risparmio è avvenuto con le piattaforme di robo-advisor, i consulenti virtuali che sfruttano algoritmi matematici per creare soluzioni personalizzate. La ragione? Soddisfano il desiderio di indipendenza dei Millennials che differiscono dalle generazioni precedenti perché hanno le idee chiare sui settori dove investire. Secondo i calcoli di PwC nello studio L’industria dell’Asset Management nel 2020, la robo advisory è uno dei driver strategici che supporteranno i protagonisti del risparmio gestito.

E gli italiani, che sono sempre più tecnologici, hanno già promosso queste nuove piattaforme. La prova è un’indagine della società di gestione Legg Mason secondo cui il 21% degli italiani utilizza già un robo advisor per avere una consulenza, dietro gli Stati Uniti (27%) e prima di Spagna (17%), Francia e Germania (11%). Ma non solo. Secondo l’indagine Legg Mason, il 22% degli italiani scarica abitualmente applicazioni dedicate al settore del risparmio e il 32% si informa attraverso blog specializzati.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il rapporto tra gli italiani e la tecnologia è ormai diventato una dipendenza. A certificarlo è un’indagine di Gfk condotta su 17 Paesi, coinvolgendo oltre 22.000 consumatori dai 15 anni in su. Il risultato? Oltre un terzo degli italiani ha ammesso di dipendere dalla tecnologia (29%), contro una media del 34% a livello globale. La fascia d’età maggiormente dipendente dalla tecnologia è quella dei trentenni (37%) seguiti dai teenager (35%). Al terzo posto ci sono i quarantenni con il 34% mentre la fascia 20-29 anni è al quarto posto con il 32%. Ecco tre caratteristiche di un investitore tipo robo advisor:

  • Domina la tecnologia, ha obiettivi di investimento chiari e vuole raggiungerli, cercando un’alternativa agli investimenti tradizionali.
  • Ha chiara la differenza di costi di utilizzo di un robo-advisor rispetto all’utilizzo di un consulente umano e non ha tempo da dedicare alla gestione del portafoglio.
  • Non ha le competenze adeguate per capire in dettaglio come funzionano i mercati e vuole provare diversi approcci di investimento, che possono essere corretti in maniera efficiente.

Online SIM, piattaforma italiana del risparmio gestito online che fa capo al Gruppo Ersel, ha lanciato nell’estate del 2016 RoboBox, la prima piattaforma di robo advisor in Europa, che nasce con l’obiettivo di offrire una selezione di diversi robo advisor per consentire ai clienti di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze: un posizionamento unico per il mercato italiano, che fino ad ora ha visto realtà che propongono esclusivamente il proprio servizio.

Ecco le caratteristiche del nuovo RoboBox di Online SIM e come si apre un conto.


Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

Articolo precedente

Perché l'Arabia Saudita scommette sulla plastica. Come investire

Articolo successivo

A Londra Corbyn fa più paura della Brexit

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *