I giganti della grande tecnologia hanno gli occhi puntati sul settore sanitario statunitense che vale 3.500 miliardi di dollari e pensano di poter avere un ruolo attivo nella trasformazione del comparto della salute che va sempre di più verso la personalizzazione e la medicina predittiva. Il sale di questa trasformazione è l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (AI) e l’utilizzo dei Big data per migliorare il benessere delle persone e offrire servizi sanitari più efficaci e, dove possibile, contenere i costi e sta diventando un megatrend di investimento di lungo periodo. Google, Microsoft, Amazon, Facebook ma anche Uber e Lyft stanno tutte sviluppando le loro strategie sanitarie che puntano sia sulla vendita di software e servizi informatici, sia sull’offerta di hardware ma soprattutto sulla gestione dei Big Data.

L’ascesa di Amazon tra farmacie e welfare aziendale

L’ultima mossa sullo scacchiere tecnologico della sanità l’ha fatta Amazon che ha acquisito Health Navigator, una startup di tecnologia medica, con l’obiettivo di rafforzare la propria offerta di assistenza sanitaria per i dipendenti. Questa acquisizione andrà a rafforzare Amazon Care, il programma che offre consulenze virtuali e di persona e consegna prescrizioni mediche direttamente negli uffici e a casa dei dipendenti. Per la società guidata da Jeff Bezos si tratta di un altro passo avanti dopo che Amazon ha stretto una partnership con Berkshire Hathaway – la società che fa capo a Warren Buffett, da sempre un sostenitore del settore healthcare – e JPMorgan Chase & Co. per lanciare Haven, un’organizzazione no profit che lavora su come arrestare l’aumento dei costi sanitari dei dipendenti americani. Amazon nel 2018 ha acquistato PillPack, una farmacia online che vende anche forniture per ufficio e medicinali attraverso il suo programma Amazon Business, ed è in grado di gestire prescrizioni e dosi per i malati cronici inviando farmaci per posta in tutta l’America. Si può dire che PillPack sia un’evoluzione riuscita della prima intuizione che Bezos ebbe nel 2000 quando Amazon cominciò a investire in Drugstore.com con l’intenzione di espandere la propria attività di e-commerce in farmacia. Allora il progetto non decollò per le resistenze di intermediari e regolatori, oggi i temi sono evidentemente cambiati.

Google aggiunge Fitbit e rafforza la medicina predittiva

Anche Google ha fatto la sua mossa acquisendo a fine ottobre 2019 Fitbit (il valore dell’operazione è stato di 2,1 miliardi di dollari), il marchio noto soprattutto per i suoi orologi fitness, ma è anche una piattaforma sanitaria che combina coaching e monitoraggio della forma fisica. Si tratta di un tassello in più nella mani di Google Health, la divisione creata per investire sulla tecnologia sanitaria. Nel corso dell’ultimo anno, l’azienda di Mountain View ha spinto l’acceleratore sul progetto assumendo il medico David Feinberg per dirigere la divisione Google Health. Oltre a lavorare con prodotti esistenti, la supervisione di Feinberg include il team sanitario di Google AI e DeepMind Health che lavorano su progetti di analisi di immagini mediche, per esempio scansioni oculari e di cellule tumorali al seno, con la speranza di aiutare i medici nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti. Il team di Feinberg è responsabile del coordinamento di tutte le iniziative sanitarie su Google, che vanno dal motore di ricerca dell’azienda al sistema operativo per smartphone Android, a offerte più futuristiche in settori come l’intelligenza artificiale. L’obiettivo primario è sorvegliare le ricerche relative alla salute e lavorare per migliorare il sistema di Google. La ricerca sulla piattaforma resta, dunque, il core business di Google anche sulla salute, ma è solo un aspetto della strategia sanitaria della società madre Alphabet. All’interno di Google, infatti, ci sono anche altre divisioni: Google Cloud, che sta lavorando per incastrare i contratti cloud con i sistemi sanitari grazie all’AI; Verily, il braccio delle scienze della vita di Alphabet, e Calico, il suo spin-off di Verily, che guardano a come prolungare la vita lavorando su progetti di robotica e sulla creazione di dispositivi di localizzazione di patologie. Google ha anche effettuato investimenti nell’assistenza sanitaria attraverso i suoi fondi di venture capital GV e Capital G.

Facebook punta sulla prevenzione delle malattie

Anche Mark Zuckerberg vuole entrare nel grande mercato della salute. Per questo Facebook sta aprendo la porta in un’altra parte della vita personale dei suoi utenti con una nuova funzione che è stata annunciata il 28 ottobre 2019 e utilizzerà l’età e il sesso di una persona per fornire informazioni sanitarie preventive, inclusi controlli medici che sarebbe meglio effettuare. Gli utenti possono, quindi, trovare un medico o una clinica nelle vicinanze, impostare un promemoria per il loro appuntamento e contrassegnarlo come “fatto” dopo aver completato una visita, tutto su Facebook. Dietro questa iniziativa c’è Freddy Abnousi, medico e capo della ricerca sanitaria su Facebook. L’obiettivo? Incoraggiare più persone a prendere provvedimenti per prevenire problemi di salute. In realtà questa semplice funzione può portare nel database di Facebook altre informazioni su oltre 2 miliardi di utenti totali e, per ora, ospedali e medici non sono tropo favorevoli all’iniziativa. Abnousi ha dichiarato che Facebook non utilizzerà le informazioni raccolte tramite la funzione per indirizzare le persone con annunci pubblicitari e che i dati raccolti verranno archiviati in un modo che richiede autorizzazioni di accesso speciali, ma il caso Cambridge Analytica è ancora tropo fresco per essere dimenticato.

Apple scommette sul suo hardware e sulla salute del cuore

La marcia di Apple verso il settore sanitario passa attraverso il suo hardware. Apple Watch è la punta di diamante: l’orologio può monitorare la frequenza cardiaca, individuare ritmi cardiaci anomali e, nella sua versione più recente, monitorare il ciclo mestruale. Sullo smartphone è poi presente di default la App Salute che raccoglie i dati di fitness e salute che gli utenti scelgono di condividere con il dispositivo. L’app per la salute ha anche la possibilità di immagazzinare informazioni personali sulla cartella clinica e sincronizzarsi con alcuni ospedali. L’App Salute tiene traccia di elementi quali registrazioni delle vaccinazioni, risultati di laboratorio e allergie. Apple si è concentrata prevalentemente sulle patologie legate al cuore, assumendo cardiologi e nel 2018 ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration per la sua tecnologia di monitoraggio del cuore. La strategia sanitaria scelta da Apple passa anche dalle alleanze con le assicurazioni, tra cui Aetna e UnitedHealthcare, e dalla gestione di cliniche per i suoi dipendenti, chiamate AC Wellness Networks , che sono gestite indipendentemente da Apple ma sono esclusivamente per i suoi dipendenti.

Microsoft guarda a data science e cloud

Punta dritta al data science Microsoft che ha stretto a inizio ottobre 2019 un’alleanza con il gruppo farmaceutico Novartis per la creazione di Novartis Ai innovation lab, un laboratorio che vuole rafforzare le competenze del gruppo farmaceutico nell’AI (attività di ricerca, commercializzazione, scoperta e sviluppo di farmaci trasformativi). L’obiettivo? Ridurre i costi dei farmaci per i pazienti. La collaborazione con Novartis è un passo strategico per l’azienda guidata da Satya Nadella che non è sempre stata fortunata nelle precedenti incursioni nel comparto salute. Lo strumento di documentazione sanitaria Microsoft chiamato HealthVault, per esempio, non ha funzionato ed è stato chiuso. Ora, la strategia sanitaria dell’azienda risiede nella sua capacità di fornire servizi cloud e software attraverso parternship con aziende del settore salute. Oltre a Novartis ci sono alleanze con Walgreens, Humana e Providence St. Joseph Health.

Uber e Lyft: la sanità sale sulla sharing econony

Anche la sharing mobility vuole salire sul carro della settore salute. Uber, per esempio, ha creato la divisione Uber Health e punta a coprire il mercato delle campagne americane, lavorando a piani sanitari in collaborazione con i medici di provincia. Nel 2018 Uber ha strappato Dan Trigub dal suo concorrente Lyft per guidare la squadra di Uber Health. Trigub era stato per oltre due anni vicepresidente con focus sulle partnership strategiche, con particolare attenzione all’assistenza sanitaria e ha una lunga esperienza nel coordinamento di piattaforme che mettono in contatto ospedali e pazienti. I piani sanitari di Uber Health si concentrano sulle esigenze di trasporto dei propri membri, in particolare gli anziani americani nei piani Medicare – il programma federale di assicurazione sanitaria per gli anziani – e quelli dei piani Medicaid al servizio degli americani a basso reddito. Ai conducenti vengono assegnati percorsi che sono trattati allo stesso modo dei viaggi commerciali. Come Uber, Lyft vuole mettere a frutto la sua esperienza nel settore dei trasporti per sviluppare la propria attività sanitaria. Megan Callahan, vice presidente dell’assistenza sanitaria di Lyft da novembre 2018 ha raggiunto accordi con sei stati americani per i piani di Medicaid e valuta il mercato dei trasporti medici non di emergenza un mercato da almeno 6 miliardi di dollari.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il mercato sanitario americano su cui i Big Tech stanno concentrando la loro attenzione sono al centro dell’analisi di Cb Insight dal titolo Healthcare 2025, che mette in evidenza come Amazon e Google abbiano in mano le carte migliori rispetto agli altri concorrenti. La spesa sanitaria Usa per i datori di lavori americani, secondo la ricerca, quest’anno è aumentata del 5% e in media vale oltre 20 mila dollari. I lavoratori pagano all’incirca 6 mila dollari per il premio, lasciando l’altro 75% ai datori di lavoro. Dal 2009, i premi medi per una famiglia americana sono aumentati del 54% e i contributi dei lavoratori sono aumentati del 71%, molto di quanto sono cresciuti i salari (26%) e dell’inflazione (20%). Abbattere i costi della spesa sanitaria americana è l’obiettivo principale che si pongono le società di Big Tech che applicano AI e Big Data alla salute.

Per investire sull’alleanza tra i settori salute e tecnologia la scelta migliore è puntare sulla biotecnologia – il settore ha corretto in Borsa di oltre il 25% nel terzo trimestre 2019, ma ha recuperato a ottobre – che rappresenta un modo concreto per migliorare la vita di milioni di persone in tutto il mondo, attraverso nuovi trattamenti medici e piattaforme di monitoraggio della salute. Sul mercato italiano ci sono diversi prodotti azionari specializzati sul settore (Categoria Morningstar: Azionari Settore Biotecnologia)

La Top 10 dei fondi azionari che investono in biotecnologia

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
CS Investment Funds 2 - CS (Lux) Global Digital Health Equity Fund B USD Acc15,02%---
Selectra J. Lamarck Biotech Class A 12,82%10,44%
Candriam Equities L Biotechnology Classe C Eur Acc12,49%6,21%
Pictet - Biotech Classe R Eur11,90%3,93%
Janus Henderson Horizon Biotechnology IU2 USD Acc8,22%---
Zeus Capital SICAV DNA Biotech B Acc7,91%4,75%
Franklin Biotechnology Discovery Fund Classe A USD Acc6,09%0,91%
Polar Capital Funds PLC - Biotechnology Fund S Inc (EUR)5,00%8,56%
UBS (Lux) Equity Fund - Biotech (USD) P-acc4,16%4,37%
SEB Concept Biotechnology Fund C3,92%-2,80%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono in biotecnologia ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati a ottobre 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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