È bastato un post di Mark Zuckerberg in cui ha annunciato l’inizio del funzionamento di un nuovo algoritmo per regolare la visualizzazione dei contenuti su Facebook, per ricordare una volta di più come ormai la nostra vita, non solo quella social, dipenda il larga parte da intelligenze artificiali che scelgono per ognuno di noi. I consigli dell’algoritmo, in realtà, arrivano dalle scelte che si fanno nella vita digitale, spesso orientata dal marketing delle aziende con cui si interagisce. Per Cathy O’Neil, matematica americana, autrice del discusso libro Weapons of math destruction, che letteralmente è armi di distruzione matematica, gli algoritmi non sono altro che opinioni inserite in un codice.

Dietro i numeri e i codici per metterle insieme c’è sempre l’uomo che ha due ruoli: quello di fornitore di informazioni, e quello di programmatore dei dati. In fondo l’algoritmo non fa altro che metterli in comunicazione. E si può usare per tutto: prenotare l’hotel più conveniente come accade con Booking, ricevere i consigli per lo shopping personalizzato su Amazon, oppure essere invitati a guardare la nuova serie su una piattaforma on demand come Netflix. Zuckerberg è stato il primo a capirlo e il cambio di strategia annunciato in questi giorni non è che un passo in più rispetto a quello attuato un anno fa.

La scelta di rendere più visibili nel News feed i post di amici e parenti a scapito di marchi e aziende, infatti, è già operativa da un anno. Con il cambiamento annunciato il 12 gennaio, l’algoritmo di Facebook ha fatto un passo in più: ha dato la priorità ai post che stimolano la discussione o ispirano le persone a condividere e reagire al contenuto. Zuckerberg vuole aumentare le interazioni tra gli essere umani e lo chiede con un algoritmo. Questo significa che il post di un amico che chiede consigli di viaggio è occasione per far interagire gli amici e gli amici degli amici in maniera attiva. Per l’algoritmo le interazioni sono informazioni in più da processare e rielaborare aggiustando i consigli. Del resto, le macchine non sono infallibili e vanno aiutate con più informazioni possibili.

La finanza non è fuori da questa rivoluzione che ha luci e ombre. Il Wall Sreet Journal, per esempio, ha sottolineato spesso che le vecchie leggende del trading di materie prime che avevano fondato i loro successi sullo studio dei fondamentali di mercato, non hanno più il passo di una volta perché la potenza dell’algotrading, i software che aggrediscono i mercati con ordini a raffica, reagendo come solo una macchina può fare. Da tempo questi software imperano sugli scambi azionari e valutari e sono ormai entrati nelle materie prime tanto che per il Wall Street Journal se il petrolio sale o scende ormai è colpa di un algoritmo.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per chi investe le macchine sono uno strumento in più a disposizione. Lo sono per i consulenti finanziari che possono utilizzare le piattaforme Robo for Advisor, che aiutano nella gestione del portafoglio del cliente: e lo sono per chi sceglie la strada dei Robo Advisor che profilano il cliente in base alle sue caratteristiche e piacciono a un risparmiatore italiano su cinque.

Online SIM, società d’intermediazione mobiliare leader di mercato in Italia nel collocamento di fondi online che fa capo al Gruppo Ersel, è entrata nel segmento con RoboBox di Online SIM, la prima piattaforma italiana di robo advisor, che nasce con l’obiettivo di offrire una selezione di robo advisor per consentire ai clienti di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze di investimento: un posizionamento unico per il mercato. Tanto che RoboBox si è aggiudicata il Sigillo di Qualità come migliore servizio di robo advisor in Italia per il 2017/2018.

E l’entrata in vigore di Mifid II è una spinta in più verso la consulenza indipendente con servizi di advice tramite piattaforme dedicate ai consulenti. L’algoritmo, dunque, si candida ad essere sempre di più a strumento con cui fare le proprie scelte di portafoglio.

Va incontro all’esigenza di molti intermediari di diminuire la burocrazia nei rapporti con le società di gestione la nuova piattaforma Mifid II compliant di Online SIM.

Per selezionare i fondi più indicati per te utilizza il fund selector di Online SIM.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

Articolo precedente

Rischio politico addio: l'Europa torna a crescere. I fondi per investire

Articolo successivo

Investimenti sostenibili: perché la sigla ESG è diventata magica

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *