Nel momento in cui è cominciata la stagione delle trimestrali a Wall Street, il presidente Usa Joe Biden ha lanciato il suo American Jobs Plan che ha come punto di forza l’energia pulita. Il maxi-piano da duemila miliardi di dollari riguarda i settori delle infrastrutture, dei trasporti e del lavoro nell’ottica di mitigare gli effetti del riscaldamento globale.

Tante misure del piano, annunciato a inizio aprile 2021, sono dirette al tema della transizione energetica: il punto di forza dell’intero piano si chiama, infatti, Clean electricity standard. L’obiettivo di Joe Biden è decarbonizzare il settore americano dell’energia elettrica entro il 2035 portando gli Usa a zero emissioni nette entro il 2050 con buona pace dell’industria americana del greggio.

Il piano di Biden è ambizioso: da qui al 2030 l’America investirà 35 miliardi di dollari in soluzioni tecnologiche che mettano in grado il Paese di affrontare la crisi climatica e facciano in modo che l’America diventi leader mondiale nel settore dell’energia pulita.

Ma non basta. Biden intende investire anche 15 miliardi di dollari su progetti specifici (stoccaggio di energia e di gas serra, idrogeno, veicoli elettrici, nucleare, eolico offshore) e chiederà alle aziende quotate sulla Borsa di Wall Street di fare la loro parte aumentando la quota di energia pulita che producono e pagando anche una carbon tax.

IDEE DI INVESTIMENTO

La transizione energetica non è un impegno politico solo americano. Il Green Deal europeo va in questa direzione e anche Cina e altri Paesi emergenti si stanno impegnando verso un mondo a emissioni zero. Il mercato, che anticipa sempre i risultati delle decisioni politiche di lungo termine, ha già ampiamente reagito con diversi titoli di energia pulita che hanno avuto un rialzo di oltre il 100% dall’inizio del 2020 e hanno tenuto anche dopo la recente volatilità delle Borse.

La maggior parte delle azioni delle società dell’energia pulita è considerata come vincente a lungo termine, ma ci sono anche altri settori che sono interessati dalla transizione energetica e hanno potenzialità ancora inespresse. Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, nel settore dell’automotive, per esempio, è in atto una trasformazione senza precedenti verso la mobilità elettrica e la guida autonoma, illustrata dagli standard europei per le emissioni di CO2 nel 2025 e nel 2030 che non lasciano altra scelta se non l’elettrificazione dei veicoli su larga scala.

Di seguito i migliori fondi che investono sulla transizione energetica disponibili sulla piattaforma di Online Sim:

  • BNP Paribas Energy Transition Classe N Eur Acc è un azionario globale lanciato nel 2013 che investe nell’opportunità di transizione energetica derivante dall’aumento della domanda energetica, da un cambiamento del mix energetico e dalla necessità di soluzioni efficienti per affrontare il cambiamento climatico. Il fondo rende il 216,96% a un anno (secondo dati Morningstar aggiornati ad aprile 2021). In portafoglio oltre alle energie alternative ci sono le materie prime ed è stato lanciato nel 2013. Il primo settore in portafoglio sono i beni industriali (35,5%). Gli Stati Uniti (44%) sono il Paese più pesante.
  • BGF Sustainable Energy Fund Class E2 EUR investe a livello mondiale almeno il 70% del patrimonio in azioni di società operanti nel settore delle nuove energie, che svolgono attività prevalentemente nel settore delle energie alternative e tecnologiche. Nato nel 2001 il fondo rende il 74,27% a un anno (secondo dati Morningstar aggiornati ad aprile 2021). Tecnologia e beni industriali sono i primi settori in portafoglio, mentre a livello geografico Usa e area euro sono equipesate sopra il 30%.
  • Pictet – Clean Energy Classe R Usd ha un rendimento del 65,93% a un anno (secondo dati Morningstar aggiornati ad aprile 2021). Si tratta di un azionario settoriale che investe in maniera globale ed è denominato in dollari. Esiste anche una versione denominata in euro Pictet – Clean Energy Classe R Eur. Entrambi i fondi sono partiti nel 2007 e investono in società di tutto il mondo che contribuiscono e beneficiano della transizione a livello globale verso una produzione e un consumo di energia meno basati sulle energie fossili. Il settore tecnologia (44%) è il più pesante in portafoglio e il Paese più rappresentato è l’America (47%).
  • Vontobel Clean Technology Classe B ha un rendimento del 58,35% a un anno (secondo dati Morningstar aggiornati ad aprile 2021). Si tratta di un fondo azionario globale nato nel 2008 che si focalizza su beni industriali e tecnologie pulite investendo in energia e materie prime. Il 47% del portafoglio è investito in America. Il fondo investe a livello mondiale nel campo delle tecnologie pulite, principalmente in azioni di società innovative che forniscono soluzioni per acqua potabile, energia pulita, mobilità futura, edilizia intelligente, utilizzo efficace delle risorse e riciclo.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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