C’è una variabile macroeconomica a cui gli investitori devono guardare con attenzione nel 2023. Si tratta delle manovre delle banche centrali che, ormai da anni, sono l’ago della bilancia dell’economia globale. In particolare:

  • Durante la pandemia del 2020 e del 2021, le banche centrali hanno fornito all’economia globale una rete di sicurezza con tassi di interesse e politiche di bilancio estremamente accomodanti.
  • Nel 2022, le banche centrali hanno iniziato a ritirare in modo aggressivo quella rete di sicurezza.
  • Nel 2023, le banche centrali porteranno a termine il lavoro continuando nella politica di contenimento dell’inflazione anche a costo di una recessione.
  • Ma bisogna già guardare al 2024 quando la rete di sicurezza tornerà e i tassi scenderanno anche se lentamente.

Cosa aspettarsi dalle banche centrali nel 2023

Vediamo dove vanno le politiche monetarie delle banche centrali nel 2023 secondo le analisi di Amundi, Axa Investment Managers, BlackRock, Columbia Threadneedle Investments, Ersel, J.P. Morgan Asset Management, Morgan Stanley e Robeco.

  • L’inflazione resta il nemico da battere. Fermare la spirale dei prezzi è ancora l’obiettivo 2023 delle banche centrali. In America il risultato potrebbe arrivare già nella prima parte dell’anno, se i prezzi dell’energia non esploderanno. Questo significa che la FED potrebbe interrompere i rialzi dei tassi agli inizi del 2023. I gestori non si attendono però un’inversione di tendenza con tassi in calo, ma una certa stabilizzazione.
  • Non è così in Europa dove la BCE potrebbe alzare i tassi per tutto il 2023 perché qui la dinamica dell’inflazione non è così chiara.
  • Il consensus dei gestori ha ormai abbracciato l’idea che le banche centrali non possano evitare una recessione nel corso del 2023 e sarà proprio l’atterraggio duro a battere l’inflazione.
  • L’inflazione scenderà più rapidamente di quanto gli investitori si aspettano, ma non tornerà ai livelli pre-pandemia.
  • Il mercato obbligazionario è il più sensibile alle manovre e sconta già le fasi finali di ciò che le banche centrali probabilmente faranno nel 2023.
  • In questo scenario cresce la domanda di titoli di stato a lungo termine in un momento in cui le emissioni stanno diminuendo insieme con i rendimenti.
  • Il dollaro perderà forza rispetto all’euro e questo aiuterà i mercati emergenti, storicamente indebitati in dollari, a ripartire.

IDEE DI INVESTIMENTO

Le banche centrali si trovano a guidare un ciclo economico nuovo. Sarà la FED a imprimere la direzione più significativa e a spingere verso il cambiamento nelle politiche monetarie globali.

I punti chiave per gli investimenti:

  • La ripresa del reddito fisso
  • Uno scenario rialzista per le azioni
  • Opportunità in difesa con i dividendi
  • Una ripresa nei mercati emergenti
  • Continua il focus sulla sostenibilità

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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