Il numero dei vaccinati aumenta, le Borse vedono già il rilancio economico e correggono dove hanno esagerato. Lo spettro dell’inflazione continua ad aleggiare sulle teste degli investitori di lungo termine. La normalità, o la nuova normalità, sembra essere sempre più vicina e una domanda diventa sempre più pressante: dopo la pandemia ci possiamo aspettare un boom economico?

Un’analisi di Bert Flossbach, Fondatore e Amministratore di Flossbach von Storch AG prova a rispondere con alcuni punti chiave:

  • ci sarà un forte recupero in alcuni settori che però avranno dei limiti nella capacità di ripresa. Per esempio, il turismo: si tornerà a viaggiare e i numeri saranno da boom, ma è verosimile che l’Europa meridionale, Italia compresa, riesca a raggiungere livelli pre pandemia non prima del 2022. Usa e Cina potrebbero farcela già entro la fine del 2021.
  • la Cina è il teatro del vero boom: la crescita 2021 potrebbe addirittura superare i livelli pre-crisi di oltre il 10%, rafforzando ulteriormente il suo ruolo di potenza economica mondiale. Questo secondo le stime del Fondo monetario internazionale (FMI), contro il 2,7% degli Usa e e fronte di una media a livello globale del 2,6%. Entro il 2025, la produzione economica cinese rappresenterà probabilmente ben 4/5 del prodotto interno lordo di tutti gli altri paesi emergenti e in via di sviluppo.
  • Saranno dunque gli Stati Uniti e la Cina a risollevare l’economia mondiale dalla pandemia e grazie agli aiuti governativi miliardari permettere che l’economia continui a rafforzarsi.

L’Europa post pandemica

L’Europa al momento non è vista come motore della ripresa economica post pandemia. Sulla stessa linea l’outlook economico di Nordea dal titolo Unrestricted Growth che vede l’economia globale alla vigilia di una crescita che non si era mai vista da 50 anni a questa parte, con una crescita del PIL a livello globale del 5,8% nel 2021 e una lieve flessione al 4,5% nel 2022. In questo scenario, per Nordea gli Usa e la Cina sono la locomotiva, mentre l’area euro viaggia a minor velocità anche se i Paesi nordici sono ben posizionati per la ripresa.

Secondo l’analisi di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management la ripresa è a forma di “V” e sarà trainata soprattutto da Stati Uniti e Cina. Nonostante quest’ultima abbia mostrato di recente alcuni segnali di rallentamento che ci hanno indotto a rivedere leggermente al ribasso le previsioni di crescita del PIL nel 2021 dal 10,5% al 10%. Anche Pictet Asset Management pone l’accento su un’Europa più debole in confronto agli Stati Uniti e questo lo si deve a un diverso approccio nella gestione della ripartenza post Covid-19. In particolare:

  • l’America ha assunto un rischio calcolato di inflazione con lo scopo di favorire una rapida ripresa e un mercato del lavoro più solido. L’Unione Europea ha deciso di rischiare immaginando di ritirare gli stimoli monetari troppo presto, quando l’economia è ancora alle prese con le ferite inferte dalla pandemia e dai ripetuti lockdown.
  • L’eccezionalismo USA contrapposto al minimalismo europeo in politica economica si traduce non solo in sentieri diversi dei tassi di interesse (molto più ripido quello USA), bensì anche nel rischio di un’ulteriore divergenza di crescita, inflazione e, con segno opposto, dei tassi reali nei prossimi trimestri.

IDEE DI INVESTIMENTO

Tra ripresa a “V” e atteso boom economico globale con alcune aree (Cina e Usa) favorite rispetto ad altre, dopo la recente correzione delle Borse il momento è propizio per controllare la propria composizione di portafoglio e capire se è ancora coerente con il proprio rischio e obiettivo di investimento.

Per costruire la migliore asset allocation una buona strada sono i portafogli modello di Online SIM che contengono diverse asset class e sono sviluppati sulla base di metodologie quantitative. In questo modo si ottengono diversi gradi di rischio che vengono associati al profilo dell’investitore. Ogni portafoglio adotta strategie di investimento differenti e predilige l’investimento in determinati settori, strumenti, Paesi.

I portafogli modello consentono di:

  • seguire le strategie di investimento di importanti Società di Gestione
  • incrementare o ridurre la volatilità del portafoglio a seconda delle proprie esigenze e in ogni momento
  • scegliere cosa seguire direttamente e cosa invece delegare (es. la componente azionaria o obbligazionaria)
  • mettere il pilota automatico agli investimenti se non si desidera seguirli costantemente.

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Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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