Un’indagine EY afferma che i fondi ESG sono meno cari rispetti ai fondi tradizionali gestiti dai principali asset manager europei (Italia, Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi e Paesi Nordici). La stessa indagine non è così positiva riguardo alle performance. Infatti non c’è una chiara differenza tra il rendimento nel breve termine dei fondi ESG e quella dei fondi tradizionali. Se si guarda ai fondi azionari che investono in Europa però, la performance a 3 anni dei prodotti ESG è significativamente più alta: 19% contro il 7% dei fondi tradizionali.

Sul tema dei costi dei fondi il dibattito è aperto da tempo.

«In realtà le analisi sulle performance dei fondi ESG non sono ancora concordanti sui ritorni in termini di rendimento e anche in ambito accademico le interpretazioni dei dati sono discordanti. Ha detto Valeria Ferrero, Responsabile ESG Strategy Ersel. «Ciò che emerge invece in modo univoco e ormai condiviso è la capacità delle politiche e degli stili di investimento responsabili dei fondi ESG di ridurre la volatilità con minore rischiosità dell’investimento nei periodi di crisi finanziari e che, proprio in situazione di crisi, i prodotti ESG tendono a sovraperformare i comparabili prodotti tradizionali».

Non sono però i costi o le performance ad attrarre gli investitori verso i fondi ESG. Secondo un sondaggio condotto da Natixis Investment Managers su più di 8.550 investitori individuali in 24 Paesi. Il campione è trasversale e, oltre a confermare l’interesse da parte dei Millennials verso questi prodotti, indica che per la stragrande maggioranza degli investitori di tutte le fasce di età (77% degli intervistati) acquistare fondi che facciano il bene della collettività su temi come il cambiamento climatico e parità di genere è una priorità.

Perché investire ESG

Le questioni sociali sono al centro dei pensieri di chi investe in fondi ESG. L’industria del risparmio gestito italiana ha raccolto la sfida e considera la sostenibilità un fattore critico e distintivo nella gestione degli investimenti. Lo dimostra l’analisi condotta dall’Associazione Italiana Private Banking (AIPB) sull’integrazione delle migliori prassi ESG nella filiera del Wealth & Asset Management, condotta con Oliver Wyman (gruppo Marsh & McLennan Companies).

L’analisi ha messo in evidenza l’impegno elevato dell’industria del risparmio gestito sotto la spinta della domanda crescente della clientela più sensibile:

  • per il 97% dei wealth manager intervistati la sostenibilità rappresenta un fattore distintivo nella gestione degli investimenti
  • il 76% dichiara un alto livello di ingaggio del consiglio di amministrazione e del top management sulla sostenibilità degli investimenti
  • il 90% del panel dichiara di aver definito una policy per la gestione degli investimenti in chiave sostenibile

IDEE DI INVESTIMENTO

La selezione di portafoglio di un fondo ESG segue regole rigorose (esclusione e stewardship, per esempio) e si traduce spesso in valore. L’obiettivo di un fondo ESG è gestire il rischio (ambientale, sociale, governance) e questo nel lungo termine consegue rendimento.

«Se partiamo dall’economia reale, nel tempo, le imprese che meriteranno l’attenzione dei gestori e l’investimento dei capitali privati sono le imprese che punteranno alla sostenibilità, che riusciranno a vincere le sfide del mercato e a contrastare le minacce che gli scenari che viviamo comportano» ha detto Valeria Ferrero, Responsabile ESG Strategy Ersel.

Quali domande bisogna farsi prima di investire in un fondo ESG? E qual è l’orizzonte temporale minimo di investimento?

Alcuni consigli pratici secondo l’analisi di Ersel:

  • Investire in ciò che si comprende. Prima di investire in un fondo ESG, gli investitori dovrebbero capire bene cosa si intende per ESG per potere valutare il valore che un tipo di investimento finalizzato alla sostenibilità può portare.
  • Per le nuove generazioni, è importante chiedersi se si sta investendo in strumenti finanziari e, di conseguenza in imprese, realmente allineate con i propri valori. Sta agli intermediari la responsabilità della diffusione trasparente di informazioni chiare e veritiere.
  • Per quanto riguarda l’orizzonte temporale, la finanza sostenibile si pone l’obiettivo di creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali privati verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma che siano anche utili alla società e non siano a carico del sistema ambientale.
  • Non scegliere un fondo ESG per minori costi, ma per il valore che può generare nel medio lungo termine.

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infografica FONDI ESG

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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