Dopo il dato dell’inflazione Usa, tornato sui livelli degli anni 90, il mercato ha cominciato a interrogarsi su cause e conseguenze. Il livello del 6,2% toccato dall’inflazione americana a ottobre, infatti, ha segnato un record che non ci si aspettava. E anche se l’Europa è lontanissima da questi livelli, il dato americano condiziona i mercati e le scelte di investimento.

Il rebus inflazione tra timori e speranze continua a essere il tema centrale dell’ultimo trimestre 2021. Non deve preoccupare un investitore di lungo termine però, soprattutto se investe in azioni.

Secondo l’analisi di Schroders ci sono almeno molte ragioni per cui il mercato azionario, e in particolare il settore energia che in queste settimane sta soffrendo, può battere l’inflazione nel lungo termine.

In particolare le previsioni sono:

  • Le tensioni sulla domanda di materie prime potranno durare per tutto il 2022, ma il trend di investimento sul settore energia resta solido
  • Le opportunità di lungo termine legate alla transizione energetica sono una realtà e le correzioni di queste settimane sono un’occasione di acquisto
  • Il settore delle energie rinnovabili è sostenuto da una forte competitività e i costi progetti per eolico e solare scenderanno nel lungo termine. Questo nonostante oggi soffrano per un aumento dei prezzi delle commodity dovuto anche all’inflazione
  • La domanda di energie rinnovabili anche dopo COP26 è destinata a crescere costantemente
  • Le azioni politiche a sostegno della transizione energetica si stanno consolidando a livello globale

Inflazione e mercati obbligazionari: puntare sugli asset più rischiosi

A sostenere i mercati azionari nonostante l’inflazione sono i megatrend della sostenibilità. Se si guarda al segmento obbligazionario la musica cambia e i dubbi aumentano. In particolare, secondo l’analisi di Bnp Paribas Asset Management, i rendimenti reali ai minimi storici delle obbligazioni statali di Usa ed Europa, che rientrano nella maggioranza dei portafogli obbligazionari, sono un enigma.

In particolare secondo Bnp Paribas Asset Management, la tesi secondo cui l’inflazione sarebbe transitoria è da accantonare: l’aumento dei prezzi potrebbe durare per i prossimi 36 mesi. Questo porta un certo pessimismo sulle prospettive di crescita a lungo termine e può riflettersi in bassi rendimenti reali. E anche qui il settore energia gioca la sua parte: i rincari nel settore frenano la crescita e portano a un rischio di stagflazione, ovvero un periodo prolungato di crescita bassa e inflazione al rialzo.

Anche secondo l’analisi del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, questa situazione sul mercato obbligazionario dovrebbe continuare. Al momento le opportunità sul reddito fisso sono sui segmenti più rischiosi. In particolare, il segmento high yield è interessante in questa fase perché è improbabile che l’inflazione incida in misura significativa sugli utili societari. Questo in quanto le aziende riusciranno a trasferire i maggiori costi sui consumatori che, al momento, sono in grado di assorbire un rialzo dei prezzi.

IDEE DI INVESTIMENTO

In questo scenario di mercato incerto, per un investitore che ha un orizzonte di investimento di lungo termine, una buona scelta è costruire una buona diversificazione di portafoglio per poter far fronte a tutte le situazioni di mercato.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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