Le ultime decisioni delle banche centrali – BCE e FED in particolare – mostrano una posizione attendista che indica una cosa sola: il rialzo dell’inflazione è un rischio, ma anche un fattore transitorio. Dal punto di vista degli operatori di mercato, invece, la possibilità di stagflazione, ovvero di uno scenario con inflazione al rialzo e crescita ferma, è sempre più concreta.

A lanciare per primo questa possibilità è stato il quotidiano finanziario Financial Times. Questo ha paragonato l’attuale scenario economico a quello che si verificò al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il Covid-19, di fatto, è una guerra globale. Il timore è che le banche centrali, ora attendiste, possano prendere improvvisamente la strada di una normalizzazione delle politiche monetarie con tassi al rialzo.

Secondo l’analisi di Flossbach von Storch ci sono tre fattori strutturali che stanno spingendo l’inflazione verso l’alto.

Tutti questi fattori possono contribuire al verificarsi di uno scenario di stagflazione:

  • Deglobalizzazione: i problemi della catena di approvvigionamento stanno inducendo le aziende a distribuire i loro impianti di produzione in modo più ampio e in alcuni casi a rinazionalizzarli
  • Decarbonizzazione: la protezione del clima non è priva di costi. Aumentano i prezzi di CO2, che avranno un effetto diretto sui portafogli dei consumatori (elettricità, benzina, gas naturale), la transizione energetica aumenterà anche i costi di produzione
  • Demografia: da un a parte ci sono i Baby Boomers cha stanno gradualmente andando in pensione, dall’altra ci sarà una carenza di lavoratori qualificati che farà aumentare il costo del lavoro. Più pensionati e meno lavoratori attivi aumenterà i costi delle assicurazioni sanitarie e pensionistiche

Non c’è dubbio che la stagflazione non sia un fattore positivo perché erode le attività e i rendimenti del capitale. Ci sono però anche degli asset che possono trarre vantaggio da questo scenario.

Secondo l’analisi di Schroders, nelle fasi di stagflazione sono favoriti: oro, commodity e real estate investment trust (REIT). L’azionario invece, che solitamente rallenta e i titoli di Stato, in particolare quelli americani, mostra risultati meno chiari e la performance dipende dalla duration e dal rendimento di partenza.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se l’inflazione dovesse assumere un aspetto più strutturale, il rischio stagflazione si farà concreto. Questo ha ricadute per l’asset allocation.

Vediamo come:

  • Nello scenario attuale definito di reflazione, ovvero moderata inflazione in presenza di stimoli all’economia, sono gli investimenti in asset rischiosi (azionario, commodity) ad essere favoriti;
  • Nello scenario di stagflazione vincono gli asset definiti di protezione del portafoglio come l’oro.

In queste fasi di mercato incerte o di passaggio tra uno scenario e l’altro, la scelta migliore è effettuare un check-up di portafoglio per valutare se è correttamente diversificato in base al proprio profilo di rischio e all’obiettivo di investimento.

check-up

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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