La corsa alla conversione energetica globale verso le fonti rinnovabili è la nuova El Dorado economica e finanziaria che vede partecipare fianco a fianco Stati e aziende. E la spinta arriva proprio da Brasile, Cina e USA, ovvero i tre mercati energetici più grandi del mondo. In Brasile il governo ha appena lanciato un programma di trasformazione che prevede di far salire la capacità energetica di eolico e solare al 18% entro il 2026. Si tratta di un’accelerazione nello sviluppo di questi due settori che sono cresciuti rispettivamente del 21% e del 1.700% negli ultimi dodici mesi. Tanto che già oggi l’82% dell’energia elettrica prodotta in Brasile proviene da fonti pulite e si stima che entro il 2030 la diffusione delle rinnovabili nel mercato energetico nazionale, a esclusione dell’idroelettrico, supererà il 23%.

La Cina non vuole perdere questa sfida tra mercati emergenti ad alta potenzialità energetica e ha varato un paio di anni fa un progetto ambizioso di riconversione verso fonti rinnovabili. Adesso, secondo quanto riporta Bloomberg, vuole dare il colpo di acceleratore senza ricorrere a incentivi. In che modo? Spingendo sulle rinnovabili elettriche. Il Governo cinese ha pronto un piano di sviluppo nazionale che prevede di alzare i consumi coperti dalle rinnovabili elettriche al 35% entro il 2030. Finora l’obiettivo dichiarato dal piano energetico Renewable portfolio standard (RPS) era del 20% per tutte le fonti non fossili che comprendono anche il nucleare.

Nell’eterno duello con la Cina che nell’era Trump ha preso le dimensioni di una guerra commerciale, gli Stati Uniti combattono una battaglia rinnovabile a singhiozzo. La California, che è lo Stato più popoloso e ha un peso economico rilevante, è l’esempio virtuoso di strategia energetica rinnovabile a cui gli altri Stati della Federazione si ispirano. Il piano di Jerry Brown, Governatore della California, riguarda anche la mobilità e ha una forte matrice ecologica e di lotta contro i cambiamenti climatici con un obiettivo preciso: entro il 2045 il 100% dell’energia dello Stato deve venire da fonti rinnovabili, di cui almeno il 50% entro il 2027. Il progetto approvato dal Parlamento attende il via libera di Brown, che vuole coinvolgere gli Stati vicini in questo percorso di rinnovamento.

Energie rinnovabili: cosa si muove in Europa

Se i tre mercati energetici più grandi del mondo corrono veloce verso le fonti rinnovabili, in Europa è la Spagna il Paese più virtuoso. Il Governo di Madrid vuole varare una trasformazione energetica da 100 miliardi di euro e sta cercando finanziatori. Il progetto prevede di espandere la produzione di energie rinnovabili, modernizzare il sistema dei trasporti e ristrutturare gli edifici per renderli più efficienti dal punto di vista energetico. Tutto entro il 2030. La Germania, che ha fatto passi da gigante nella produzione di energia elettrica verde di cui è leader in Europa, sta spingendo sull’eolico e sta percorrendo la strada della mobilità verde: sono operativi i primi treni a idrogeno, per esempio. La Francia sta lentamente abbandonando il nucleare sotto la spinta del gruppo EDF che vuole raddoppiare la produzione di energia pulita entro il 2030. E l’Italia? C’è attesa per il decreto incentivi promesso dal Governo Conte che dovrebbe essere discusso a metà ottobre e c’è un obiettivo chiaro entro il 2030: il 60% dei consumi elettrici dovrà venire da fonti rinnovabili.

IDEE DI INVESTIMENTO

Nella speciale corsa alle energie rinnovabili che si gioca sulle Borse di tutto il mondo, il dato a cui guardare è quello dei ricavi che le aziende ottengono dall’energia pulita. Su questo calcolo dal 2016 è attivo il Bloomberg New Energy Finance (BNEF) che ha stilato una classifica delle aziende e dei Paesi più promettenti: a guidare la trasformazione energetica sono le società cinesi con ben 68 presenze nell’indice, seguite da americane (35), giapponesi (21), coreane (7) e indiane (7). A livello europeo guida la Germania con 9 aziende, Svezia (5), Regno Unito, Danimarca, Irlanda, Spagna (tutte con 4 società).

La geografia della corsa alle rinnovabili suggerisce che il miglior modo investire è un fondo azionario specializzato in energie rinnovabili che investa in maniera globale (Categoria Morningstar: Azionari energie rinnovabili).

La top 5 dei fondi energie rinnovabili

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Robecosam Smart Energy Fund-eur Classe B2,33%7,99%
Pictet - Clean Energy Classe R Eur0,74%-0,19%
Bgf World Energy Fund Eur Classe E20,41%4,66%
Edmond de Rothschild Energy Evolution R-3,10%---
Vontobel New Power Classe B-7,86%1,22%
Nella tabella, i fondi azionari specializzati in energie alternative ordinati per rendimento ottenuto nel primo semestre 2018. Fonte: Morningstar. Dati in euro.

 

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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2 Commenti

  1. 24 ottobre 2018 a 21:44 — Rispondi

    se volessi investire in Societa’ interessate all’energia pulita ? chi mi consigliate

    • Roberta Caffaratti
      26 ottobre 2018 a 13:30 — Rispondi

      Gentile Sergio,
      grazie per averci contattato. Online SIM è una piattaforma per investire in fondi e non in titoli diretti. Se è interessato a sapere quali sono i migliori fondi che attuano investimenti sostenibili può fare riferimento agli articoli pubblicati nel nostro blog (https://www.onlinesim.it/blog/?s=fondi+esg)

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