La porzione obbligazionaria del portafoglio è da anni un dilemma per chi cerca rendimento. Le obbligazioni green, social e sustainability sono una buona alternativa. Il mercato infatti continua a crescere secondo il GSS Bond Market Trend di Mainstreet Partners. Nel 2021 quasi il 30% delle obbligazioni emesse in euro da emittenti investment grade non finanziari in Europa occidentale aveva un obiettivo dichiarato green, social e sostenibile.

Il trend è destinato a proseguire nel lungo termine anche grazie al Regolamento sull’informativa finanziaria sostenibile (SFDR) dell’Unione Europea. Entrato in vigore a marzo 2021 ha già effetti evidenti oggi. Il Regolamento è una garanzia in più per chi investe e aiuta i gestori a valutare meglio la gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) nella costruzione di un portafoglio sostenibile.

In termini di nuove regole c’è da tenere conto anche della Roadmap della Finanza Sostenibile 2022-2024 rilasciata a febbraio 2022 dall’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA). Questa prevede una serie di azioni da compiere per coordinare uno sviluppo, legale e coerente dei mercati ESG all’interno degli stati dell’Unione Europea. Tra queste c’è lo sviluppo delle etichette ESG che dovrebbero fornire una “patente” certificata ai prodotti ESG messe nero su bianco.

Obbligazioni green: il rendimento è più alto dei bond tradizionali

Il mercato delle obbligazioni green, social e sostenibili è sicuramente al centro del sistema di regole europeo. E’ anche però al centro dell’attenzione dei gestori in cerca di rendimento. E i risultati sono confortanti come dimostra lo studio Shifting the emphasis to the Social factor in ESG di NN Investment Partners. Da questo emerge, per esempio, che a parità di maturità e rating, i social bond hanno in media uno yield dell’1,03% quasi il doppio rispetto allo 0,66% dei bond tradizionali.

Se l’analisi dei rendimenti è a favore dei social bond rispetto alle obbligazioni tradizionali, la stessa cosa non accade se guardiamo i green bond. La ragione però è nota e si chiama greenium. E’ il fenomeno secondo cui il boom delle emissioni green ha costretto gli investitori a pagare un premio per entrare in possesso di obbligazioni verdi a fronte di un rendimento inferiore. Questo differenziale dovrebbe stringersi con la maturità del mercato.

IDEE DI INVESTIMENTO

Vincere la sfida climatica è senza dubbio la prima ragione di investimento in obbligazioni green. Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, con questo obiettivo sono interessanti anche i titoli di Stato. Fino ad oggi le obbligazioni sovrane sono state dimenticate nelle strategie di investimento responsabile ma, secondo Pictet, questa situazione deve cambiare.

La ragione? Sono i governi a stabilire le regole con cui le aziende e gli individui operano. Senza il loro sostegno e i loro investimenti, il mondo non sarà mai in grado di affrontare i problemi più urgenti, in particolare il cambiamento climatico. Concentrandosi sui Paesi che lavorano attivamente alla riduzione delle emissioni, gli investitori in obbligazioni sovrane possono svolgere un ruolo attivo nella lotta contro il cambiamento climatico e ridurre significativamente l’impronta di carbonio dei loro portafogli.

La sfida climatica è una priorità anche per Axa Investment Managers. La gestione attiva dei green bond può contribuire a generare sia rendimenti finanziari sia un impatto positivo sull’ambiente. Axa Investment Managers pone l’accento anche sul nascente mercato dei social bond che si trovava nella stessa fase in cui era il mercato dei green bond qualche anno fa, con un potenziale di crescita simile. Secondo Axa Investment Managers investire in società i cui prodotti e servizi offrono un impatto sociale positivo è la chiave per ottenere rendimenti superiori nel lungo termine.

I migliori fondi per investire

Per investire con la massima diversificazione ci sono fondi obbligazionari che specificatamente dichiarano di investire in green bond. Non esiste una categoria di fondi specializzata in green o social bond.

Ecco i migliori fondi obbligazionari globali per rendimento a 3 anni che investono in green bond presenti sulla piattaforma di Online SIM.

  • Eurizon Fund – Absolute Green Bonds Classe R Acc è un obbligazionario globale in euro e a tre anni perde lo 0,44% (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Il fondo è partito nel 2018 non segue un benchmark e in portafoglio oltre a titoli corporate ha diverse emissioni green statali.
  • Mirova Global Green Bond Fund Classe R EUR Acc è un obbligazionario globale in euro e a tre anni perde lo 0,81% (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Il fondo è partito nel 2017 e in portafoglio oltre a titoli corporate ha diverse emissioni green statali.
  • AXA World Funds – Planet Bonds Classe E EUR Acc è un obbligazionario globale in euro perde a tre anni lo 0,95% (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Partito nel 2015 investe il 100% del portafoglio green bond emessi da governi, istituzioni e società con sede in qualsiasi parte del mondo.
  • Allianz Green Bond Classe AT Eur Acc è un obbligazionario globale e a tre anni perde l’1,36% (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Partito nel 2017 il fondo ha emissioni statali come titoli più pesanti in portafoglio.
  • BNP Paribas Green Bond Classe Classic Eur Acc è un obbligazionario globale in euro e perde a tre anni l’1,65% (dati Morningstar aggiornati a novembre 2021). Partito nel 2017 investe il 94% del portafoglio in green bond emessi da governi, istituzioni e società con sede in qualsiasi parte del mondo.

Scopri i fondi ESG disponibili sulla nostra piattaforma per investire in modo sostenibile sui trend di lungo termine della sostenibilità ambientale.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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