Nel 2021 gli investimenti sostenibili saranno più chiari in tutta l’Unione europea grazie a un nuovo quadro normativo per i gestori che va oltre il Sustainable Finance Action Plan (SFAP) lanciato nel 2018 e che introduce nuovi regolamenti più stringenti per gli asset manager che hanno l’obiettivo di facilitare la comprensione dei prodotti ESG per chi investe.

La data da segnare è marzo 2021 quando entrerà in vigore il Regolamento sulla informativa sulla finanza sostenibile (SFDR) che punta a rendere ancora più esplicito il profilo di sostenibilità dei fondi. In questo modo per chi investe sarà più semplice confrontare i fondi che dichiarano di investire secondo criteri ESG, grazie all’utilizzo di una serie di metriche predefinite che misurano le caratteristiche ambientali, sociali e di governance utilizzate dai gestori nel processo di investimento.

Vediamo quali sono i punti chiave di questo regolamento:

  • Per fornire maggiori informazioni, per la prima volta viene chiesto ai gestori di individuare e di rendere esplicito quale possa essere l’impatto negativo dell’investimento. Questa dichiarazione diventerà obbligatoria da gennaio 2021. In pratica, si dovrà rendere noto a chi investe il rischio di sostenibilità che corre.
  • Per definire l’impatto negativo gli asset manager dovranno andare in profondità nell’analisi delle decisioni strategiche delle società che mettono in portafoglio valutando quale può essere l’impatto sulla performance del fondo in caso di scelte non in linea con i criteri ESG. Per valutare le aziende i gestori hanno a disposizione un sistema di 50 indicatori di impatto negativo, di cui 32 saranno obbligatori da segnalare e 18 saranno volontari.
  • Le nuove regole avranno un impatto anche sul costo dei fondi. Secondo il SFDR, anche le policy di remunerazione dei prodotti dovranno essere in linea con i rischi di sostenibilità e l’integrazione delle tematiche di rischio dovrà essere inserita nella documentazione contrattuale dei singoli prodotti.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo un’analisi della società di consulenza Pwc, entro il 2026 i fondi sostenibili potrebbero rappresentare il 57% del totale degli attivi dei fondi comuni di investimento in Europa.

In pratica, attraverso lo SFAP e il SFDR, l’Unione europea vuole:

  • spingere i flussi dei grandi capitali verso gli investimenti sostenibili;
  • promuovere la gestione dei rischi finanziari che derivano dal cambiamento climatico, sociale e di governance;
  • spingere sulla trasparenza dei prodotti ESG che hanno un orizzonte di lungo termine.

Ogni lettera dell’acronimo ESG racchiude una dimensione della sostenibilità e investire sostenibile significa prima di tutto gestire il rischio legato alla E (ambiente), alla S (sociale) e alla G (governance).

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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