La nuova variante di Covid-19, Omicron, mette in dubbio l’efficacia delle tre dosi su questo ceppo del virus. Si ripropone il tema delle varianti future e di una possibile quarta dose in autunno. La soluzione a cui tutte le case farmaceutiche aspirano è un “vaccino universale” nel 2022 che consenta di fare un richiamo all’anno, esattamente come si fa per l’influenza.

La dose booster che le persone hanno ricevuto alla fine del 2021 ha aiutato a scongiurare infezioni gravi da Covid-19 durante l’ondata più recente. Non ha però evitato i contagi e nessuno sa cosa potrebbe accadere dopo l’estate. Capire quali varianti arriveranno, se i vaccini saranno ancora efficaci e per quanto tempo e se saranno necessari nuovi richiami sono tutte incognite per la scienza.

Tutte le ipotesi, al momento, sono valide: le varianti future potrebbero non vincere sul sistema immunitario, ma potrebbero emergere mutazioni più dannose, rendendo lo sviluppo urgente di vaccini specifici. Per questo si lavora alla formula di un “vaccino universale” che consenta di non inseguire le varianti. Potrebbero però volerci anni prima che questa diventi un’opzione praticabile.

Quello che è certo è che l’economia dei vaccini continuerà e che la posta in gioco dal punto di vista finanziario è enorme. Secondo quanto riporta Bloomberg, Pfizer ha incassato 36,8 miliardi di dollari per il suo vaccino a mRNA, al momento il prodotto farmaceutico più venduto al mondo. Non è andata male anche a Moderna con 17,7 miliardi di dollari di vaccini venduti nel 2021. Le vendite di Pfizer e Moderna potrebbero crescere fino a 68,4 miliardi di dollari nel 2022, secondo la società di ricerca londinese Airfinity.

Vaccino Covid-19: i Paesi che hanno già la quarta dose

A spingere le vendite di vaccini per il Covid-19 saranno gli Stati che sono i primi acquirenti. Alcuni Paesi come Israele e il Cile non hanno atteso ulteriori dati scientifici e hanno iniziato a distribuire la quarta dose dei vaccini esistenti ai cittadini più anziani. In Europa hanno già preso la via della quarta dose per le persone fragili la Danimarca, seguita da Ungheria, Spagna e Germania. In Italia, al momento, non c’è questa opzione e l’Agenzia Europea per i medicinali (Ema) preferisce attendere dati scientifici sull’efficacia della quarta dose prima di dare un parere definitivo.

Negli Stati Uniti la quarta dose è raccomandata per gli immunodepressi e per il over 50. A inizio aprile 2022 la Food and Drug Administration (FDA) dovrebbe pronunciarsi su vaccini e prodotti biologici correlati. Darà poi una risposta più approfondita su chi potrebbe aver bisogno di una quarta dose, con quali tempi e con quali quantità.

L’obiettivo è mettere in piedi un sistema molto simile a quello dei vaccini antinfluenzali. Da decenni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) monitora i ceppi virali dell’influenza. A febbraio per l’emisfero settentrionale e a settembre per l’emisfero australe ed è poi in grado sulla base dei dati scientifici di formulare le raccomandazioni su cosa dovrebbe contenere il vaccino antinfluenzale della prossima stagione invernale, cercando di anticipare i ceppi che circoleranno nei 6-9 mesi successivi. Per Covid-19 siamo ancora lontani dal raggiungere questo risultato.

IDEE DI INVESTIMENTO

La corsa al vaccino universale Covid-19 punta a rendere il virus una malattia endemica esattamente come l’influenza. Fin dall’inizio della pandemia il vaccino è stato un affare di Stato e ha avuto un impatto diretto sui settori farmaceutico, biotech e healthcare. Questa spinta continua e, secondo l’analisi di Morgan Stanley, rafforza alcune aree di opportunità particolarmente interessanti nel settore salute. In particolare:

  • Genomica e Dna per curare le malattie. I vaccini a mRna si devono ai progressi della genomica, lo studio dei geni che possono essere trovati in un organismo. Negli ultimi 20 anni la genomica insieme con lo studio del DNA umano ha fornito agli scienziati informazioni dettagliate sulla natura dei geni umani e su come curare malattie anche rare.
  • Le biotecnologie contro le malattie rare. I vaccini a mRna sono nati anche grazie alla forte spinta di innovazione delle società biotecnologiche. L’uso degli mRna ha avuto un impulso post Covid-19 in particolare per curare malattie mortali come il cancro o virus per cui finora non è stato trovato un vaccino (HIV e Zika). Dagli studi sugli mRna potrebbero arrivare sul mercato nuovi trattamenti per il cancro, per le malattie neurologiche e terapie basate sui geni.
  • Diagnostica sempre più precisa. La prevenzione è la prima cura e la diagnostica in tempo di pandemia ha fatto grandi passi avanti. Sono allo studio test in grado di rilevare varie malattie nelle fasi iniziali, incluso il cancro, in cui una diagnosi in fase avanzata è una delle principali cause di morte. I dispositivi medici sempre più sofisticati e connessi stanno determinando miglioramenti in termini di praticità e assistenza per le malattie croniche (cardiopatie, diabete).

I migliori fondi per investire

Per investire sui megatrend legati alla trasformazione del settore salute ci sono fondi azionari globali specializzati (Categoria Morningstar Azionari Settore Salute).

Ecco i migliori fondi presenti sulla piattaforma di Online SIM:

  • AB SICAV I-International Health Care Portfolio Class A EUR Acc è un azionario flessibile che investe in titoli azionari di società operanti nel settore sanitario e scientifico. Una parte rilevante del fondo è investita in società statunitensi. Partito nel 1999 il fondo rende a tre anni il 16,01% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il 95% è investito nel settore salute una piccola parte è investita in beni industriali e beni di consumo. Il 61% è investito in America, il 22% in Europa.
  • Jpm Global Healthcare A (acc)-usd è un azionario tematico salute che investe a livello globale in diversi settori: farmaceutico, biotecnologico, servizi sanitari, tecnologia medica e scienze della vita. Partito nel 2009 il fondo rende a tre anni il 14,81% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il 99% è investito nel settore salute. Il 79% è investito in America, il 13% in Europa.
  • UBS (Lux) Equity Fund – Healt Care (USD) P-acc è un azionario tematico salute che investe su scala globale dei comparti farmaceutica, biotecnologia, tecnologie mediche, forniture ospedaliere e servizi sanitari. Partito nel 1998 il fondo rende a tre anni il 14,45% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il 97% è investito nel settore salute e una piccola parte in materie prime. Il 66% è investito in America, l’11% in Europa.
  • BNP Paribas Health Care Innovators Classe Classic Eur Accè un azionario tematico salute che investe almeno 2/3 dei suoi attivi in azioni o titoli assimilati di società che esercitano un’attività significativa nel settore sanitario e in settori collegati o connessi e in strumenti finanziari derivati su tale tipologia di attivi. Partito nel 2013 il fondo rende a tre anni il 14,01% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il 99% è investito nel settore salute. Il 76% è investito in America, l’11% in Europa.
  • Fidelity Global Health Care Fund Classe A Usd (acc) è un azionario tematico salute che investe su scala globale in aziende che operano nei settori di progettazione, produzione e vendita di prodotti e servizi collegati alla sanità, alla medicina e alle biotecnologie. Partito nel 2013 il fondo rende a tre anni il 13,75% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il 96% è investito nel settore salute e una piccola parte in materie prime e beni di consumo. Il 68% è investito in America, il 13% nell’Europa non euro.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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