L’Europa si è candidata ad essere il primo continente a raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050. Per raggiungere questo traguardo la Commissione europea ha approvato il piano Green Deal che prevede un aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 (dall’attuale 40% fino a un minimo del 50% e un massimo del 55%), spingendo su investimenti pubblici e privati per clima e ambiente: 260 miliardi di euro l’anno. La prima iniziativa è attesa a gennaio 2020 con un piano per gli investimenti sostenibili che include uno strumento finanziario per coinvolgere anche le regioni dell’Ue più dipendenti dalle fonti fossili: si chiama Fondo di transizione equa e ha l’obiettivo di raccogliere 100 miliardi di euro in sette anni. Nel Green Deal europeo è previsto poi un piano di aggiornamento della legislazione sul clima che è atteso dal 2021 e ha come fine la tutela, nei settori più esposti alla transizione, dell’industria europea dalla concorrenza di Paesi terzi che hanno criteri meno stringenti sul clima.

La spinta per far diventare l’economia europea più sostenibile ha come prima sfida da vincere la decarbonizzazione dei processi industriali. Lo scioglimento dei ghiacciai, i livelli del mare che aumentano insieme con le temperature, in gran parte sono dovuti alle quantità sempre crescenti di CO2 nell’atmosfera terrestre, tanto che il livello raggiunto di 53,5 gigatons (Gt) all’anno è il più alto della storia. Per ridurre le emissioni servono, certamente, investimenti ma occorre puntare sulle innovazioni e tecnologie che effettivamente possano aiutare il clima. Come individuarle? Morgan Stanley Research ci ha provato con un Blue Paper fatto in collaborazione con oltre 50 economisti, analisti e strategist individuando cinque tecnologie di decarbonizzazione: il passaggio alle energie rinnovabili, la spinta sui veicoli elettrici, l’utilizzo dell’idrogeno, lo stoccaggio del carbonio (CCS) e biocarburanti.

IDEE DI INVESTIMENTO

Anche se arrivarci non sarà facile, il processo di emissioni zero richiederà almeno 50 mila miliardi di dollari di investimenti entro il 2050 a livello globale e la maggior parte del denaro confluirà nell’innovazione tecnologica secondo i calcoli di Morgan Stanley Research. I ritorni sull’investimento saranno notevoli: potenzialmente ogni 3 mila miliardi di dollari investiti c’è un guadagno stimato in 10 mila miliardi di dollari.  Ma c’è di più. Il rapporto di Morgan Stanley Research rileva che il mancato mantenimento del limite di 2 gradi Celsius potrebbe sottrarre tra 10 e 20 mila miliardi dal PIL globale entro il 2100, con costi per l’umanità ancora più elevati. Ciò significa che la decarbonizzazione è un’opportunità economica ma anche un passo necessario per l’umanità che consente di fare del bene al Pianeta secondo la logica degli investimenti a impatto. La corsa alla decarbonizzazione del Pianeta è un megatrend di investimento sostenibile cavalcato dai gestori e sono diverse le possibilità di investimento.

  • Per investire sulla decarbonizzazione del Pianeta che è uno dei cavalli di battagli di Greta Thunberg, nominata personaggio del 2019 dalla rivista Time, si possono selezionare i migliori fondi azionari low carbon classificati da Morningstar basata secondo il Carbon risk score, ovvero il punteggio riferibile al carbone in portafoglio che deve essere inferiore al 10% e il Fossil Fuel Involvement, ovvero il coinvolgimento di combustibili fossili, non deve superare il 7% degli asset totali.
  • Per investire sulla trasformazione del mercato automotive che va verso veicoli elettrici e a idrogeno una nuova scelta sono i migliori fondi che investono sull’ecologia e mettono al primo posto il bene del Pianeta.
  • Per chi vuole restare sul segmento obbligazionario, una buona alternativa sono i fondi obbligazionari che investono in green bond, ovvero le emissioni statali e aziendali verdi, che non hanno ancora una categoria specifica sul mercato italiano; oppure selezionare uno dei migliori fondi obbligazionari che utilizzano una strategia impact investing che appartengono a diverse categorie geografiche di investimento.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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