Dopo un inizio d’anno scoppiettante, maggio ha gelato gli investitori che avevano puntato in maniera decisa sulle azioni. La guerra commerciale USA-Cina ha fatto precipitare le quotazioni azionarie e l’indice MSCI World ha perso circa il 6% solo a maggio andando a intaccare in maniera significativa il rally che era cominciato a fine gennaio 2019. Il bilancio per le azioni globali resta comunque molto positivo: il mercato azionario globale da inizio anno è cresciuto quasi del 9%. Maggio ha però riacceso i timori che la crescita economica e gli utili delle aziende non siano così solidi per dare un’ulteriore spinta alle Borse. Ma se maggio è stato negativo per le Borse, al contrario ha portato guadagni sul mercato obbligazionario globale che è salito dell’1,8% – con le obbligazioni americane che hanno registrato un rialzo del 2,5% – e ha spinto i beni rifugio come l’oro che è salito di oltre l’1% in netta controtendenza rispetto alle altre materie prime che sono scese di oltre l’8%.

Maggio ha segnato, in qualche modo, la chiusura in anticipo del primo semestre dell’anno. Gestori e analisti sono già proiettati nel secondo semestre e la parola d’ordine è cercare un approdo sicuro su azioni e obbligazioni. Secondo Morgan Stanley Research senza un passo avanti deciso nella risoluzione della guerra commerciale la crescita globale continuerà ad essere lenta: le previsioni sull’andamento del PIL globale sono state riviste al ribasso con una crescita del 3,2% nel 2019 che diventa 3,4% nel 2020. Secondo il consesus degli analisti di Bloomberg il rallentamento è un a diretta conseguenza delle tensioni commerciali che hanno un impatto globale: i prezzi aumentano per aziende e consumatori, erodendo gli utili, e aumentano i costi per le aziende che devono trovare canali alternativi per alimentare la catena produttiva.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il ciclo economico impostato in negativo arriva in un momento in cui l’economia globale era già in difficoltà. A dare fiato ai mercati ci stanno pensando, ancora una volta, le banche centrali americana FED ed europea BCE che sono tornate a una politica monetaria di ribasso dei tassi a sostegno della crescita economica. Vediamo quali sono i punti chiave da tenere in considerazione per investire nel secondo semestre secondo i consigli di Morgan Stanley research, Pictet Asset Management, Amundi e Aberdeen Standard Investments.

Le banche centrali potrebbero contribuire a compensare l’impatto delle tensioni commerciali, tali misure politiche hanno di solito un impatto nel lungo periodo sull’attività economica reale. Mario Draghi, alla guida della BCE, ha detto chiaramente che saranno necessari ulteriori stimoli se le condizioni economiche non miglioreranno e che la BCE ha tutti gli strumenti adatti e valuterà quali siano le misure necessarie da adottare nelle prossime settimane. Jerome Powell, alla guida della FED, ha fatto marcia indietro e ha deciso di invertire la rotta fin qui seguita.

  • Le previsioni per la crescita degli Stati Uniti parlano di una continua volatilità sul mercato azionario, soprattutto sul settore tecnologico – a maggio è stato il comparto che ha perso di più (-8%) – che risente dell’attacco diretto di Donald Trump verso il colosso cinese Huawei. Continua a essere positivo invece, l’outlook sui bond americani.
  • L’Europa corre sul filo del rasoio: mentre le politiche monetarie e fiscali espansive offriranno qualche vantaggio, le frizioni commerciali rinnovate e potenzialmente in aumento tra Stati Uniti e Cina restano un ostacolo per l’area dell’euro. La crescita del PIL dovrebbe attestarsi all’1,2% per il 2019, seguita da una crescita dell’1,4% nel 2020, con rischi al ribasso. Anche in questo caso, le previsioni sul mercato obbligazionario sono positive con rendimenti però ridotti al minimo.
  • I mercati emergenti restano una buona idea di diversificazione, ma è molto difficile trovare l’affare sia sul mercato azionario, sia sull’obbligazionario. Una discesa del dollaro e la politica della FED impostata su tassi al ribasso possono dare una spinta a queste economie che continueranno a crescere di più di quelle dei Paesi occidentali.

In fasi come queste che segnano punti di svolta del mercato è bene verificare la propria asset allocation con un check up di portafoglio.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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