Negli ultimi 5 anni Facebook è stato quotidianamente al centro delle critiche di legali. Sia dalle autorità di regolamentazione che dagli stessi dipendenti per le grosse lacune del sistema in tema di privacy. Cambiare il sistema a cui milioni di utenti sono abituati da più di dieci anni è una strada che Mark Zuckerberg ha provato a percorrere negli ultimi tre anni fino alla decisione di questi giorni.  Costruire un nuovo ecosistema e cambiare nome. Nasce così Meta che non è il rebranding di Facebook, ma una società madre. In pratica, Meta si basa su Metaverso, un hardware di Facebook che porta il social media verso un futuro fatto di realtà virtuale.

Questa includerà il social media e tutte le altre app del gruppo (WhatsApp e Instragram). Nei piani del suo fondatore sarà costruita su solide basi di privacy. Al momento poco si conosce delle limitazioni alla privacy, ma si sa che il Metaverso non sarà di facile accesso ai minori e sarà dotato di un parental control. I dati che saranno forniti dagli utenti saranno raccolti e utilizzati secondo criteri rigorosi dettati da Facebook dopo aver consultato gruppi per i diritti umani e civili. Quali siano i consulenti di Zuckerberg, al momento, nessuno lo sa.

Meta: una vita digitale sullo smartphone

Nelle intenzioni di Zuckerberg questo nuovo spazio digitale soppianterà le App per smartphone come forma primaria di interazione online. A regime, entro il 2030, potrà contare su 1 miliardo di utenti. L’idea di Zuckerberg di creare un mondo digitale parallelo a quello reale non è nuova e richiama molto da vicino Second Life. Questa era la piattaforma virtuale nata per mettere in contatto le persone tramite avatar, diventata ben presto un marketplace dove fare acquisti in negozi virtuali, ma reali per merci e prezzi.

Ma non c’è solo questo. Il Metaverso ha svolto un ruolo di primo piano nella fantascienza per decenni. Gli universi digitali dei romanzi Snow Crash e Ready Player One, in cui i personaggi vivono vite digitali parallele alle loro esistenze fisiche sono, di fatto, metaversi. Anche i videogiochi come Roblox e Fortnite sono simili a ciò che ha in mente Facebook. L’idea vera è che gli smartphone siano il mezzo unico per questo universo parallelo con interazioni digitali tridimensionali, che nei piani di Facebook sostituiranno le video chat.

Il salto tecnologico e mentale non è da poco. In questo modo internet per chi lo usa non sarà solamente una visualizzazione di contenuti ma sarà dentro i contenuti stessi. La realtà virtuale è, del resto, un’evoluzione del business di Facebook già dal 2014. Da quando ha acquisito il produttore di cuffie per realtà virtuale Oculus. Negli ultimi tre anni c’è stata un’accelerazione fermata in parte dal Covid-19 fino a oggi con Metaverso. Questa dovrebbe portare Facebook ad assumere 10.000 persone in Europa nei prossimi cinque anni per aiutare il lancio.

Metaverso: un futuro fatto di realtà virtuale

L’obiettivo di Zuckerberg non è, ovviamente, filantropico. Facebook vuole governare l’internet del futuro facendo utili. Nel 2021 l’utile operativo di Facebook scenderà di 10 miliardi di dollari proprio a causa degli investimenti nella divisione che costruisce il metaverso e serviranno anni prima di rendere profittevole questo investimento.

In palio c’è, appunto, il futuro dell’interazione online che potrebbe portare Facebook a non avere più bisogno di far passare gli utenti da Apple e Google, catturandoli direttamente con i visori Oculus VR di sua proprietà. Difficilmente Facebook però potrà fare a meno degli altri giganti tech per costruire un universo parallelo davvero funzionante. Il Metaverso non può essere controllato da una sola società perché, esattamente come è stato per internet, è uno spazio vuoto dove chiunque può costruire il suo progetto. La partita è solo all’inizio ed è tutta da giocare.

IDEE DI INVESTIMENTO

La realtà virtuale è solo uno dei futuri possibili per internet. L’interazione online, grazie a connessioni sempre più efficienti, cambierà radicalmente nei prossimi 10 anni. Se ci sarà un luogo virtuale sicuro, la realtà aumentata diventerà la norma e gli utenti che accederanno a internet potranno, viaggiare e fare acquisti in 3D, parlare con gli amici quasi di persona, lavorare da remoto pur essendo virtualmente in ufficio.

Il cambio di strategia di Facebook è in linea con il futuro della tecnologia che sta cambiando pelle per diventare più sostenibile con un occhio attento ai temi del sociale. La svolta etica è la prossima frontiera tecnologica.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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