La rapida diffusione della variante Delta del coronavirus ha costretto i mercati a non abbassare la guardia questa estate. Bisognerà fare i conti con il ritorno dell’ansia da pandemia. Il sentiment oggi è ancora impostato sulla paura di una crescita lenta. Questo nonostante le rassicurazioni del presidente della Federal Reserve (FED) Jerome Powell durante il meeting di Jackson Hole. “La banca centrale americana continuerà a sostenere l’economia Usa fino alla fine dell’anno perché la pandemia è ancora in corso.”

Per i mercati la decisione della FED di non ridurre già quest’anno il ritmo dei 120 miliardi di dollari di acquisti è una buona notizia. Dà una ulteriore spinta all’Europa che, secondo l’analisi di Morgan Stanley, è l’area meglio impostata alla crescita grazie al sostegno della Banca Centrale Europea (BCE). Resta il fatto che la rotazione del mercato verso titoli tecnologici difensivi e temi di lungo termine indica che le prospettive degli investitori sulla crescita economica sono meno ottimiste.

Cambiare strada sulle politiche monetarie adesso era un rischio troppo grande. Questo secondo l’analisi di Bert Flossbach, co-fondatore di Flossbach von Storch AG, che sottolinea come il danno collaterale sarebbe semplicemente troppo grande. Un aumento significativo dei tassi d’interesse avrebbe come conseguenza un crollo dei prezzi degli immobili, delle obbligazioni e delle azioni e metterebbe a rischio la solvibilità delle imprese e dei governi dando un colpo decisivo al sistema bancario.

Ora gli occhi del mercato sono puntati a fine settembre 2021 alla prossima riunione della FED per capire quanto può ancora durare la politica monetaria espansiva. Questo tenendo conto di alcuni dati chiave secondo Morgan Stanley e Goldman Sachs:

  • l’inflazione americana è già cresciuta del 4,2%, il livello maggiore degli ultimi trent’anni. La variante Delta condiziona la ripresa, ma secondo l’analisi di Morgan Stanley l’impatto economico sarà minimo, grazie alle vaccinazioni
  • la crescita del settore dei servizi negli Stati Uniti sta accelerando. L’indice dei gestori degli acquisti non manifatturieri dell’Institute of Supply Management (PMI) ha raggiunto un massimo storico di 64,1, in crescita da 14 mesi consecutivi
  • In Europa la crescita tiene il passo: il PMI Composite dell’Eurozona ha raggiunto 60,2 a luglio, indicando il ritmo di espansione dell’attività commerciale più rapido degli ultimi 15 anni

IDEE DI INVESTIMENTO

In questa fase di mercato, con la variante Delta, diventa determinante impostare una corretta asset allocation considerando la direzione e il livello dei tassi di interesse a medio e lungo termine, che influiscono sulle valutazioni di obbligazioni e azioni e guardando oltre i segnali della FED e delle banche centrali in generale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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