La grande rotazione dei gestori verso titoli difensivi e value e obbligazioni di qualità è il termometro di cosa i grandi investitori pensano adesso della direzione dei mercati e dell’economia. Tanto che, secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, il clima che si respira oggi sui mercati riporta indietro l’orologio al 2016 e al periodo successivo alle elezioni presidenziali americane. Lo dimostra il comportamento di analisti e gestori che per quasi tutto il 2019 hanno effettuato scelte di portafoglio dettate dalle previsioni di una fine del ciclo economico positivo imminente. Per questo le azioni cosiddette momentum, ovvero quelle hanno avuto un buon rendimento nell’immediato passato e che in media lo hanno anche nel periodo successivo, sono state privilegiate per gran parte dell’anno. Ora, i grandi investitori stanno scaricando questi titoli a favore delle azioni di valore, nella maggior parte dei casi si tratta di large cap che abbiano un indebitamento contenuto e previsioni di crescita di fatturato e dividendi che siano costanti nel tempo.

Per questo si fa strada l’ipotesi che sul mercato sia tempo di reflazione che si verifica quando l’inflazione e i tassi di interesse aumentano. Per capire il momento di mercato che è più favorevole alle azioni rispetto alle obbligazioni è utile conoscere la definizione di reflazione.

  • La reflazione può essere indentificata come un’inflazione che viene deliberatamente aumentata per contrastare gli effetti di un rallentamento economico. Più semplicemente, la reflazione è un’inflazione controllata.
  • La reflazione è anche una forma di protezione dell’economia da parte dei Governi che vogliono frenare gli effetti della deflazione, ovvero una diminuzione del livello generale dei prezzi e un incremento del potere d’acquisto. Le politiche di reflazione si effettuano in diversi modi: riduzione delle tasse, manovre delle banche centrali a sostegno dell’economia e taglio dei tassi di interesse.

L’ultima volta che si è parlato di reflazione sui mercati è stato subito dopo le elezioni presidenziali americane del 2016. Gli investitori credevano che un blocco repubblicano su Washington avrebbe comportato tagli alle tasse per stimolare l’economia, mentre un gettito fiscale più basso avrebbe richiesto più prestiti pubblici e quindi un interesse più elevato aliquote. Quando ciò è accaduto, gli investitori hanno venduto obbligazioni, aspettandosi che tassi di interesse più alti avrebbero reso meno prezioso il valore delle obbligazioni in circolazione.

Oggi ci sono accenni di reflazione sui mercati ed è bastato questo per innescare una rotazione di portafoglio dei grandi gestori. Un’analisi di Maximilian Moldaschl, Senior Global Multi-Asset Strategist di Bnp Paribas Asset Management, sottolinea come la reflazione potrebbe essere dietro l’angolo ma per capire se si concretizzerà effettivamente si devono concretizzare una serie di fattori: deglobalizzazione, stimoli fiscali e ripresa economica che riaccenderebbero l’inflazione.  “Al momento i mercati non prezzano una reflazione, siamo ancora in un contesto di Goldilocks Economy (tassi bassi, inflazione quasi scomparsa, e una crescita moderata) in cui la politica monetaria è favorevole con obbligazioni e azioni che registrano forti guadagni” ha scritto Moldaschl. “Ma ora vediamo due scenari probabili: un passaggio a un ambiente reflazionistico o un passaggio alla recessione”.

IDEE DI INVESTIMENTO

Alla fine di agosto, con un aumento delle preoccupazioni sulla guerra commerciale e un ulteriore peggioramento di alcuni dati macroeconomici, sembrava che lo scenario di rallentamento dell’economia stesse prendendo piede. Per questo molti investitori hanno scelto la strada del value che è stata resa famosa da Warren Buffett: acquistare a basso prezzo, attendere e vendere a un prezzo superiore. Allo stesso modo i fondi momentum hanno deciso di aumentare i titoli difensivi in portafoglio perché sono quelli che fanno bene quando l’economia e i rendimenti obbligazionari diminuiscono.

Operativamente e tenuto conto dei rischi geopolitici la scelta migliore in questa fase di mercato è:

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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