Gli incendi che hanno devastato l’Australia confermano una volta di più che i cambiamenti climatici sono una realtà con cui le persone devono imparare a convivere pensando sempre di più all’impatto diretto che hanno e avranno sulla vita quotidiana. Uragani più forti, scioglimento delle calotte artiche e ondate di calore paralizzanti stanno diventando rapidamente la norma in tutto il mondo e le persone cominciano a chiedersi quali sono i luoghi che possono avere le migliori possibilità di resistere ai peggiori effetti dei cambiamenti climatici. La cattiva notizia è che nessun luogo sulla Terra è immune. La buona notizia è che in alcuni posti andrà meglio, ma molti luoghi diventeranno inabitabili da qui al 2100. Vivremo in un Pianeta diverso e le persone dovranno adattarsi.

Tra i cambiamenti climatici più critici ci sono: l’innalzamento del livello del mare, il calore che brucia la terra arabile e la trasforma in deserto, la scarsità di acqua potabile in diverse parti del mondo. Sono tutti fenomeni che mettono a rischio la salute delle persone e, non a caso, il climate change è per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una vera e propria malattia da combattere oltre che un tema di investimento di lungo termine. La ricerca di un posto ideale in cui vivere in futuro si collega direttamente alle analisi sul clima che si concentrano sulla sicurezza umana e, in particolare, alla salvaguardia delle persone dai disastri naturali. Anche in questo caso si tratta di un tema di investimento di lungo termine a cui Thematic Asset Managemet, affiliata di Natixis Asset Management, ha dedicato uno studio con lo scopo di esplorare come l’innovazione tecnologica e l’adattamento delle persone stiano cercando di dare risposte efficaci.

Secondo l’analisi di Thematic Asset Management, il cambiamento climatico ha molte implicazioni per la sicurezza. Nell’estate del 2018, per esempio, gli agricoltori in Europa settentrionale e centrale – dai Paesi Bassi alla Bielorussia – hanno dovuto fronteggiare una grave crisi in seguito all’ondata di caldo e alla siccità. Negli Stati Uniti, oltre all’ormai nota siccità in California, la decennale cattiva gestione delle foreste e del territorio hanno reso lo stato americano un luogo altamente a rischio. Sempre più californiani vivono in aree remote e soggette al fuoco, facendo troppo poco per rendere le loro case e le loro comunità sicure di fronte al pericolo di incendi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Dal punto di vista degli investimenti, l’esposizione al settore sicurezza è una tema che secondo Thematic Asset Management vale oltre 600 miliardi di dollari, con una capitalizzazione di mercato combinata delle aziende di settore di oltre 4.500 miliardi di dollari che sta crescendo a un tasso dell’11% annuo. Tuttavia, anziché limitare l’investimento solo al settore sicurezza, per proteggere il futuro del Pianeta investendo su temi a lungo termine bisogna guardare a diversi trend che sono una conseguenza del climate change: i cambiamenti demografici, l’urbanizzazione, l’innovazione e la scarsità delle materie prime come l’acqua. Investire su questi temi significa sempre più spesso avere un approccio sostenibile all’investimento cercando prodotti del risparmio gestito che costruiscono il portafoglio seguendo criteri ESG. Da una analisi recente di Pictet Asset Management emerge che le società che rispettano i principi ESG registrano performance migliori e più stabili nel tempo, beneficiano di un costo del capitale inferiore e di rating creditizi più elevati. Le società che non sono in grado di gestire i rischi ambientali, invece, hanno costi di indebitamento in media superiori del 20%. E secondo l’analisi di Pictet Asset Management esiste inoltre una correlazione positiva tra la performance finanziaria e le credenziali di sostenibilità.

  • Per investire in maniera sostenibile sul climate change , una strada è puntare sui migliori fondi azionari low carbon classificati da Morningstar, basata secondo il Carbon risk score, ovvero il punteggio riferibile al carbone in portafoglio che deve essere inferiore al 10% e il Fossil Fuel Involvement, ovvero il coinvolgimento di combustibili fossili, non deve superare il 7% degli asset totali.
  • Un’altra strada è puntare sui migliori fondi che investono sull’ecologia che hanno come obiettivo il miglioramento dell’ambiente.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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