I sistemi energetici stanno affrontando una pressione crescente dovuta all’aumento della domanda, all’incertezza geopolitica e a operazioni sempre più complesse. La ragione? Con reti elettriche sempre più dinamiche e interconnesse, alcune sfide stanno diventando più difficili da modellare, ottimizzare e proteggere utilizzando esclusivamente strumenti tradizionali. Per questo le tecnologie quantistiche vengono testate come strumenti complementari per affrontare problemi specifici.

Ma siamo davvero di fronte a una soluzione concreta o a una promessa ancora lontana? Il white paper del World Economic Forum, Quantum for Energy and Utilities: Key Opportunities for Energy Transition, sviluppato in collaborazione con Aramco, offre una visione pratica di questa opportunità.

Un sistema energetico sempre più sotto stress

La crisi energetica non è più una prospettiva lontana, ma una realtà che sta già trasformando mercati, politiche e strategie di investimento. Negli ultimi anni, diversi fattori si sono sommati rendendo la gestione dell’energia più difficile:

  • la crescita della domanda elettrica, spinta anche dall’intelligenza artificiale;
  • l’integrazione delle fonti rinnovabili, per natura intermittenti;
  • l’aumento dei rischi cyber su infrastrutture sempre più digitali;
  • la necessità di mantenere prezzi accessibili in un contesto instabile.

Il risultato è un sistema sempre più complesso, dove pianificazione e gestione richiedono strumenti avanzati. Tuttavia, anche le tecnologie digitali tradizionali, dal calcolo ad alte prestazioni all’IA, iniziano a mostrare dei limiti quando si tratta di modellare scenari altamente variabili o risolvere problemi combinatori su larga scala.

Perché si parla di tecnologia quantistica

È in questo contesto che si inserisce il quantum. Non come sostituto delle tecnologie attuali, ma come strumento complementare per affrontare problemi particolarmente complessi. Secondo il white paper del World Economic Forum, le tecnologie quantistiche si articolano in tre ambiti principali:

  • Quantum computing per ottimizzazione e simulazioni avanzate
  • Quantum sensing per misurazioni ultra-precise
  • Quantum communication per la sicurezza dei dati

Il loro potenziale non è uniforme, ma si concentra su alcune aree chiave ad alto valore.

Dove il quantum può fare davvero la differenza

  1. Ottimizzazione dei sistemi energetici

Uno dei problemi più urgenti è bilanciare in tempo reale domanda, produzione rinnovabile, storage e vincoli di rete. Qui entrano in gioco approcci ibridi quantistico-classici, già testati in casi concreti come la ricarica intelligente dei veicoli elettrici. Anche piccoli miglioramenti nell’ottimizzazione possono tradursi in risparmi significativi e maggiore stabilità della rete.

Tecnologie quantistiche nel settore energetico

AmbitoCosa possono fare
Combustibili fossili• Migliorare la modellazione dei giacimenti e l’imaging sismico
• Ottimizzare i processi di raffinazione riducendo consumi energetici
• Migliorare la logistica e il trasporto (pipeline, LNG, rotte navali)
• Rilevare perdite e emissioni (es. metano) con sensori avanzati
• Rafforzare la sicurezza informatica di pipeline e sistemi SCADA
Rinnovabili• Ottimizzare l’integrazione in rete di fonti intermittenti (solare, eolico)
• Migliorare la previsione della produzione (meteo, irraggiamento, vento)
• Ottimizzare il layout degli impianti (es. parchi eolici)
• Abilitare manutenzione predittiva tramite analisi avanzata dei dati
• Accelerare la scoperta di nuovi materiali per pannelli solari e turbine

Nucleare• Migliorare la simulazione dei reattori e dei processi fisici
• Sviluppare materiali più resistenti alle radiazioni
• Aumentare la precisione del monitoraggio delle radiazioni
• Rafforzare la sicurezza dei dati e delle comunicazioni con crittografia quantistica
Nella tabella cosa possono fare le tecnologie quantistiche applicate al settore energetico. Fonte: World Economic Forum, 2026.
  1. Innovazione nei materiali per l’energia pulita

La transizione energetica dipende da tecnologie come batterie, idrogeno e cattura della CO₂. Il problema? Scoprire nuovi materiali è lento e costoso. Il quantum può accelerare queste ricerche simulando interazioni molecolari con maggiore precisione, riducendo anni di tentativi ed errori. Come evidenziato nel report, questo è uno dei campi con il potenziale impatto più trasformativo nel lungo periodo.

  1. Monitoraggio e manutenzione avanzata

Il quantum sensing permette di rilevare fenomeni invisibili agli strumenti tradizionali:

  • perdite di gas o acqua
  • emissioni di metano
  • anomalie nelle infrastrutture

Questo significa manutenzione più efficiente, meno sprechi e maggiore sicurezza.

  1. Sicurezza delle infrastrutture

Con reti sempre più digitalizzate, il rischio cyber cresce rapidamente. E con l’arrivo dei computer quantistici, alcune tecnologie crittografiche attuali potrebbero diventare obsolete. Per questo si stanno sviluppando soluzioni di crittografia post-quantistica e comunicazioni sicure basate su principi quantistici, fondamentali per proteggere infrastrutture che devono durare decenni.

I limiti (per ora) della tecnologia quantistica

Nonostante il potenziale, è importante mantenere un approccio realistico. Il report del World Economic Forum sottolinea chiaramente che:

  • l’hardware è ancora immaturo
  • i tassi di errore sono elevati
  • l’integrazione con sistemi esistenti è complessa
  • mancano competenze specialistiche
  • i modelli di business non sono ancora definiti

In altre parole, il quantum non è una soluzione immediata, ma una tecnologia in fase di sperimentazione avanzata.

Una roadmap graduale: dai test alla diffusione

Secondo lo studio, l’adozione seguirà tre fasi:

  • Breve termine (entro 2 anni): progetti pilota e test su casi specifici
  • Medio termine (3-5 anni): integrazione nei sistemi aziendali
  • Lungo termine (oltre 5 anni): adozione diffusa come parte dello stack tecnologico

Le organizzazioni che iniziano ora, con un approccio disciplinato, avranno un vantaggio competitivo significativo.

La tecnologia quantistica è davvero la soluzione?

La risposta breve è: non da sola. La tecnologia quantistica non risolverà la crisi energetica nel breve periodo. Tuttavia, rappresenta uno degli strumenti più promettenti per affrontare i problemi più complessi del sistema energetico del futuro. Il suo vero valore sta nella combinazione con tecnologie già esistenti come AI e supercalcolo, creando un ecosistema capace di gestire complessità, incertezza e scala.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per gli investitori, il quantum applicato all’energia apre scenari interessanti ma richiede un approccio consapevole. Nel breve termine, l’impatto sarà limitato e concentrato su aziende coinvolte in progetti pilota o sviluppo tecnologico. Nel medio-lungo periodo, invece, potrebbero emergere opportunità rilevanti in diversi ambiti:

  • utility e operatori di rete più efficienti e resilienti
  • aziende energetiche con vantaggi competitivi nell’ottimizzazione
  • società attive nella cybersecurity e nelle comunicazioni quantistiche
  • player della ricerca sui materiali per batterie e idrogeno

Il punto chiave è che siamo ancora in una fase iniziale: più che inseguire il trend quantistico, può essere utile monitorare i settori che ne beneficeranno nel tempo. In un contesto di transizione energetica, complessità crescente e innovazione tecnologica, la capacità di anticipare questi cambiamenti potrebbe fare la differenza nei portafogli di lungo periodo.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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