La correzione del mercato azionario nell’ultimo mese ha rialzato l’avversione al rischio degli investitori. Ci si chiede quale sia la strada della giusta asset allocation di lungo termine. La risposta a questa domanda è difficile, soprattutto oggi che gli asset di obbligazioni, da sempre usati come stabilizzatori di portafoglio e per controllare il rischio, non danno grandi guadagni.

Una fase rialzista del reddito fisso non è in vista, secondo l’analisi di Axa Investment Managers. I prezzi delle obbligazioni si trovano però sui minimi da anni. Questo significa che ci sono tutte le potenzialità per ottenere rendimenti obbligazionari interessanti a partire dal 2023.

Siamo in un delicato passaggio di mercato. Nonostante il crollo del mercato obbligazionario sia stato brutale, ci sono indicatori che gli investitori stanno iniziando a coprire le posizioni corte. Se l’economia cominciasse a mostrare segnali concreti di rallentamento, le obbligazioni sono destinate a salire, il dollaro a rallentare e le azioni recupererebbero il terreno perso. Secondo Axa Investment Managers, il graduale rialzo degli yield obbligazionari a maggio è un segnale che si può lentamente rientrare sui bond.

Obbligazioni: come cambiano i rendimenti

A livello globale il reddito fisso ha perso in media il 12,1% da inizio anno. Non ci sono state asset class in grado di coprire il rischio del cambio di rotta della Banca centrale americana (Fed) che ha deciso con forza per un rialzo dei tassi. Secondo l’analisi di Robeco, evidentemente, i cicli di inasprimento della politica monetaria sono stati rapidi, non attesi dal consenso del mercato e gli investitori devono imparare a convivere con questa volatilità.

Secondo l’analisi di Payden & Rygel, però, con l’aumento dei rendimenti di circa il 2,5% dallo scorso anno, la fase rialzista dell’obbligazionario è conclusa. Si apre così una nuova era di investimenti nel reddito fisso. Se si considera che, a inizio anno, investendo in un’obbligazione societaria si poteva ottenere a malapena il 2%, mentre oggi si può arrivare al 4%, sembra che il “vecchio toro” delle obbligazioni abbia ceduto il posto a un “baby toro”. In prospettiva, il mercato rappresenta un punto di ingresso più interessante per gli investitori.

IDEE DI INVESTIMENTO

L’inizio di una nuova era per gli asset obbligazionari parte molto lentamente. Secondo il consensus dei gestori, bisogna privilegiare la qualità per proteggersi.

Vediamo alcuni punti chiave:

  • I titoli di Stato hanno la performance peggiore nel panorama del reddito fisso. Al momento i rendimenti dei titoli di Stato si sono alzati. Secondo l’analisi di Schroders solo un piccolo ulteriore aumento dei rendimenti a lungo termine salverebbe gli investitori dalle perdite. Rispetto alle obbligazioni a lungo termine e ai contanti, le opportunità di investimento per le obbligazioni a breve termine sono migliorate molto.
  • Le obbligazioni societarie a lunga scadenza continuano ad avere un vantaggio su quelle a breve scadenza, ma è un vantaggio che si è ridotto considerevolmente. Ai livelli attuali, le obbligazioni a più breve termine possono sopportare un aumento dei rendimenti, così come l’high yield e il debito dei mercati emergenti, anche se comportano ulteriori rischi di credito e valutari.
  • Il recente sell-off ha certamente creato opportunità nelle obbligazioni societarie dei mercati emergenti.  Secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments si è cercato di trarne vantaggio aumentando leggermente l’esposizione al petrolio. L’aumento dei prezzi dell’oro nero ha fatto emergere diverse opportunità nate dalla dislocazione dei prezzi causata dal cambiamento dei fondamentali.
  • Secondo l’analisi di Rowe Price proteggere il portafoglio dai rischi ora è un passo cruciale. Con l’aumento dei timori di recessione, è meglio privilegiare gli asset a reddito fisso di alta qualità che solitamente sovraperformano. Al momento però sono ancora le obbligazioni indicizzate all’inflazione a svolgere meglio il compito di protezione.
  • Le obbligazioni convertibili che hanno registrato una netta sottoperformance da inizio anno restano, invece, la scelta migliore per BlueBay Asset Management. Le prospettive sul medio termine sembrano positive: tassi più alti, spread più ampi e volatilità più elevata hanno rappresentato storicamente un contesto favorevole per i bond convertibili.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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