Il dibattito sulle pensioni è al centro della discussione politica estiva in vista delle misure che dovranno essere un pilastro della manovra 2017 attesa in autunno. Da una parte ci sono i sindacati dall’altra il Governo, in mezzo il macigno dell’aumento dell’età pensionabile a 67 a partire dal 2019 come sancito dalla precedente legge di Bilancio. In questa che è stata già ribattezzata la fase due sulla riforma delle pensioni, in primo piano c’è proprio la sterilizzazione dell’incremento, di cinque mesi, dei requisiti per l’uscita: 67 anni di età, 43 anni e 3 mesi per le pensioni di anzianità degli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Per i sindacati sono troppi questi anni e per mitigare il tutto una soluzione potrebbe essere quella di prevedere finestre diverse a seconda della tipologia del lavoro, magari con una flessibilità tra i 62 e i 70 anni.

In questa direzione c’è una convergenza tra i sindacati, che chiedono il blocco, e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che si è detto intenzionato a non far salire ancora il paletto per la pensione. Governo e parlamento in questa fase due stanno studiando meccanismi per aiutare i giovani nelle loro pensioni future. Il governo starebbe pensando ad meccanismo di anticipo della previdenza privata analogo alla Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) già prevista per accompagnare l’Ape volontaria. Il blocco dello scatto di adeguamento dell’età della pensione di vecchiaia e anticipata all’aspettativa di vita dovrà essere nero su bianco nella prossima legge di bilancio ed è sostenuto in maniera bipartisan da Cesare Damiano (Pd) e Maurizio Sacconi (Epi), due ex ministri del Lavoro e attualmente presidenti, rispettivamente, delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato.

Ma non c’è solo questo. Il Governo sta studiando dei meccanismi per rendere più facile l’uscita dal lavoro delle donne. In che modo? Con un sistema di bonus contributivi in grado di anticipare il pensionamento e l’obiettivo di riequilibrare le differenze di genere. Per ora le ipotesi al vaglio sono strettamente collegate all’Ape sociale, mentre i sindacati chiedono degli sconti validi per tutte le lavoratrici. Ma comunque sulla questione l’apertura c’è e sarebbe la prima certezza dell’intero ‘pacchetto previdenza’ sui cui si sta trattando al ministero del Lavoro.

IDEE DI INVESTIMENTO

Lo stop al percorso di crescita dell’età della pensione potrebbe essere solo il primo passo a una ridefinizione delle regole per chi esce dal mondo del lavoro. Secondo Sacconi, nell’intento del Governo il blocco sarebbe solo transitorio per andare incontro a chi era già adulto all’atto di approvazione della riforma e che adesso devono allungare fino a sei anni l’attività lavorativa. È possibile che nei prossimi mesi venga avviata una riflessione sulla possibilità di costruire un modello previdenziale a più pilastri, adattabile alle esigenze delle persone.

Per i futuri pensionati, la scelta è da fare oggi per assicurarsi una pensione integrativa domani. Una strada è quella dei fondi pensione che hanno caratteristiche ben definite.

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Note

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