Era dal 2013 che non si vedeva un livello così alto delle quotazioni dell’oro. Il metallo prezioso ha superato i 1.430 dollari l’oncia e le previsioni degli analisti sono orientate a un ulteriore rialzo nelle prossime settimane, almeno fino a quando la Banca centrale americana (FED) non darà una riposta chiara sulla direzione dei tassi di interesse. Gli occhi sono puntati sulla riunione di fine luglio 2019 quando Jerome Powell, alla guida delle FED, dovrebbe invertire la rotta e procedere con il primo rialzo dopo quasi due anni di costanti ribassi. Queste sono le attese del mercato che, al momento, ha cercato un porto sicuro nell’oro, il bene rifugio per eccellenza. La prova è l’enorme massa di denaro proveniente da investitori istituzionali, in particolare hedge fund ed ETF, che hanno sostenuto negli ultimi due mesi il prezzo dell’oro. Contemporaneamente il valore del dollaro è sceso contro la maggior parte delle valute mondiali proprio a causa dell’attesa delle mosse della FED.

Anche i fondi comuni di investimento, in particolare gli azionari, hanno tratto beneficio dalla corsa dell’oro come dimostrano le classifiche FIDA del mese di giugno 2019: gli indici azionari riferibili ai metalli preziosi hanno avuto un rialzo record di oltre il 18% in un solo mese, portando il rialzo da gennaio a giugno a oltre il 23%, con la Top 5 dei fondi del mese occupata solo da fondi azionari che investono in titoli legati ai metalli preziosi. Ed è proprio questo il punto. Al di là del prezzo dell’oro, secondo gli analisti sono proprio i titoli auriferi, spesso dimenticati dal mercato, che possono trarre il maggior beneficio da questo contesto macroeconomico. «Questi titoli hanno al momento ancora basse valutazioni e sono a forte sconto e se le previsioni di un mercato dell’oro più forte sono corrette, ci aspettiamo che le azioni sovraperformino significativamente l’oro fisico», ha detto Joe Foster, Portfolio Manager e Strategist di VanEck . «Gli utili delle aziende del settore aurifero possono fare leva sull’aumento di prezzo del metallo giallo e dovrebbero aumentare di valore e beneficiare anche di un ritorno del sentiment positivo sull’intero settore».

IDEE DI INVESTIMENTO

Sul mercato italiano del risparmio gestito sono presenti numerosi fondi azionari che investono direttamente in azioni aurifere e hanno messo a segno rendimenti di tutto rispetto dall’inizio dell’anno. Ma cosa hanno in portafoglio? Utilizzando la classifica Fida del mese di giugno 2019, Online Sim blog ha analizzato il portafoglio dei campioni di rendimento del settore metalli preziosi aggiornando il rendimento alla metà di luglio 2019.

 

  • Franklin Gold And Precious Metals Fund Classe A (acc) Eur-h1 Rende quasi il 23% da gennaio al 15 luglio 2019. Il comparto investe il 100% in materie prime e in titoli con potenziale di crescita, inclusi convertibili e warrants, sia in mercati sviluppati sia in mercati emergenti, ed in società quotate con una preferenza, secondo dati Morningstar, per questi Paesi: Canada che vale il 54% del portafoglio, Australasia (18,41%), Africa (17,14%).
  • Bgf World Gold Euro Hedged Classe E2 Rende il 21,25% da gennaio al 15 luglio 2019. Il comparto investe a livello mondiale almeno il 70% del patrimonio complessivo in azioni del settore delle miniere d’oro. Può investire in azioni di società che svolgano la loro attività principale nei settori dei metalli preziosi, dei metalli e minerali di base e minerario. Non detiene materialmente oro o altri metalli. I Paesi più presenti in portafoglio sono: Canada (49,27%), Australasia (18,05%) e Africa (9,62%).
  • Lo Funds World Gold Expertise (eur) Classe R Rende il 21,25% da gennaio al 15 luglio 2019. Investe in azioni internazionali dei settori delle miniere d’oro (2/3 almeno del portafoglio), dei metalli preziosi e dell’industria delle pietre preziose. L’indice di riferimento è NYSE Arca Gold Miners TR USD.
  • Amundi Funds CPR Global Gold Minesb Classe SHE Rende il 20,1% da gennaio al 15 luglio 2019. Il comparto investe almeno il 67% del patrimonio in azioni di società specializzate nel settore dell’estrazione dell’oro e in altri metalli preziosi come argento e platino per un massimo di un terzo del patrimonio netto. Può investire in strumenti finanziari derivati a scopo di copertura e di efficiente gestione del portafoglio. L’indice FTSE Gold Mines è l’indicatore di riferimento. I Paesi più presenti in portafoglio sono: Canada (57,09%), Australasia (15,62%) e Stati Uniti (14,99%).
  • Invesco Gold & Precious Metals Classe A (acc) Eur Rende oltre il 19% da gennaio al 15 luglio 2019. Il comparto investe principalmente in azioni e titoli legati ad azioni di società che operano nell’esplorazione, estrazione, trasformazione o negoziazione e investimento in oro e altri metalli preziosi, come argento, platino e palladio, nonché diamanti, in tutto il mondo. Può investire fino al 10% del suo patrimonio netto in fondi negoziati in borsa (ETF) e in materie prime negoziate in borsa, che offrono esposizione all’oro e ad altri metalli preziosi. Tra i Paesi più presenti in portafoglio ci sono Canada (82,34%) e Stati Uniti (7,28%).

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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