I mercati hanno salutato con un brindisi la nomina di Christine Lagarde come successore di Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea (BCE). Piace che Lagarde sia una convinta europeista e pro-euro e ci si aspetta che possa proseguire la politica di Draghi, assicurando quella continuità che tanto rassicura i mercati. La nomina di Lagarde e il cambio di rotta delle Banca Centrale Americana (FED) hanno riportato al centro delle analisi dei gestori l’influenza delle politiche monetarie sulle obbligazioni. Nello spazio di 10 mesi i mercati sono passati dal prevedere uno scenario di un aumento dei tassi all’attesa di una loro diminuzione. «In linea teorica il 2019 dovrebbe essere un anno favorevole al reddito fisso», ha detto Gene Tannuzzo, Vice responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. «Ma gli investitori si trovano a camminare sul filo del rasoio e devono operare una distinzione tra le strategie obbligazionarie». Anche per Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments la nomina di Lagarde è una garanzia per il mercato ed è positiva sia per i mercati azionari sia obbligazionari.

In particolare, per J.P. Morgan Asset Management, il cambiamento delle Banche Centrali dalla funzione reattiva è un evento epocale e per il momento si sta dimostrando positivo sia per gli attivi più rischiosi come le azioni che per gli investimenti difensivi nel reddito fisso. «Il dollaro ha reagito negativamente, ma fino al taglio dei tassi della Fed previsto a luglio non sarà chiaro se la performance negativa sia destinata a durare o si tratti solo di una correzione temporanea», si legge nell’analisi di J.P. Morgan Asset Management. «In attesa di vedere come si evolverà la situazione, riteniamo consigliabile adottare un approccio tattico e per questo al momento preferiamo mantenere un posizionamento corto sul Dollaro statunitense, in attesa delle opportunità di guadagno che il primo taglio dei tassi potrebbe offrire».

IDEE DI INVESTIMENTO

Il cambiamento di direzione dei tassi trainato dalla FED, che ha fatto da apripista alle principali banche centrali mondiali, apre un nuovo ciclo globale di politiche monetarie espansive e indica anche che gli istituti centrali fanno sempre più fatica a controllare l’inflazione. Qual è la migliore strategia obbligazionaria? Secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments, il 2019 dovrebbe essere un anno favorevole per il reddito fisso, data la stabilità dei tassi d’interesse privi di rischio. Ma gli investitori si trovano a camminare sul filo del rasoio e alcuni asset, come gli high yield, sono penalizzati dalla debolezza del ciclo.

Una buona diversificazione di portafoglio sul reddito fisso è possibile con un fondo obbligazionario che investe a livello globale (Categoria Morningstar Obbligazionari Globali) che può approfittare del rally delle obbligazioni che le banche centrali hanno innescato: secondo l’analisi di Morningstar sui fondi che investono nei bond globali e sul debito corporate a livello globale nell’ultimo mese i rialzi medi sono stati dello 0,65% circa, mentre il segmento high yield è cresciuto dello 0,8%.

La Top 5 dei fondi obbligazionari globali

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Pramerica Obbligazioni Globali7,38%-0,34%
Fonditalia Core Bond T6,19%1,09%
Jpm Global Government Bond D (acc) - Eur4,78%-0,28%
Fundquest Bond Opportunities P4,64%0,82%
Pegaso Capital SICAV Strategic Bond C EUR3,95%1,31%
Nella tabella i migliori fondi obbligazionari globali ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati a luglio 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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